“Nodi”, Fiamma, Bao Publishing, 2025, 208 pp. in b/n, brossura, €22.
C’è un momento, nella vita, in cui i nodi vengono al pettine. Il nodo di Fiamma si chiama Brigitta, e ora siede alla sua tavola insieme alla sua bisbetica gatta Vanda, decisa ad aiutarla nella disperata ricerca del modo per liberarsi dell’ospite inattesa. In loro soccorso accorrono la zia e gli amici, e si comincia a indagare. Tutto sembra cominciato durante la pandemia, con i lockdown e il pesante strascico di conseguenze sulla salute mentale delle persone, Fiamma inclusa. Ma è proprio così? Non è forse tutto cominciato ventidue anni prima, in un triste giorno di marzo, quando nella vita della piccola Fiamma qualcosa per la prima volta si è spezzato – aggrovigliandosi – e tutti i suoi sogni sono stati spazzati via?
Quindi è deciso: è giunta l’ora di aprire l’archivio del rimosso e guardarci dentro. Accompagnata da Vanda e Brigitta, tra qualche resistenza e molti scivoloni, Fiamma intraprende un viaggio nel suo inconscio. Il risultato? Lo teniamo fra le mani: un graphic novel profondamente triste e al tempo stesso esilarante, che affronta un argomento dolorosissimo con un ritmo incalzante, una vivacità linguistica accentuata dall’uso della parlata “de romanord” e un coacervo di stili che si integrano alla perfezione, in un plurilinguismo grafico. La narrazione scorre veloce, poetica e ironica, perché come dice l’autrice: «Se non si ride – soprattutto di sé stessi – non è la mia rivoluzione».
Fiamma è architetta e ricercatrice, al suo esordio come autrice completa di graphic novel. Ha cominciato a disegnare fumetti durante la pandemia, riscrivendo in forma illustrata la sua tesi di dottorato sul dispositivo dei campi profughi (Io non sono qui, Vita Nostra Edizioni, 2023).

