“Ombre di famiglia – Feeding Ghosts”, Tessa Hulls, Tunué, 2025, 386 pp. a colori, € 34,90

Feeding Ghosts, vincitore del Premio Pulitzer 2025 per il “Memoir or Autobiography”, è il primo romanzo grafico a essere premiato in una categoria regolare del Pulitzer, dopo il riconoscimento speciale assegnato nel 1992 a Maus di Art Spiegelman. In questo memoir intenso, Tessa Hulls ricostruisce le vicende di tre generazioni di donne cinesi – la nonna Sun Yi, la madre Rose e lei stessa – mettendo in luce come persecuzioni politiche, migrazioni e fratture culturali si intreccino con il delicato equilibrio della salute mentale e con il peso emotivo che ricade sui familiari coinvolti nei ruoli di caregiver. L’opera restituisce con grande sensibilità la complessità di queste dinamiche: il vissuto di chi attraversa momenti di profonda vulnerabilità psicologica e quello di chi, accanto, sostiene, protegge e al tempo stesso fatica a non soccombere all’eredità emotiva del trauma. Il libro si presta quindi a una lettura anche in chiave Graphic Medicine, grazie alla sua attenzione al vissuto interiore, alle relazioni di cura e ai limiti del linguaggio quando le emozioni superano le parole. Ombre di famiglia – Feeding Ghosts è anche – e forse soprattutto – un’opera profondamente catartica per l’autrice. Il processo di realizzazione, durato quasi dieci anni e nato da un viaggio con la madre tra Cina e Hong Kong, diventa per Hulls un modo di confrontarsi con le proprie ombre familiari, di interrogare il passato, di riconoscere le ferite ereditate e, infine, di trasformarle. A questa dimensione emotiva già potente si aggiunge la forza grafica del volume: un linguaggio visivo intenso, denso di simboli e stratificazioni, capace di amplificare ogni snodo emotivo e di dare forma a temi profondi e complessi che chiedono al lettore di fermarsi, sedimentare, ascoltare e lasciarsi attraversare con calma. Celebrando la forza femminile e denunciando il peso del sessismo culturale che ha segnato le vite delle tre protagoniste, il libro rende visibile una storia di resistenza e rinascita, mostrando come, anche in mezzo alle fratture storiche e personali, la narrazione possa diventare un potente gesto di cura, riconciliazione e liberazione.