“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

Tre storie avanzano parallele e scollegate per tutto il graphic novel, fino al sorprendente intreccio finale. La prima vicenda è ispirata a Il Viaggio in Occidente, un classico della letteratura cinese che narra la vita di Sun Wukong, personaggio familiare a noi occidentali grazie al Goku di Dragon Ball. In American Born Chinese, il Re Scimmiotto è un sovrano rispettato dai suoi sudditi e padrone delle arti del Kung Fu, ma deriso e discriminato dalle altre divinità a causa della sua natura scimmiesca. Punito dal creatore di tutte le cose per essersi ribellato, sarà sigillato sotto una montagna per l’eternità. Riuscirà a liberarsi e portare a compimento il proprio destino, diventando un eroe?

Anche Jin Wang, bambino americano di origine cinese, si trova ad affrontare una situazione difficile quando si trasferisce con la famiglia dalla Chinatown di San Francisco a una comunità prevalentemente bianca. Vittime di discriminazione razziale sono anche i suoi amici Wei-Chen Sun e Suzy Nakamura, che Jin alla fine rinnegherà – insieme alle sue origini asiatiche – per poter realizzare il suo sogno di vivere finalmente come un vero americano. Ma qual è il prezzo da pagare se si rinuncia alla propria natura?

Danny, al contrario, è il ragazzo che Jin ha sempre sognato di essere: tratti tipicamente caucasici, ben integrato a scuola, gioca nella squadra di pallacanestro e corteggia una bella ragazza bianca. Il suo unico problema è suo cugino cinese, Chin-Kee, che incarna tutti i peggiori stereotipi orientalisti e ogni anno lo viene a trovare costringendolo a cambiare scuola per l’imbarazzo. Ma come mai la sua presenza lo mette così in crisi?

Tutte queste domande apparentemente scollegate ruotano intorno al tema della trasformazione e dell’accettazione di sé stessi, risolto brillantemente nell’ultimo capitolo con lo svelamento delle vere identità di Danny, Chin-Kee e Wei-Chen-Sun. L’insegnamento del fumetto si può riassumere nella massima di saggezza del Re Scimmiotto, tornato vittorioso dalla sua missione in Occidente: «Sai, Jin, mi sarei risparmiato cinquecento anni di prigionia sotto una montagna di rocce se solo avessi capito quanto era bello essere una scimmia».

Per quanto riguarda la tecnica narrativa, sono da menzionare i capitoli dedicati a Chin-Kee, in cui l’impostazione da sit-com – con tanto di applausi e risate del pubblico in sottofondo – sottolinea la visione miope e stereotipata della minoranza etnica asiatica da parte della cultura pop occidentale.

American Born Chinese ha vinto l’Eisner Award nel 2007 nella categoria Best Graphic Album – New, è stato il primo fumetto a essere nominato per un National Book Award e a vincere il Printz Award dell’American Library Association. Pubblicato nel 2006 negli Stati Uniti e portato in Italia per la prima volta da Guanda, è stato riproposto da Tunué in occasione dell’uscita della serie Tv nel 2023 per Disney/Pixar.

“Colori invisibili”, Sabrina Gabrielli, Tunué, 2022, 248 pagine a colori, cartonato, € 21

“Colori invisibili”, Sabrina Gabrielli, Tunué, 2022, 248 pagine a colori, cartonato, € 21

Dopo una lunga giornata in smart working, Leila decide di ordinare una pizza d’asporto, solo che il fattorino delle consegne le appare completamente arancione. Un fatto strano già di per sé, ma ancor di più sapendo che sono quasi due anni che Leila non vede più i colori. O meglio, li vede, ma il suo cervello, affetto da acromatopsia cerebrale in seguito a un trauma, non è più in grado di processarli, per cui le restituisce un mondo in scala di grigi. Sconvolta da questa apparizione, insieme all’inseparabile amica Saf, Leila va alla ricerca dei colori perduti. Tra speranze e delusioni, sogni sinestetici e concerti rock, visite dal neurologo e radicali cambi di pettinatura, Leila accetta di rinunciare al microchip che le permette di percepire le variazioni di tonalità calde e fredde, e abbracciare la sua nuova vita. In questo percorso infatti conosce Luca – il fattorino – e il suo gruppo amici, trova l’amore (e ritrova quello per sé stessa), e scopre che quei colori per lei invisibili da qualche parte se li porta dentro. Può continuare a essere un’artista, se è quello che desidera; a lei la scelta.

Dal punto di vista grafico, l’opera di Gabrielli ruota ovviamente attorno all’uso del colore, che di volta in volta dà vita a mondi diversi: colorato per Saf, Luca e gli altri amici; seppia per Leila col microchip; in scala di grigi prima e dopo l’impianto; sgargiante e spiraleggiante – un misto tra Van Gogh e Gaudì – durante i deliri sinestetici della ragazza. Questi mondi si intrecciano e convivono, come nella bella scena ambientata in una corsia di supermercato, che giustappone le diverse prospettive spaziali e cromatiche di Luca e Leila. Quello che questa storia ci ricorda, però, è che il colore è anche e soprattutto emozione, e dà gusto alla vita.

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

Ted è un ragazzo di 26 anni che vive a Parigi e ama la sua routine: alzarsi, vestirsi, andare al lavoro in biblioteca, pranzare sempre con un triplo cheese bacon maionese extra con patatine e coca, tornare a casa, guardare la Tv, svestirsi e andare a letto. Un giorno, però, la linea 4 della metropolitana è chiusa per lavori e questo imprevisto lo porta a fare una serie di incontri che gli sconvolgono la vita: una corista settantatreenne di cui si innamora, una sex worker che gli fa conoscere l’orgasmo, l’ex bullo della scuola. Sopraffatto da tutte queste nuove esperienze, Ted si prende una settimana di ferie per andare a trovare la sua famiglia, ma il rapporto con mamma, papà, sorella e cane è sempre complicato e le sue stranezze a volte diventano insostenibili per chi gli sta vicino. In un susseguirsi incalzante di eventi sempre più assurdi, che mettono in luce l’assurda pretesa delle persone “normali” di inquadrare quelle neurodivergenti e pretendere che si adattino al loro modo di vivere e vedere la realtà, giungeremo all’annunciata tragedia finale. Si poteva evitare? Non sarebbe bastato, come dice Ted, smetterla di obbligarlo a curarsi per il suo presunto star male e chiedergli veramente come stava?

Vincitore del Prix Révélation al Festival di Angoulême (2019) e del Prix BD Zoom di Ginevra, Ted: un tipo strano è liberamente ispirato al fratello dell’autrice, affetto da un disturbo dello spettro autistico (un tempo definito Sindrome di Asperger). Questo graphic novel molto colorato, dallo stile ibrido tra naif e pop, mostra senza sconti la fatica e le difficoltà dei caregiver e soprattutto dà voce alla visione del mondo del protagonista, invitandoci a riflettere su quanto spazio la società conceda davvero all’ascolto e all’accoglienza – se non proprio alla comprensione – delle diversità.

“Storie di vita, storie di cura” in tour con Massimo Cirri

“Storie di vita, storie di cura” in tour con Massimo Cirri

Quarto volume e numero speciale della collana *Graphic Anatomy*, Storie di vita, storie di cura nasce dall’incontro tra AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica ETS e BeccoGiallo in occasione della XIV edizione della Make Sense Campaign, la campagna europea di educazione e sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori del distretto testa-collo con il patrocinio di Graphic Medicine Italia.

Promossa in Italia da AIOCC, la campagna torna dal 21 al 26 settembre 2026 con il motto 1 sintomo per 3 settimane, 3 settimane per 1 vita. L’obiettivo è richiamare l’attenzione su patologie oncologiche ancora troppo spesso sottovalutate, nonostante i tumori testa-collo rappresentino il settimo tumore più diffuso in Europa e il più comune tra quelli rari. Se anche uno solo dei possibili sintomi si manifesta in maniera continuativa per tre settimane, è infatti importante rivolgersi al medico.

Tra i segnali da non trascurare vi sono dolore alla lingua, ulcere che non guariscono, macchie rosse o bianche nella bocca, mal di gola e raucedine persistenti, difficoltà o dolore durante la deglutizione, gonfiore del collo, ostruzione nasale da un solo lato o perdite di sangue dal naso. Una diagnosi tempestiva può aumentare notevolmente le possibilità di cura e di guarigione. Proprio per questo, durante la settimana della campagna, oltre 160 centri italiani offriranno giornate gratuite di diagnosi precoce.

Attraverso il linguaggio diretto e accessibile del fumetto, Storie di vita, storie di cura affronta questi temi partendo non soltanto dalla malattia, ma soprattutto dalle persone. Il volume raccoglie quattro storie vere legate alle patologie oncologiche del distretto testa-collo, raccontate da Massimo Cirri e illustrate da Ernesto Anderle e Davide Narducci, con la collaborazione scientifica di AIOCC ETS, Stefano Ratti e Veronica Moretti.

A fare da filo conduttore è la voce dello stesso Massimo Cirri, psicologo, giornalista e voce storica di Caterpillar su Rai Radio 2, che condivide in queste pagine anche la propria esperienza personale. Le storie narrate restituiscono lo shock della diagnosi, le paure, le trasformazioni della vita quotidiana e il difficile percorso terapeutico, ma mostrano anche la possibilità di affrontare la malattia affidandosi ai professionisti della salute e costruendo con loro un rapporto fondato sul dialogo e sulla fiducia.

Al centro del volume vi è infatti l’alleanza terapeutica, intesa non come principio astratto, ma come relazione concreta tra paziente e medico: un legame che nasce dall’ascolto, dalla chiarezza delle parole e da una vicinanza autenticamente umana. La cura emerge così come un percorso condiviso, nel quale le competenze scientifiche si intrecciano con le esperienze, le fragilità e le risorse delle persone coinvolte.

Le immagini e le parole accompagnano il lettore alla scoperta di un distretto anatomico complesso e delle patologie che possono colpirlo, rendendo comprensibili informazioni importanti sulla prevenzione, sui sintomi, sulla diagnosi precoce e sui percorsi terapeutici. Il rigore scientifico non appesantisce il racconto, ma dialoga con la dimensione biografica, aiutando a superare silenzi, paure e tabù che ancora circondano i tumori testa-collo.

Storie di vita, storie di cura costituisce un numero speciale di Graphic Anatomy, la collana ideata e realizzata da Stefano Ratti e Veronica Moretti che mette in relazione l’anatomia umana con la forza narrativa del fumetto. Attraverso l’incontro interdisciplinare tra medicina, sociologia e arte, la collana esplora la complessità degli organi e dei distretti anatomici insieme a quella delle vite e delle storie attraversate dalla malattia. Una sorta di dissezione anatomica e biografica nella quale la conoscenza del corpo procede parallelamente alla conoscenza delle persone.

Questo nuovo volume amplia tale prospettiva trasformando il fumetto anche in uno strumento di prevenzione e sensibilizzazione. Le quattro storie mostrano che riconoscere tempestivamente i sintomi, chiedere aiuto e affidarsi ai professionisti può fare la differenza. Un libro che unisce divulgazione scientifica e testimonianza, ricordando che dietro ogni diagnosi vi è una persona e che dalla semplicità del dialogo può nascere una relazione di cura capace di accompagnarla lungo tutto il percorso.

Gli appuntamenti di presentazione

* 17 settembre 2026 – Foyer del Teatro Petruzzelli, Bari
* 21 settembre 2026 – Isola di San Servolo, Venezia
* 21 settembre 2026 – Biblioteca Storica dell’Ospedale Bellaria, Bologna
* 22 settembre 2026 – Libreria Feltrinelli, Piazza XX Settembre, Pavia
* 23 settembre 2026 – Major Tom, via Francesco Selmi 67, Modena
* 28 settembre 2026 – Libreria Feltrinelli, Piazza Duomo, Milano
* 6 ottobre 2026 – Libreria Feltrinelli, Piazza dei Martiri, Napoli
* 8 ottobre 2026 – Libreria Feltrinelli, Largo di Torre Argentina, Roma

Le mostre delle tavole del fumetto

* 21 e 25 settembre 2026 – Biblioteca Storica dell’Ospedale Bellaria, Bologna
* Dal 28 settembre al 2 ottobre 2026 – Ospedale Bellaria, Bologna
* Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Realizzato in occasione della Make Sense Campaign 2026, in collaborazione con AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica ETS.

MHMN: Una “Call for papers” tra Graphic Medicine e Medical Humanities

MHMN: Una “Call for papers” tra Graphic Medicine e Medical Humanities

La rivista Medical Humanities e Medicina Narrativa (MHMN) invita studiosi, ricercatori, professionisti e artisti a presentare contributi dedicati al rapporto tra Graphic Medicine e Medical Humanities.

La call intende approfondire il ruolo del fumetto, della narrazione grafica e delle arti sequenziali nella rappresentazione della malattia, della cura, della disabilità e dell’esperienza sanitaria. Particolare attenzione è riservata alla capacità delle narrazioni visuali di comunicare il dolore, la vulnerabilità, il trauma e la cronicità, nonché di favorire modalità più empatiche e partecipative di formazione, comunicazione e assistenza.

Tra i temi proposti figurano:

Teorie e metodologie della Graphic Medicine;
Narrazioni grafiche della malattia e della salute mentale;
Fumetto autobiografico ed esperienza di cura;
Rappresentazioni del corpo, del dolore e della vulnerabilità;
Graphic Medicine e formazione medica;
Fumetto e comunicazione sanitaria;
Questioni etiche nella rappresentazione della malattia;
Trauma, memoria e narrazioni visuali;
Pratiche artistiche e partecipative in ambito socio-sanitario;
Applicazioni nei contesti clinici e assistenziali;
Analisi di opere e casi di studio nazionali e internazionali.

Sono ammessi articoli scientifici, saggi teorici e metodologici, studi di caso, contributi interdisciplinari, riflessioni basate sulla pratica professionale o artistica, interviste e testimonianze.

I contributi potranno essere redatti in italiano o in inglese e non dovranno superare i 30.000 caratteri, spazi e note inclusi. Dovranno essere accompagnati da un abstract di massimo 500 caratteri e da 3–4 parole chiave, entrambi in italiano e in inglese. Gli articoli saranno sottoposti a valutazione mediante double-blind peer review.

La scadenza per l’invio è fissata al 30 ottobre 2026. La pubblicazione del fascicolo è prevista per dicembre 2026.

I contributi dovranno essere predisposti utilizzando il format della rivista e inviati tramite la piattaforma OJS.

Informazioni, format e modalità di partecipazione a questo link.

Ramón Ricart si racconta nella Bologna dotta, rossa e grassa

Ramón Ricart si racconta nella Bologna dotta, rossa e grassa

Intervista raccolta da Stefano Ratti

Ho conosciuto Ramón Ricart nell’ottobre 2025, a Saragozza, in occasione del congresso nazionale spagnolo dedicato alla medicina grafica, dove Eugenia García Amor aveva organizzato una bellissima mostra, in collaborazione con la Società Spagnola di Medicina Grafica, dedicata ai disegni e al lavoro di Ramón. Ero rimasto subito colpito dal suo lavoro, ma forse ancora di più dal suo modo di raccontarlo: un’ironia pacata e allo stesso tempo dissacrante, capace di rendere possibile parlare praticamente di tutto, anche degli aspetti più intimi, difficili o scomodi della malattia.

Ci siamo poi ritrovati a Barcellona, in occasione di una bellissima mostra d’arte di un’amica, Giorgia Roversi. È stato un incontro più informale, durante il quale abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera e Ramón mi ha regalato una copia del suo secondo libro, No solo tiembla.

Oggi Tiembla e No solo tiembla, con le dediche, gli autografi e naturalmente i disegni originali di Ramón, fanno parte della nostra biblioteca medica. Li mostro anche agli studenti di Medicina dell’Università di Bologna durante il corso elettivo Graphic Based Medicine, che tengo insieme a Veronica Moretti e Francesco Maria Spampinato. Sono due esempi preziosi per mostrare come sia possibile comunicare la malattia in modi differenti e, soprattutto, raccontare il vissuto delle persone attraverso immagini, parole, metafore e ironia.

Tiembla nasce infatti come un processo profondamente personale di accettazione del Parkinson, mentre No solo tiembla allarga lo sguardo agli altri e raccoglie le esperienze di nove persone con Parkinson a esordio precoce. Per adesso entrambi i volumi sono disponibili in spagnolo, catalano e francese, ma spero presto anche in italiano.

Il 26 luglio ci ritroviamo ancora, questa volta a Bologna. Siamo a pranzo insieme: Ramón, sua moglie Agnès, sua figlia Gal·la, la mia compagna Luisa e io. Nel menu alcuni classici della cucina emiliano-romagnola: lasagne, piadina, mascarpone e torta tenerina al cioccolato, il tutto accompagnato da una bottiglia di Pignoletto.

Eccoci a pranzo!

Tra una portata e l’altra torniamo inevitabilmente a parlare di fumetti, Parkinson e nuovi progetti. Ed è proprio in una situazione così informale che ritrovo quella caratteristica che mi aveva colpito fin dal nostro primo incontro: con Ramón si può parlare seriamente di qualsiasi cosa senza rinunciare a riderne.

Questa chiacchierata è avvenuta un po’ in spagnolo e un po’ in catalano, quindi ho deciso di lasciarla nelle tre versioni: italiano, spagnolo e catalano.

SR: Dopo Tiembla e No solo tiembla, a cosa stai lavorando?

RR: Il prossimo progetto riguarda la sessualità e le disfunzioni sessuali, nel Parkinson e anche al di fuori del Parkinson. È un argomento importante, ma se ne parla ancora troppo poco. La malattia può influenzare il desiderio e la funzione sessuale, mentre le terapie dopaminergiche possono avere effetti anche sul controllo degli impulsi. In alcune persone possono comparire ipersessualità, gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo o altri comportamenti. È interessante proprio perché si intrecciano malattia, terapia, corpo, relazioni e intimità.
(Ramón guarda Gal·la e sorride) Mia figlia adesso mi vedrà disegnare cazzi tutto il giorno!

Ridiamo tutti. E quella battuta sintetizza bene il modo di Ramón di affrontare argomenti sui quali spesso è difficile persino iniziare una conversazione. Anche Agnès partecipa al nuovo progetto, proseguendo una collaborazione già importante in No solo tiembla.

Schizzi sulle tovagliette, davanti a un caffè

SR: Parliamo molto di Graphic Medicine. Ma forse il risultato più interessante sarebbe riuscire, a un certo punto, a uscire dalla stessa definizione.

RR: Sì. La Graphic Medicine è bella e importante, ma questi libri non dovrebbero essere letti soltanto da pazienti, familiari o professionisti sanitari. Vorrei che una persona che non ha alcun rapporto con il Parkinson prendesse in mano il libro semplicemente perché è un fumetto, lo leggesse fino alla fine e, attraverso una storia, riuscisse a capire qualcosa dell’esperienza di un’altra persona.

È un pensiero che Ramón aveva già espresso parlando di No solo tiembla: qualsiasi lettore, con o senza Parkinson, dovrebbe prima di tutto poter godere della lettura e arrivare così a una maggiore comprensione ed empatia.

A proposito di quanto sia difficile comunicare la malattia, Ramón ci racconta divertito una recente intervista alla televisione catalana. L’intervistatore si era trovato alle prese con una delle metafore centrali di No solo tiembla: quella del vecchio scafandro da palombaro, proposta da Jordi per rappresentare il proprio Parkinson. Una struttura pesante che rallenta i movimenti, rende difficili i gesti, appesantisce i piedi e sembra persino impedire alla voce di raggiungere il mondo esterno.

Da qui nasce un equivoco linguistico quasi perfetto per Ramón. In catalano, bus può indicare il palombaro o il sommozzatore, mentre autobús indica l’autobus. Durante l’intervista, il bus con il suo scafandro finisce così per trasformarsi, per un momento, in un improbabile autobus giallo.

Ramón ci scherza sopra, ma l’episodio racconta anche qualcosa di più profondo: spiegare a un’altra persona che cosa significhi vivere una malattia è difficile. Persino una metafora potente può perdersi, trasformarsi o essere fraintesa.

RR: Per questo sono importanti i libri, ma ancora di più gli incontri. Le interviste, le presentazioni, gli incontri con le persone e soprattutto con le scuole. È lì che puoi parlare veramente, ricevere domande e capire se quello che vuoi comunicare arriva dall’altra parte.

Il fumetto diventa così non un punto di arrivo, ma un modo per aprire una conversazione.

E Ramón ha già un altro progetto in mano, questa volta apparentemente lontano dal Parkinson: un’azione artistica dedicata agli slogan della politica spagnola nel corso del tempo. Forse è anche questo un modo per sottrarsi alle etichette. Non essere soltanto un autore di Graphic Medicine o un autore che racconta il Parkinson, ma semplicemente un autore che utilizza il fumetto per osservare e raccontare il mondo.

Finito il pranzo, continuiamo a parlare passeggiando sotto i portici.

Bologna è la dotta, la grassa e la rossa. E presto sarà anche la città che ospiterà la prossima International Graphic Medicine Conference.

Il giorno successivo, la visita bolognese di Ramón e della sua famiglia ha una continuazione particolarmente significativa. Ramón, Agnès e Gal·la visitano la Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” dell’Università di Bologna, dove è in corso La piccola bellezza, una mostra dedicata al rapporto tra anatomia e fumetto, con particolare attenzione alla collana Graphic Anatomy.

La visita alla Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” e alla Biblioteca Antica del Centro di Anatomia dell’Alma Mater – Università di Bologna

La coincidenza è quasi perfetta: l’ultimo volume della collana è dedicato al cervello e, attraverso le storie delle persone intervistate, affronta anche il Parkinson. Questa volta sono io a regalare a Ramón il nostro fumetto sul cervello, aggiungendo un piccolo disegno sulla copia, certamente non al livello dei suoi!

Così Ramón, dopo averci raccontato il giorno prima quanto il fumetto possa diventare uno strumento per rendere visibile l’esperienza della malattia, si ritrova all’interno di una collezione anatomica storica nella quale oggi il corpo viene raccontato anche attraverso le tavole di un fumetto.

Cere anatomiche, fumetti, cervello e Parkinson finiscono così per incontrarsi nello stesso luogo. Modi molto diversi, eppure sorprendentemente vicini, di rappresentare il corpo umano e raccontare che cosa significhi abitarlo.

Forse è proprio questo il punto sul quale io e Ramón ci troviamo maggiormente d’accordo: il successo della Graphic Medicine non sarà creare uno spazio sempre più chiuso e definito nel quale parlare di malattia, ma riuscire ad attraversarne i confini. Fare semplicemente buoni fumetti, capaci di essere letti da chi è malato e da chi non lo è, e permettere a qualcuno, almeno per qualche pagina, di entrare nello “scafandro” di un’altra persona. Perché forse è proprio entrando insieme in quello scafandro che diventa un po’ più facile, insieme, trovare il modo di uscirne.


ESPAÑOL

Ramon Ricart cuenta su historia en Bolonia, la docta, la roja y la gorda

Conocí a Ramon Ricart en octubre de 2025, en Zaragoza, durante el congreso nacional español dedicado a la medicina gráfica, donde Eugenia García Amor había organizado una magnífica exposición, en colaboración con la Sociedad Española de Medicina Gráfica, dedicada a los dibujos y al trabajo de Ramon. Me impresionó enseguida su trabajo, pero quizá todavía más su manera de hablar de él: una ironía tranquila y al mismo tiempo irreverente que permite hablar prácticamente de todo, incluso de los aspectos más íntimos, difíciles o incómodos de la enfermedad.

Nos volvimos a encontrar después en Barcelona, durante una preciosa exposición de arte de una amiga, Giorgia Roversi. Fue un encuentro más informal, en el que pudimos charlar con calma y Ramon me regaló una copia de su segundo libro, No solo tiembla.

Hoy Tiembla y No solo tiembla, con sus dedicatorias, autógrafos y, naturalmente, dibujos originales de Ramon, forman parte de nuestra biblioteca médica. También los enseño a los estudiantes de Medicina de la Universidad de Bolonia durante el curso optativo Graphic Based Medicine, que imparto junto con Veronica Moretti y Francesco Maria Spampinato. Son dos ejemplos valiosos para mostrar las distintas maneras de comunicar la enfermedad y, sobre todo, de contar la experiencia de quienes viven con ella a través de imágenes, palabras, metáforas e ironía.

Tiembla nació como un proceso profundamente personal de aceptación del párkinson, mientras que No solo tiembla amplía la mirada hacia los demás y reúne las experiencias de nueve personas con párkinson de inicio temprano. Por ahora, ambos volúmenes están disponibles en español, catalán y francés, pero espero que pronto también lo estén en italiano.

El 26 de julio volvemos a encontrarnos, esta vez en Bolonia. Comemos juntos Ramon, su mujer Agnès, su hija Gal·la, mi pareja Luisa y yo. En el menú, algunos clásicos de la cocina de Emilia-Romaña: lasaña, piadina, mascarpone y torta tenerina de chocolate, todo acompañado por una botella de Pignoletto.

Entre un plato y otro volvemos inevitablemente a hablar de cómics, párkinson y nuevos proyectos. Y es precisamente en una situación tan informal donde reaparece aquello que me había llamado la atención desde nuestro primer encuentro: con Ramon se puede hablar seriamente de cualquier cosa sin renunciar a reírse de ella.

Esta charla tuvo lugar en parte en español y en parte en catalán, así que decidí dejarla en las tres versiones: italiano, español y catalán.

Stefano: Después de Tiembla y No solo tiembla, ¿en qué estás trabajando ahora?

Ramon: El próximo proyecto trata sobre la sexualidad y las disfunciones sexuales en el párkinson y fuera del párkinson. Es un tema importante del que todavía se habla demasiado poco. La enfermedad puede influir en el deseo y en la función sexual, mientras que los tratamientos dopaminérgicos también pueden afectar al control de los impulsos. En algunas personas pueden aparecer hipersexualidad, juego patológico, compras compulsivas u otros comportamientos. Es interesante precisamente porque se entrelazan enfermedad, tratamiento, cuerpo, relaciones e intimidad.

Ramon mira a Gal·la y sonríe.

Ramon: ¡Ahora mi hija me verá dibujando pollas todo el día!

Todos nos reímos. Y la broma resume muy bien la manera que tiene Ramon de enfrentarse a temas sobre los que a menudo resulta difícil incluso empezar a hablar. Agnès también participa en este nuevo proyecto, continuando una colaboración que ya había sido importante en No solo tiembla.

Stefano: Hablamos mucho de Graphic Medicine. Pero quizá lo más interesante sería conseguir, en algún momento, salir de esa misma definición.

Ramon: Sí. La Graphic Medicine es bonita e importante, pero estos libros no deberían ser leídos solamente por pacientes, familiares o profesionales sanitarios. Me gustaría que una persona que no tiene ninguna relación con el párkinson cogiera el libro simplemente porque es un cómic, lo leyera hasta el final y, a través de una historia, consiguiera comprender algo de la experiencia de otra persona.

Es una idea que Ramon ya había expresado hablando de No solo tiembla: cualquier lector, tenga o no párkinson, debería ante todo disfrutar de la lectura y llegar así a una mayor comprensión y empatía.

A propósito de lo difícil que puede resultar comunicar una enfermedad, Ramon nos cuenta divertido una reciente entrevista en la televisión catalana. El entrevistador se encontró con una de las metáforas centrales de No solo tiembla: la antigua escafandra de buzo propuesta por Jordi para representar su propio párkinson. Una estructura pesada que ralentiza los movimientos, dificulta los gestos, hace que los pies pesen y parece incluso impedir que la voz llegue al mundo exterior.

De ahí nace un equívoco lingüístico casi perfecto para Ramon. En catalán, bus puede referirse al buzo, mientras que autobús designa el vehículo. Durante la entrevista, el buzo con su escafandra acaba transformándose, por un momento, en un improbable autobús amarillo.

Ramon se ríe de ello, pero la anécdota cuenta también algo más profundo: explicar a otra persona qué significa vivir una enfermedad es difícil. Incluso una metáfora poderosa puede perderse, transformarse o ser malinterpretada.

Ramon: Por eso los libros son importantes, pero los encuentros lo son todavía más. Las entrevistas, las presentaciones, los encuentros con la gente y, sobre todo, con las escuelas. Es allí donde puedes hablar de verdad, recibir preguntas y comprender si lo que quieres comunicar llega al otro lado.

El cómic se convierte así no en un punto de llegada, sino en una forma de abrir una conversación.

Ramon tiene además otro proyecto entre manos, esta vez aparentemente alejado del párkinson: una acción artística dedicada a los eslóganes de la política española a lo largo del tiempo. Quizá esta sea también una manera de escapar de las etiquetas. No ser solamente un autor de Graphic Medicine o un autor que cuenta el párkinson, sino simplemente un autor que utiliza el cómic para observar y contar el mundo.

Después de comer seguimos hablando mientras paseamos bajo los pórticos.

Bolonia es la docta, la gorda y la roja. Y pronto será también la ciudad que acogerá la próxima International Graphic Medicine Conference…!

Al día siguiente, la visita de Ramon y su familia a Bolonia tiene una continuación especialmente significativa. Ramon, Agnès y Gal·la visitan la Colección de Ceras Anatómicas “Luigi Cattaneo” de la Universidad de Bolonia, donde se presenta La piccola bellezza, una exposición dedicada a la relación entre anatomía y cómic, con especial atención a la colección Graphic Anatomy.

La coincidencia es casi perfecta: el último volumen de la colección está dedicado al cerebro y, a través de las historias de las personas entrevistadas, aborda también el párkinson. Esta vez soy yo quien regala a Ramon nuestro cómic sobre el cerebro, añadiendo un pequeño dibujo en su ejemplar, ¡desde luego no al nivel de los suyos!

Así, después de habernos contado el día anterior cómo el cómic puede convertirse en una herramienta para hacer visible la experiencia de la enfermedad, Ramon se encuentra dentro de una colección anatómica histórica en la que hoy el cuerpo también se cuenta a través de las viñetas.

Ceras anatómicas, cómics, cerebro y párkinson terminan así encontrándose en un mismo lugar. Formas muy diferentes y, sin embargo, sorprendentemente cercanas de representar el cuerpo humano y contar qué significa habitarlo.

Quizás sea precisamente este el punto en el que Ramon y yo más coincidimos: el éxito de la Graphic Medicine no consistirá en crear un espacio cada vez más cerrado y definido en el que hablar de enfermedad, sino en conseguir atravesar sus fronteras. Hacer, simplemente, buenos cómics, capaces de ser leídos tanto por quienes están enfermos como por quienes no lo están, y permitir a alguien, aunque solo sea durante unas páginas, entrar en la “escafandra” de otra persona. Porque quizá sea precisamente entrando juntos en esa escafandra como resulte un poco más fácil encontrar, también juntos, la manera de salir de ella.


CATALÀ

Ramon Ricart explica la seva història a Bolonya, la docta, la roja i la grassa

Vaig conèixer Ramon Ricart l’octubre de 2025, a Saragossa, durant el congrés nacional espanyol dedicat a la medicina gràfica, on Eugenia García Amor havia organitzat una magnífica exposició, en col·laboració amb la Societat Espanyola de Medicina Gràfica, dedicada als dibuixos i a l’obra de Ramon. Em va impressionar de seguida la seva obra, però potser encara més la seva manera de parlar-ne: una ironia tranquil·la i alhora irreverent que fa possible parlar pràcticament de tot, fins i tot dels aspectes més íntims, difícils o incòmodes de la malaltia.

Ens vam retrobar després a Barcelona, durant una bellíssima exposició d’art d’una amiga, Giorgia Roversi. Va ser una trobada més informal, en què vam poder conversar amb calma i Ramon em va regalar un exemplar del seu segon llibre, No solo tiembla.

Avui Tiembla i No solo tiembla, amb les dedicatòries, els autògrafs i, naturalment, els dibuixos originals de Ramon, formen part de la nostra biblioteca mèdica. També els ensenyo als estudiants de Medicina de la Universitat de Bolonya durant el curs optatiu Graphic Based Medicine, que imparteixo amb Veronica Moretti i Francesco Maria Spampinato. Són dos exemples valuosos per mostrar les diferents maneres de comunicar la malaltia i, sobretot, d’explicar l’experiència de les persones que hi conviuen a través d’imatges, paraules, metàfores i ironia.

Tiembla va néixer com un procés profundament personal d’acceptació del Parkinson, mentre que No solo tiembla amplia la mirada cap als altres i reuneix les experiències de nou persones amb Parkinson d’inici precoç. De moment, tots dos volums estan disponibles en castellà, català i francès, però espero que aviat també ho estiguin en italià.

El 26 de juliol ens tornem a trobar, aquesta vegada a Bolonya. Dinem plegats Ramon, la seva dona Agnès, la seva filla Gal·la, la meva companya Luisa i jo. Al menú, alguns clàssics de la cuina d’Emília-Romanya: lasanya, piadina, mascarpone i torta tenerina de xocolata, tot acompanyat d’una ampolla de Pignoletto.

Entre un plat i l’altre tornem inevitablement a parlar de còmics, Parkinson i nous projectes. I és precisament en una situació tan informal que retrobo allò que m’havia cridat l’atenció des de la nostra primera trobada: amb Ramon es pot parlar seriosament de qualsevol cosa sense renunciar a riure’n.

Aquesta conversa va tenir lloc en part en castellà i en part en català, així que vaig decidir deixar-la en les tres versions: italià, castellà i català.

Stefano: Després de Tiembla i No solo tiembla, en què estàs treballant ara?

Ramon: El proper projecte tracta sobre la sexualitat i les disfuncions sexuals, tant en el Parkinson com fora del Parkinson. És un tema important del qual encara es parla massa poc. La malaltia pot influir en el desig i en la funció sexual, mentre que els tractaments dopaminèrgics també poden afectar el control dels impulsos. En algunes persones poden aparèixer hipersexualitat, joc patològic, compres compulsives o altres conductes. És interessant precisament perquè s’hi entrellacen malaltia, tractament, cos, relacions i intimitat.

Ramon mira la Gal·la i somriu.

Ramon: Ara la meva filla em veurà dibuixant polles tot el dia!

Tots riem. I la broma resumeix molt bé la manera que té Ramon d’abordar temes sobre els quals sovint costa fins i tot començar a parlar. L’Agnès també participa en aquest nou projecte, continuant una col·laboració que ja havia estat important a No solo tiembla.

Stefano: Parlem molt de Graphic Medicine. Però potser el més interessant seria aconseguir, en algun moment, sortir d’aquesta mateixa definició.

Ramon: Sí. La Graphic Medicine és bonica i important, però aquests llibres no haurien de ser llegits només per pacients, familiars o professionals sanitaris. M’agradaria que una persona que no té cap relació amb el Parkinson agafés el llibre simplement perquè és un còmic, el llegís fins al final i, a través d’una història, aconseguís entendre alguna cosa de l’experiència d’una altra persona.

És una idea que Ramon ja havia expressat parlant de No solo tiembla: qualsevol lector, tingui o no Parkinson, hauria de poder gaudir primer de tot de la lectura i arribar així a una comprensió i una empatia més grans.

A propòsit de com pot ser de difícil comunicar una malaltia, Ramon ens explica divertit una entrevista recent a la televisió catalana. L’entrevistador es va trobar amb una de les metàfores centrals de No solo tiembla: l’antic escafandre de bus proposat per Jordi per representar el seu Parkinson. Una estructura pesada que alenteix els moviments, dificulta els gestos, fa que els peus pesin i sembla fins i tot impedir que la veu arribi al món exterior.

D’aquí neix un equívoc lingüístic gairebé perfecte per a Ramon. En català, bus pot designar la persona que se submergeix sota l’aigua, mentre que autobús és el vehicle. Durant l’entrevista, el bus amb el seu escafandre acaba convertint-se, per un moment, en un improbable autobús groc.

Ramon en fa broma, però l’anècdota també explica una cosa més profunda: explicar a una altra persona què significa viure una malaltia és difícil. Fins i tot una metàfora potent es pot perdre, transformar o malinterpretar.

Ramon: Per això els llibres són importants, però les trobades encara ho són més. Les entrevistes, les presentacions, les trobades amb la gent i, sobretot, amb les escoles. És allà on pots parlar de debò, rebre preguntes i entendre si allò que vols comunicar arriba a l’altra banda.

El còmic es converteix així no en un punt d’arribada, sinó en una manera d’obrir una conversa.

Ramon ja té un altre projecte entre mans, aquesta vegada aparentment allunyat del Parkinson: una acció artística dedicada als eslògans de la política espanyola al llarg del temps. Potser aquesta també és una manera d’escapar de les etiquetes. No ser només un autor de Graphic Medicine o un autor que explica el Parkinson, sinó simplement un autor que utilitza el còmic per observar i explicar el món.

Després de dinar continuem parlant mentre passegem sota els pòrtics.

Bolonya és la docta, la grassa i la roja. I ben aviat serà també la ciutat que acollirà la propera International Graphic Medicine Conference…!

L’endemà, la visita de Ramon i la seva família a Bolonya té una continuació especialment significativa. Ramon, Agnès i Gal·la visiten la Col·lecció de Ceres Anatòmiques “Luigi Cattaneo” de la Universitat de Bolonya, on es presenta La piccola bellezza, una exposició dedicada a la relació entre anatomia i còmic, amb una atenció especial a la col·lecció Graphic Anatomy.

La coincidència és gairebé perfecta: l’últim volum de la col·lecció està dedicat al cervell i, a través de les històries de les persones entrevistades, també parla del Parkinson. Aquesta vegada soc jo qui regala a Ramon el nostre còmic sobre el cervell, afegint-hi un petit dibuix al seu exemplar, evidentment no al nivell dels seus!

Així, després d’haver-nos explicat el dia anterior com el còmic pot convertir-se en una eina per fer visible l’experiència de la malaltia, Ramon es troba dins d’una col·lecció anatòmica històrica on avui el cos també s’explica a través de les vinyetes.

Ceres anatòmiques, còmics, cervell i Parkinson acaben així trobant-se en un mateix espai. Maneres molt diferents i, tanmateix, sorprenentment properes de representar el cos humà i d’explicar què significa habitar-lo.

Potser és precisament aquest el punt en què Ramon i jo coincidim més: l’èxit de la Graphic Medicine no serà crear un espai cada vegada més tancat i definit on parlar de malaltia, sinó aconseguir travessar-ne les fronteres. Fer, simplement, bons còmics, capaços de ser llegits tant per qui està malalt com per qui no ho està, i permetre a algú, encara que només sigui durant unes quantes pàgines, entrar dins l’“escafandre” d’una altra persona. Perquè potser és precisament entrant junts en aquest escafandre que es fa una mica més fàcil trobar, també junts, la manera de sortir-ne.

Graphic Medicine International Conference 2027… a Bologna!

Graphic Medicine International Conference 2027… a Bologna!

“The Cat’s Out of The Bag”, direbbero in Terra d’Albione. E in questo caso l’inglese è la scelta linguistica più appropriata, perché testimonia la scommessa realizzata di Graphic Medicine Italia: quella di fare rete con i collettivi di tutto il mondo per contribuire all’espansione dell’universo Graphic Medicine. Così, dopo Stati Uniti e Irlanda la prossima nazione a ospitare la conferenza internazionale di Graphic Medicine sarà l’Italia!

Appuntamento dunque a Bologna dal 10 al 12 giugno 2027 per un ricco e partecipato weekend tra scienza e Nona arte con autori, ricercatori e cultori della materia provenienti da tutto il mondo: stiamo già lavorando sul programma, ma in attesa di dettagli, sorprese e novità abbiamo il piacere di presentarvi in anteprime il logo e il video di presentazione dell’iniziativa.

Enjoy!

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

Quarta opera a fumetti patrocinata da Graphic Medicine Italia, Cervello pone al centro l’esperienza delle pazienti e dei pazienti, raccontando uno degli organi più complessi e affascinanti del corpo umano, cruciale per le funzioni cognitive, l’elaborazione sensoriale, il controllo motorio e la regolazione emotiva.

Riconosciuto fin dall’antichità come sede del pensiero e progressivamente divenuto oggetto di studi sempre più avanzati, il cervello occupa oggi una posizione centrale non soltanto nella ricerca biomedica, ma anche nell’immaginario culturale e sociale. Le patologie neurologiche rappresentano, inoltre, una delle principali cause di malattia e disabilità nel mondo, rendendo la conoscenza e la tutela della salute cerebrale una sfida sempre più rilevante.

Il volume nasce da un progetto interdisciplinare ideato da Veronica Moretti e Stefano Ratti, con il contributo di Francesca Bisulli, Sabina Cevoli, Pietro Cortelli, Enrico Franceschi, Elisa Giorgio e Luisa Sambati, e unisce medicina, sociologia e arte.
Attraverso il linguaggio potente e accessibile del fumetto, Cervello racconta non soltanto l’anatomia, le funzioni e le patologie di questo organo, ma soprattutto le storie autentiche delle persone che convivono con una malattia neurologica. Il libro prende forma a partire da interviste a pazienti affetti da diverse patologie, tra cui malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, emicrania, epilessia, tumori cerebrali e malattie genetiche.

Accanto alla prospettiva biomedica, ogni storia porta così in primo piano la rottura biografica determinata dalla malattia e il suo impatto sulla quotidianità, sulle relazioni, sulla famiglia e, più in generale, sul mondo sociale della persona coinvolta. Il cervello viene raccontato non soltanto come oggetto della medicina e delle neuroscienze, ma come parte essenziale dell’identità e dell’esperienza individuale.

Grazie alla supervisione di un comitato scientifico, le pagine illustrate accompagnano il lettore alla scoperta delle normali funzioni cerebrali, delle principali patologie neurologiche, dei percorsi diagnostici e terapeutici, intrecciando conoscenza scientifica e vissuto personale. Ne emerge un racconto corale capace di avvicinare il pubblico a temi complessi, talvolta poco conosciuti o ancora circondati da tabù, favorendo al tempo stesso empatia e comprensione reciproca tra pazienti, familiari, caregiver e professionisti della salute.

Cervello è una nuova tappa della collana Graphic Anatomy, progetto che mette in relazione l’anatomia umana con la forza narrativa del fumetto per esplorare insieme la complessità del corpo e quella delle esperienze personali legate alla malattia. Una sorta di dissezione anatomica e biografica nella quale la conoscenza dell’organo procede parallelamente alla conoscenza delle persone e delle loro storie.

“Questo libro dedicato al cervello racconta l’esperienza dei pazienti e dei loro familiari per avvicinare i lettori a temi complessi, spesso sconosciuti o circondati da tabù”.
Realizzato in collaborazione con Graphic Medicine Italia, Società Italiana di Neurologia, Associazione LeucoDistrofia Autosomica Dominante, MNESYS Partenariato per la ricerca Neuroscientifica e Neurofarmacologica, One Health Foundation e ADLD Center.

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

Gambe su, testa giù. È l’ansia il tema portante di questo romanzo grafico allo stesso tempo essenziale e densissimo che racconta il complesso coming of age della giovane protagonista attraverso il mix di azioni e reazioni che fanno dei tredici anni di ragazze e ragazzi un vero e proprio “rito di passaggio” scandito da esperienze fortissime e non sempre pienamente governabili.
Scriveva Daniel J. Siegel nel suo fondamentale La mente adolescente che questa fase della vita non è “soltanto” un periodo di ormoni impazziti in cui ogni figlio diventa una mina vagante sempre pronta a esplodere o un grattacapo da affrontare dando fondo a tutta la pazienza possibile: attraverso la neurobiologia interpersonale, Siegel dimostra che si tratta di una fase fondamentale di vitale evoluzione, coraggio e creatività, necessaria per la sopravvivenza della specie umana, un cantiere aperto verso la vita adulta.
Elena Triolo, classe 1998 e un bel curriculum come illustratrice e fumettista sembra prendere le mosse dalle acute analisi di Siegel per tradurle in un fumetto agile, piacevole e istruttivo, un vero e proprio viaggio nella meraviglia e nel disagio con cui molti giovanissimi affrontano la crescita. Il mostro di fine livello in Violante è l’ansia che fa della vita di una studentessa tra medie e liceo un vero ottovolante di salite e discese rapidissime tormentate dalla distanza tra le proprie aspirazioni e la realtà. Triolo affronta il tema delle crisi che mandano in crash la quotidianità della protagonista con delicatezza di pensiero e di segno, senza indulgere in inutili pietismi né indorare la pillola, ma sottolinenando che la strada della redenzione non può che passare attraverso una presa di coscienza delle proprie difficoltà e un opportuno momento di introspezione terapeutica. Una lettura utile per genitori e figli.

“Ladra”, Lucie Bryon, Bao Publishing, 2023, 208 pagine a colori, brossura, €23.

“Ladra”, Lucie Bryon, Bao Publishing, 2023, 208 pagine a colori, brossura, €23.

Dopo una festa, Ella si sveglia con un enorme vuoto di memoria. Com’è tornata a casa? Ma soprattutto: da dove vengono tutti gli oggetti costosi che la circondano? Come se non bastasse, è venuta a trovarla Madeleine, la sua crush segreta, per verificare che si sia ripresa dalla sbronza della sera prima. Chissà cosa succederebbe se scoprisse che è una ladra… Deve assolutamente escogitare un modo per restituire il maltolto senza farsi scoprire. Quando però il suo piano va a rotoli, una rivelazione totalmente inaspettata da parte di Madeleine mette la neonata coppia di fronte a una piccola sfida: restituire tutti gli oggetti sottratti nel tempo prima dell’esame di maturità, senza farsi scoprire da nessuno, nemmeno da Leslie, amica del cuore di Ella.

Il graphic novel di Bryon ci accompagna in questa avventura, tenera e coinvolgente, mentre i mesi passano veloci tra lo sbocciare di un amore, bugie e risentimenti tra amiche e le ripetizioni disperate nella speranza di recuperare i brutti voti. La fine dell’età dell’innocenza diventa allora l’occasione per scavare dentro di sé e superare i traumi del passato, scoprendo di avere accanto persone di cui ci possiamo fidare, che ci amano per quello che siamo davvero. Anche se non siamo figlie perfette, amiche impeccabili, donne di classe. Anche se siamo cleptomani.
Il tratto rotondo e i colori delicati che animano la pagine in bi o tricromia accompagnano questo vivace racconto di vita quotidiana, mentre la struttura della tavola, piuttosto libera e ariosa, si adatta perfettamente alle emozioni dei personaggi e delinea con precisione atmosfere e ambienti.