“Non so chi sei”, Cristina Portolano, Rizzoli Lizard, 2017, 199 pagine in tricromia, cartonato, € 19.
Uno swipe a destra, una breve chat, un appuntamento in un locale, la conclusione della serata a letto e poi ognuno per la sua strada, oppure qualche altro incontro, ma nessun impegno. Questo è lo svolgimento tipo di una relazione iniziata su Tinder. Sesso più o meno soddisfacente e nessuno strascico emotivo. Ma è davvero solo tutto qui? Cristina ci porta alla scoperta del mondo delle dating app con leggerezza e ironia ma con un fondo di serietà, raccontando la sua esperienza di giovane donna momentaneamente single che desidera una vita sessuale attiva. Finita una relazione importante, la fumettista si rende conto di avere bisogno di distrarsi dalla tristezza, condividendo momenti piacevoli con gli uomini con il vantaggio di non dover tollerare l’intimità e farsi carico dell’altra persona. Ma come esprimere i propri desideri e le proprie necessità a uno sconosciuto? Come fare a non rimanerci male se uno sparisce senza lasciare traccia?
Dal punto di vista grafico, Non so chi sei si contraddistingue per la rappresentazione di scene di sesso realistiche che coinvolgono corpi reali; il focus del fumetto infatti non è mai l’erotismo fine a sé stesso bensì mettere in scena un variegato di umanità, restituendo l’immensa complessità delle interazioni umane. Cristina indaga senza ipocrisia i sentimenti e le motivazioni che stanno dietro l’uso delle app di incontri, l’imbarazzo e la curiosità, il pregiudizio e la voglia di mettersi in gioco, a trenta come a settant’anni. Viene raccontato il vero e proprio funzionamento di Tinder – con anche delle infografiche –, e amici e parenti si fanno portavoce di varie opinioni sul fenomeno, e di diverse esperienze. E alla fine si scopre che i meccanismi sono uguali, con o senza app: una relazione cercata esclusivamente per riempire la solitudine sarà sempre disfunzionale, e il “supermercato della carne” rischia di far trascurare i veri affetti. Tuttavia, “se dovessi fare un bilancio, potrei dire che tutti gli uomini che ho conosciuto online mi hanno lasciato qualcosa, In una maniera un po’ strana, ma li ho amati quasi tutti”.
Cristina Portolano è nata a Napoli e si è formata al Liceo Artistico e alla Scuola Italiana di Comix. Dal 2005 vive a Bologna, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, con un Erasmus all’École nationale Supérieure des Arts Décoratif di Parigi. Dal 2019 collabora con Internazionale Kids, insegna illustrazione e anatomia artistica allo IAAD ed è sempre molto attiva nella divulgazione del linguaggio del fumetto, di persona e sui social. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Quasi signorina (Topipittori, 2016), Io sono Mare (Canicola, 2018); Mea vulva nell’antologia Post-pink (Feltrinelli Comics, 2019), Francis Bacon: la violenza di una rosa (Centauria, 2019) e la recente collaborazione a Genitore, artista, altro… (autoprodotto, 2024). Ha vinto diversi premi ed esposto in Italia e all’estero in mostre personali e collettive.

