Corpi rifrangenti, abilismo e fumetto: reportage dal DFF di Torino
Dal 10 al 12 ottobre 2025, A Torino, si è tenuta la terza edizione del Disability Film Festival, organizzata dall’Associazione Volonwrite, con il patrocinio del Comune e dell’Università degli Studi di Torino. Il festival promuove una narrazione sulla disabilità incentrata sui diritti e su un approccio sociale alle non conformità fisiche e mentali, intese come modi di essere non patologici, ma distanti dalla presunta “normalità”. Quella stessa “normalità” che è alla base dell’abilismo, perché postula l’esistenza di corpi e menti standard, abili e normotipici, considerati pienamente umani. Corpi e menti disabili e neurodivergenti sono rifrangenti proprio perché riflettono come un prisma presupposti sulla normalità spesso dati per scontati, sfidandoli e disattendendo le aspettative sociali. Quando sono attraversati dal nostro sguardo, però, quei corpi e quelle menti non conformi ne deviano l’andamento, come il concetto di rifrazione – mutuato dalla fisica – suggerisce. Proiezioni, talk, concerti e laboratori hanno accompagnato le partecipanti e i partecipanti a decostruire idee stereotipate sulla disabilità e a sostituirle con rappresentazioni basate sul punto di vista e sulle esperienze di chi ne è abitato. Il festival nasce come un’iniziativa dal basso che unisce, nell’ideazione e nell’organizzazione delle attività, le prospettive di attivisti, ricercatori, operatori e membri delle associazioni che si occupano di disabilità sul territorio torinese, con un approccio partecipativo attento a scardinare narrazioni medicalizzanti e rapporti di potere.

Un momento della manifestazione
La novità di questa edizione del Festival è stata la sezione sul fumetto, curata dalla “nostra” Alice Scavarda e da Federico Stella, graphic designer e responsabile multimedia di Associazione Volonwrite. Il fumetto è un medium intrinsecamente legato al cinema, con il quale condivide parte della grammatica visiva – si pensi, ad esempio, alle inquadrature – e con cui spesso intrattiene rapporti privilegiati, come nel caso dei fumetti sui supereroi americani, che sono diventati produzioni cinematografiche di successo creando un genere a sé. Inoltre, il fumetto, come il cinema, ha la capacità di raccontare storie dal punto di vista dei protagonisti e di sfatare così pregiudizi e falsi miti, coinvolgendo il lettore (o lo spettatore) anche dal punto di vista emotivo.
Al fumetto è stato dedicato l’evento inaugurale del festival, venerdì 10 ottobre, la mostra ??????????̀ ? ???????: ??????? ?? ??? ??????????̀ ??? ?? ???????? curata da Alice Scavarda in collaborazione con Manfredi Toraldo della Scuola Internazionale di Comics di Genova. La mostra, finalizzata a mostrare le potenzialità del fumetto nel disvelare e mettere in discussione l’abilismo, è stata patrocinata da Graphic Medicine Italia. I curatori Alice Scavarda e Manfredi Toraldo hanno raccolto una selezione di opere di giovani fumettiste e fumettisti che hanno partecipato alla competizione: “Pazzi per il fumetto…” organizzata da Villa Iris II e dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino. I quattro lavori selezionati si differenziano non solo per lo stile grafico adottato, ma anche per i contenuti trattati, pur condividendo l’obiettivo di narrare corpi e menti non conformi all’interno di una prospettiva sociale e non prettamente medica, in linea con l’approccio interdisciplinare che caratterizza la Graphic Medicine. I temi affrontati sono la malattia cronica, la disabilità motoria, l’Alzheimer e la salute mentale, raccontati da chi ne è abitato, dalle persone che li circondano (amici, famigliari, figli, nipoti) e dagli operatori che incontrano nei contesti sanitari e socioassistenziali. Queste condizioni non sono né rappresentate come tragedie personali né come limiti da superare, ma come forme di differenza umana che spesso si scontrano con un contesto che pone numerose barriere alla piena partecipazione sociale.

Il panel sugli incroci tra fumetto e disabilità
Sabato 11 ottobre si è tenuto il talk: Abilismo e fumetto: opportunità e sfide, durante il quale Alice Scavarda e Federico Stella hanno dialogato con Manfredi Toraldo, Roberto Gagnor, sceneggiatore Disney e autore della collana di volumi a fumetti: “SMAgliante ADA” e Marina Cuollo, conduttrice, editorialista e autrice di “La disabilità spiegata ai bambini e alle bambine” edito da BeccoGiallo. Durante il talk si è discusso di quanto il fumetto consenta non solo di fare divulgazione scientifico-culturale sulla disabilità in modo inclusivo e accessibile, ma di quanto favorisca la creazione di collaborazioni tra diversi soggetti che si occupano di questo tema a vario titolo: non solo persone disabili e famigliari, ma anche associazioni e centri clinici. Il fumetto, inoltre, permette di raggiungere pubblici diversificati e di comunicare con i bambini e le bambine, creando una narrazione capace di rivolgersi anche agli adulti.
Al talk è seguito un workshop sullo stesso tema, tenuto da Manfredi Toraldo e Andrea Riccadonna, disegnatore e docente della Scuola Internazionale di Comics di Torino. Più di quaranta persone, armate di matite colorate e curiosità, hanno partecipato al laboratorio con l’obiettivo di riflettere sul tema dell’abilismo costruendo a gruppi lo storyboard di una storia a fumetti. Il workshop, a cui hanno partecipato più di quaranta persone, compresi studenti e studentesse, operatori e operatrici e genitori, ha aiutato a rendere visibili le barriere che le persone disabili e/o neurodivergenti incontrano nella loro vita quotidiana per poter svolgere attività apparentemente semplici, come attraversare la strada in presenza di una pozzanghera.
La sezione sul fumetto ha riscosso un ottimo successo di pubblico e sarà sicuramente riproposta all’interno dell’edizione futura del festival. A riprova che il fumetto è uno strumento capace di sensibilizzare su temi sociali e di diventare una potente cassa di risonanza per persone marginalizzate.

Spazio allo storytelling in un affollato workshop

