“Del buio non ho paura”, Silvia Vecchini, Antonio ‘Sualzo’ Vincenti, Il Castoro, 2026, 184 pagine a colori, brossura, € 15,50.

Siamo a teatro, dove si sta svolgendo uno spettacolo di danze indiane. In prima fila, un uomo e una donna con tre bambini assistono incantati. All’apparenza, una famiglia come tante, ma in realtà molto particolare: Monica infatti, tempo prima, ha deciso insieme al marito di aprire le porte della loro grande casa nel bosco ai bambini più sfortunati, per offrire amore e un rifugio temporaneo a chi ne aveva bisogno. Francesco è uno dei volontari che lavorano nella casa famiglia. E Leonard, il più grande dei tre bambini – ormai adolescente – è quello che in gergo si definisce un orfano speciale. Ce lo spiega lui stesso cosa significa, con una frase lapidaria: “Papà in carcere, mamma al cimitero”. Ma Leonard è speciale anche per un altro motivo: è l’unica persona che riesce a vedere una ragazza evanescente, molto simile a una fata. Anche lei ha una storia violenta da raccontare, e man mano che Leonard si avvicinerà alla verità, fino a scoprire quello che le è successo, man mano aprirà gli occhi sul suo stesso passato e si troverà ad affrontare l’oscurità che ne fa parte. Tutto questo anche grazie alla vicinanza e il supporto della sua nuova famiglia, degli amici e di Stella, una compagna di classe molto dolce e paziente. Con lei si troverà a fare una ricerca sulle fiabe, storie antiche che da sempre aiutano l’essere umano a parlare dei lati più bui della vita, racconti in cui piccoli eroi affrontano dure prove, proprio come ha dovuto fare lui da bambino. Ma Leonard del buio non ha paura, e forse è finalmente pronto ad andare avanti.
Un racconto i cui capitoli portano i nomi di oggetti magici. Un fumetto le cui pagine sono abitate dalle buie e minacciose fronde degli alberi e dalla luce calda e gioiosa della danza e degli affetti. Una fiaba a lieto fine, in questo caso. Una poesia, infine, come quella che compongono Leonard e Stella.
Silvia Vecchini è poetessa e scrittrice di fumetti e libri per bambini e ragazzi, tradotti anche all’estero. Tiene incontri di lettura e laboratori di scrittura in scuole, librerie e biblioteche. Il suo compagno e collega, Antonio “Sualzo” Vincenti, è autore e illustratore con all’attivo numerose opere. I due hanno ricevuto importanti riconoscimenti per i loro lavori, sia singolarmente che in coppia. Tra gli ultimi ricordiamo Fiato sospeso (Tunué, 2011), La zona rossa (Il Castoro, 2017) e Le parole possono tutto (Il Castoro, 2021).
A questo link un’intervista ai due autori su Del buio non ho paura.