“Tutte le mie cose belle sono rifatte”, Fumettibrutti, Feltrinelli, 2024, 136 pagine a colori, brossura, € 19,00

C’è ancora bisogno di continuare a battersi per i diritti LGBTQ+ in un mondo che nell’ultimo decennio ha fatto robusti passi avanti nell’accettazione delle persone trans? Per referenze, chiedere a Josephine Yole Signorelli alias Fumettibrutti, che dopo la parentesi come disegnatrice del romanzo erotico sui generis “La separazione del maschio” torna con un nuovo romanzo grafico da autrice unica. Se la cronaca recente ci ha mostrato l’aggressione subita nel contesto apparentemente “evoluto” della Bologna di oggi, TLMCBSR riprende e amplia il discorso intrapreso con i precedenti memoir P. La mia adolescenza trans, Anestesia e Romanzo esplicito tornando sul doloroso percorso intrapreso dall’autrice catanese classe 1991 per raccontare la conquista della sua identità definitiva. Più che in precedenza, a colpire a fondo è la maturità narrativa raggiunta da Signorelli, ormai padrona di una scrittura tanto sincera, minuziosa ed efficace da ricordare il miglior Tondelli: accompagnare l’autrice oltre la copertina grigio acciaio del volume nel suo viaggio alla conquista del sé significa ripercorrerne ogni passo, dal più frivolo al più meccanico al più intimamente doloroso. Più che un bel libro, un libro necessario. Da leggere, se possibile, in parallelo a “Favola”, volume Feltrinelli scritto e disegnato dal compagno di Josephine Francesco Cattani: racconto realistico e struggente della relazione di coppia tra un ragazzo e una ragazza transgender arrivato sugli scaffali in perfetta sincronia con il “nuovo” Fumettibrutti.