“Piangere: il potere curativo delle lacrime”, Pepita Sandwich, trad. it. di Maria Teresa Milano, Sonda, 2024, 208 pagine a colori, brossura, € 19,90
“Una lacrima è un segno universale e piangere fa parte dell’evoluzione. Perché è normale ridere insieme e piangere da soli?”. Partendo dal presupposto che piangere è una reazione naturale dell’essere umano a determinate circostanze, ma spesso nella nostra società viene interpretata come indice di debolezza o eccessiva emotività, Pepita ci accompagna in un coloratissimo viaggio alla scoperta delle lacrime e del loro significato attraverso i secoli e le culture. Per combattere lo stigma che colpisce soprattutto le lacrime che sgorgano copiose in risposta a una forte emozione, che sia di gioia o di dolore, la giovane illustratrice argentina condivide alcune pagine del suo Diario del pianto, iniziato quando si è trasferita a New York, insieme una serie di aneddoti ed episodi legati alle lacrime lungo tutta la sua vita. Parallelamente a questa esperienza intima, percorriamo la storia del pensiero scientifico sul pianto, veniamo a conoscenza delle varie ipotesi che fin dall’antichità l’essere umano ha formulato per spiegarlo, dei vari tipi di lacrime che esistono (e che un’artista ha persino fotografato al microscopio!), della valenza sociale del pianto in relazione a determinati eventi, per esempio le tragedie collettive o il lutto privato, e della connotazione di genere spesso legata all’atto di piangere. Al termine di questo viaggio che tocca psicanalisi e neurologia, letteratura e cinema, arti visive e musica, performance e meditazione, ci resterà la consapevolezza che le lacrime emotive sono una straordinaria capacità, propria del genere umano, che ci connette gli uni agli altri attivando una risposta empatica e ci aiuta ad attraversare le emozioni senza esserne sopraffatti.

