“Non mi dimenticare”, Alix Garin, trad. di Francesco Savino, Bao Publishing, 2024, 224 pagine a colori, cartonato, €24

Due donne, una macchina, una fuga rocambolesca e disperata verso la libertà. No, non stiamo parlando di Thelma e Louise, ma della giovane Clémence e della sua adorata nonna, che soffre di morbo di Alzheimer. Dopo l’ennesimo episodio di vagabondaggio, in casa di riposo hanno proposto la contenzione chimica e la figlia, messa alle strette, ha accettato. Ma la paziente non vuole, si oppone e si dispera, così la nipote – memore di tutto quello che la nonna ha fatto per lei quando era piccola – decide di rapirla. Movente dichiarato alla polizia durante l’interrogatorio: «Volevo farla stare bene». Destinazione: la vecchia casa dell’infanzia, per andare a trovare i genitori che lei crede ancora vivi, e rivedere il mare.
Il viaggio è esilarante e le due fuggiasche vivono incredibili avventure: lasciato dietro di sé il cellulare per non correre il rischio di essere rintracciate, percorrono la lunga strada che separa il Belgio dalla costa settentrionale della Francia partecipando a risse, dandosi al gioco d’azzardo, fuggendo da un motel senza pagare dopo essere state derubate, tagliando le gomme dell’auto di un energumeno che le minaccia,… Ma Clémence si rende ben presto conto di cosa voglia dire prendersi cura di una persona anziana che ha bisogno di assistenza come una bambina, che confonde passato e presente, e a volte si smarrisce a tal punto nelle nebbie della memoria da non essere più in grado di riconoscerla, mentre in altri momenti si rende dolorosamente conto che la lucidità la sta abbandonando, e che non ci sarà nessuno ad attenderla alla casa sulla scogliera perché i suoi genitori sono morti tanti anni prima.
Quello di Clémence e della sua nonnina è un viaggio disperato, all’inseguimento di qualcosa che non può più tornare, di un lieto fine impossibile. Eppure l’amore che le lega ci insegna che la strada che resta si può percorrere assieme, con rispetto e compassione.
È un viaggio non solo nel tempo e nello spazio ma anche nell’animo, e – tra un cambio di pannolino, un pic-nic sull’erba e una sosta in autogrill – la giovane protagonista sarà portata a mettere in discussione sia il legame conflittuale con sua madre sia il rapporto irrisolto con la propria identità sessuale, arrivando a mettere a fuoco con più consapevolezza i suoi progetti futuri: tornerà a Bruxelles, affronterà le conseguenze del suo gesto e poi studierà teatro, come ha sempre desiderato.
Il tratto morbido e leggero di Alix Garin e l’uso sapiente dei colori pastello accompagnano magnificamente la narrazione e il continuo intrecciarsi e mescolarsi di passato e presente, addolcendo il dolore della perdita e regalandoci una storia indimenticabile. Come un messaggio di addio affidato a una cartolina e a un semplice fiore di campo: «Non ti scordar di me».
Alix Garin, classe 1997, si aggiudica il premio “Young Talent” al Festival di Saint Malo nel 2017 e, nel 2025, vince il Fauve Prix du Public France Télévisions al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême con Impenetrabile, uscito in Italia per Bao Publishing.