“Piena di niente”, Alessia di Giovanni e Darkam, BeccoGiallo, 2015, 144 pagine a colori, brossura, € 15
«Questo graphic novel nasce da una disperata ricerca a stretto contatto con le persone, con la loro realtà, con le loro storie. Per cercare di conoscerle, prima di raccontarle». Sono racconti veri. Sono racconti crudi. Loveth, Giulia, Monica ed Elisa – per motivi diversi – vivono l’esperienza dell’aborto e si scontrano con le difficoltà burocratiche, l’omertà e i pregiudizi ancora presenti in Italia, che spesso constringono le donne a cercare aiuto all’estero (chi può permetterselo) o a ricorrere a pericolosissimi metodi clandestini. Sono racconti che dipingono una solitudine estrema, di ragazze giovanissime o donne mature che vengono abbandonate da chi le circonda e dovrebbe amarle e dalla società tutta: mariti, genitori, fidanzati, colleghi ma anche preti, operatori sanitari e attivisti pro-life interagiscono con loro quando va bene senza vederle, quando va male violentandole e giudicandole per le loro scelte, sia che desiderino tenere il frutto del loro grembo, sia che scelgano di non diventare madri, per questa volta almeno.
Loveth è una prostituta nigeriana, giunta in Italia clandestinamente dopo essere stata venduta da sua madre. Viene costretta a lavorare per ripagare il viaggio e mantenere i suoi fratelli, ma ora è incinta e desidera quel bambino con tutta sé stessa. I suoi sfruttatori, però, non sono d’accordo.
Giulia è un’infermiera del reparto di Ostetricia, frequenta un ambiente religioso bigotto e giudica le donne che abortiscono. Finché una gravidanza la fa vacillare: di figli ne ha già due, senza contare che suo marito è disoccupato da anni ed è lei a farsi carico di tutta la famiglia…
Monica è giovane e si innamora continuamente, ma da quando il padre ha abbandonato la famiglia ha imparato a non chiedere amore e affetto agli uomini. Si è convinta che diventare madre riempirà il suo vuoto per cui buca i preservativi per rimanere incinta, ma quando il ragazzo la rifiuta deve liberarsi delle conseguenze del suo gesto…
Elisa ha solo 17 anni e non è al suo primo aborto. La sua famiglia non lo sa, sembrano indifferenti alla sua vita e lei agisce di conseguenza. Solo che questa volta non si spiega la gravidanza: ricorda solo una serata col suo ragazzo e i suoi amici, tanto alcool e le loro attenzioni sempre più insistenti…
I racconti sono accompagnati da disegni ingarbugliati, espressionisti, violenti, a tratti onirici e deliranti, riempiti con colori scuri e grovigli di fili neri che gridano il dolore e la disperazione di queste donne senza voce, che anche quando trovano la forza di parlare non vengono ascoltate.
Darkam aka Eugenia Monti (disegni) ha studiato animazione a Urbino e fumetto a Bologna e Barcellona prima di stabilirsi definitivamente a Berlino, dove lavora come fumettista, tatuatrice e illustratrice freelance. Ha collaborato con varie riviste e fanzines, e tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Mozziconi (Edizioni del Vento, 2009), Il paese del silenzio (2010), I sarti del sonno (Blu Gallery, 2015) e Fil rouge (E2/Sterput), Dietro agli occhi (Progetto Stigma/Eris Edizioni, 2022).
Alessia di Giovanni (testi) è stata sceneggiatrice, scrittrice, regista e videomaker. Alla fine degli anni Novanta ha confondato lo Studio CreativeComics e per anni ha curato la rubrica satirica di genere Porca Eva! su Radio Popolare. Da sempre interessata alle tematiche sociali, ha diretto il documentario Lavoratrici, che indaga le molestie sul luogo di lavoro, e ha sceneggiato il graphic novel Io so’ Carmela (Becco Giallo, 2013), con disegni di Monica Barengo, candidato nel 2014 al Premio Micheluzzi come miglior fumetto italiano.

