“Fun Home: una tragicommedia familiare”, Alison Bechdel, trad. di Martina Recchiuti, Rizzoli, 2007, 240 pp. in scala di grigi, brossura, € 18

A volte, quando le cose andavano bene, credo che mio padre fosse davvero felice di avere una famiglia. O almeno, dell’aria di autenticità che conferivamo alla sua messinscena. Una specie di ‘Natura morta con bambini’”. Quei bambini sono Alison e i suoi due fratelli, cresciuti negli anni Sessanta in Pennsylvania in una casa che la fumettista stessa definisce “un simulacro”, abitata da una famiglia che lei ha vissuto come “un’impostura”. Il padre, omosessuale non dichiarato – che si concede varie relazioni extraconiugali, anche con minorenni – venera l’apparenza sopra ogni cosa, e dedica alla cura del proprio corpo, dell’immobile e del giardino molto più tempo e dedizione che ai figli e alla moglie. Persino nell’impresa di pompe funebri di famiglia, il compito di Bruce è quello di imbalsamare i cadaveri, mascherando la disordinata verità della morte – a volte violenta – con la compostezza apparente di un sonno posticcio. Neppure l’omosessualità che lo accomuna alla figlia riuscirà davvero a legarli e la fumettista, nel ricostruire il tempo trascorso insieme, mantiene la vena ironica e disincantata che caratterizza altri suoi lavori, senza per questo tralasciare un che di poetico e commovente nel ritrarre in tutta la sua terrena debolezza un uomo che aspirava alla perfezione divina. Il romanzo grafico è densissimo di riferimenti intellettuali e citazioni letterarie che possono rallentare e appesantire la fruizione, ma questo aspetto riflette fedelmente l’intenso legame di tutti i membri della famiglia Bechdel con le arti, coltivate con più passione dei rapporti umani. La narrazione, che in molti punti si fa distaccata, quasi cronachistica, rende la fatica dei Bechdel nel comprendere ed esprimere le proprie emozioni, una difficoltà tale che finisce per incarnarsi nei comportamenti ossessivo-compulsivi assunti dalla piccola Alison (i rituali scaramantici, il diario) nel tentativo di tenere a basa la sua ansia esistenziale. Interpretare l’assurdità della vita e della morte – di suo padre, ma anche in generale – attraverso la letteratura è l’unico modo possibile per Alison di rendere giustizia alla loro storia. Questo memoir è dunque il romanzo di formazione della giovane fumettista e del suo accidentato percorso di scoperta della sessualità, ma è soprattutto il racconto del fallimento della comunicazione, di un’occasione mancata con cui la Alison adulta si è trovata a fare i conti. Fun Home è l’opera prima di Bechdel – ai tempi della sua pubblicazione, conosciuta soprattutto per la striscia Dykes to Watch Out For – e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Eisner Award come “Best reality-based work” nel 2007. Nel 2013 è stato trasposto in un popolare musical, che nella produzione di Broadway del 2015 ha vinto 5 Tony Awards, e l’adattamento cinematografico è in fase di pre-produzione.