“Tutti autistici?”, Edo Massa, BeccoGiallo, 2023, 128 pagine a colori, brossura, € 19

Due artisti sono invitati a conoscere un progetto in via di realizzazione nella campagna nei dintorni di Cantù: Cascina Cristina. Dove un tempo si coltivavano gelsi e allevavano bachi da seta, ora sorge una community farm, un posto sicuro dove persone adulte con disturbi dello spettro autistico possono risiedere, oppure partecipare alle attività diurne, sollevando le famiglie da una gestione domestica complicata e faticosa che spesso porta i loro cari a subire ricoveri periodici, terapie farmacologiche pesanti e frequenti accessi in Pronto Soccorso. A Cascina Cristina le persone nello spettro sono accolte e imparano a convivere e a svolgere lavori agricoli in un contesto fortemente integrato nella comunità locale. Ma è necessario far conoscere questo luogo, ed è qui che entra in gioco il ruolo dell’artista: come fare a descrivere questa realtà senza scadere nella pedanteria e nel pietismo? Edo si fa protagonista stesso della storia, mette sulla tavola le sue perplessità, quel poco che conosce dello spettro autistico e tutto ciò che invece ignora, e fa sì che noi lettori lo accompagniamo nel processo creativo che sta dietro la nascita del fumetto. Ma soprattutto, Edo sceglie di rappresentare le persone, per quello che sono e per quello che pensano, senza sostituirsi a loro: Fabio che rompe le tazzine, Martina che parla sempre come se fosse una conduttrice radiofonica, Andrea che si ricorda le automobili – presenti, passate e future – di tutti coloro che incontra, Luca che imita il ruggito del leone,… Questo fumetto, nel suo essere così  poco politically correct e provocatorio (le proposte finali del progetto comprendono un Garibaldi autistico alla guida dei Mille e un gioco di carte evocativamente chiamato Spektrum), è forse il modo più sincero e rispettoso di aprire una finestra su una condizione che spesso porta all’emarginazione sociale. Tutti autistici? fa riflettere e fa anche ridere, ma come dice Tommaso, fratello di Fabio: Vi siete offesi? L’imitazione era troppo per voi? Per conto di chi vi siete offesi? / Se voglio dire che a volte mi rompo il cazzo (o) se voglio dire che è una fatica… Lo posso dire o no? / Non sopporto che appena dico qualcosa al di fuori di ‘Sono speciali, unici, fantastici’… sembro uno stronzo che se la prende con qualcuno che non si può difendere. È mio fratello. Io e lui ci ridiamo delle imitazioni. Lo stile grafico di ispirazione underground accompagna perfettamente il tono a volte poetico, a volte umoristico e a volte addirittura caustico della narrazione; il fumetto è un continuo alternarsi e rimescolarsi di delicate pagine in bianco e nero e vivacissime tavole invase da un fitto aggrovigliarsi di parole, tratti nervosi, pensieri senza filtro, disegni riempiti con contrastanti colori accesi stesi in campitura piatta.