“La storia del topo cattivo”, Bryan Talbot, Tunué, 2023, 144 pagine a colori, cartonato, € 18,90

Edizione del trentennale per uno dei primi volumi a trattare i temi dell’abuso sui minori, quel “La storia del topo cattivo” che fin dal 1992 – anno della sua uscita per Dark Horse Comics – ha raccolto premi e consensi in tutto il mondo diventando un punto di riferimento in tutta Europa nella didattica legata ai temi del child abuse. La storia, ispirata all’autore unico di Wigan, Lancashire dall’incontro fortuito con una giovane squatter in una stazione londinese, racconta la fuga della sedicenne Helen dalle attenzioni del padre Orco e suo lungo viaggio verso la rinascita dalle strade della capitale britannica a Hill Top, residenza della celeberrima scrittrice e illustratrice Beatrix Potter. Se l’abilità narrativa di Talbot regala pagine di grande suggestione attraverso i numerosi omaggi all’autrice di “La storia di Peter Coniglio” e all’uso sapiente di stilemi già collaudati sul fantasy “Le avventure di Luther Arkwright”, la meticolosa documentazione raccolta durante la pre-produzione del volume scava consente allo sceneggiatore e disegnatore britannico di tratteggiare in maniera precisa, onesta e mai gratuita lo stress post-traumatico infantile innescato nella protagonista dalle interazioni non sempre positive con le figure maschili che incontra nella sua odissea. Forte di un premio Eisner ricevuto nel 1996, la nuova edizione di “La storia del topo cattivo” racchiude numerosi extra: un’introduzione dell’autore di bestseller Neil Gaiman, una ricca dotazione di “dietro le quinte” a cura dello stesso Talbot e una postfazione di Jennifer Guerra, giornalista e scrittrice specializzata in tematiche di genere, femminismo e diritti LGBTQ+. Una lettura imprescindibile per il pubblico dai 13 anni in su.