“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

Tra gli appuntamenti del weekend nell’ambito del Disability Film Festival di Torino, in programma tra il 10 e il 12 ottobre, c’è il laboratorio “Rifrangere l’abilismo a colpi di matita”: si impara a creare una storia a fumetti con Andrea Riccadonna (fumettista), Alice Scavarda (sociologa dell’Università di Torino), Federico Stella (graphic designer e videomaker presso l’Associazione Volonwrite) e Manfredi “MANf” Toraldo (vicedirettore presso Scuola Internazionale di Comics-Torino): l’appuntamento è per sabato 11/10 dalle 11,30 presso lo spazio “Off Topic” di Via Giorgio Pallavicino, 35. Per partecipare, basta prenotarsi a questo link.

 

 

Leggi qui l’intervista su La SMAgliante Ada allo sceneggiatore Danilo Deninotti

“La SMAgliante Ada” al Disability Film Festival di Torino

“La SMAgliante Ada” al Disability Film Festival di Torino

Lo ha annunciato lo sceneggiatore Roberto Gagnor sul suo profilo FaceBook: sabato 11 ottobre, presso la sezione Off Topic del Disability Film Festival, si parlerà di La SMAgliante Ada, serie “for kids” creata da un team di validissimi artisti di fumetti per portare il tema della SMA al pubblico dei più piccoli. A rappresentare Graphic Medicine Italia all’appuntamento, la nostra Alice Scavarda.

Leggi qui l’intervista su La SMAgliante Ada allo sceneggiatore Danilo Deninotti

Un giorno in Parlamento

Un giorno in Parlamento

Roma, 16 aprile 2025 – Si è tenuto oggi, nella suggestiva cornice della Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il convegno “Graphic Medicine: perché i fumetti fanno bene alla salute”, promosso dalla Vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani in collaborazione con l’associazione Graphic Medicine Italia. L’iniziativa ha riunito esperti e studiose/i provenienti dal mondo della medicina, della sociologia, delle arti visive e della comunicazione, con l’obiettivo di mostrare come il fumetto possa rappresentare uno strumento potente per raccontare la malattia, umanizzare la cura e supportare la formazione sanitaria.
Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali di Anna Ascani, che ha sottolineato il valore della graphic medicine come strumento innovativo di comunicazione e come ponte tra sapere scientifico ed esperienza vissuta. A seguire, gli interventi dell’Onorevole Fabio Porta e dlel’Onorevole Virginio Merola, che hanno sottolineato il valore dell’esperienza per dare centralità al diritto alla salute e alla necessità di garantire l’accesso alle cure e a un’informazione chiara. L’evento è stato moderato dal Dott. Gianni Lattanzio.

Roma, 16 aprile 2025, Camera dei Deputati

Ha introdotto i lavori il Prof. Stefano Ratti (Università di Bologna), docente di Anatomia Umana e presidente di Graphic Medicine Italia, che ha offerto una panoramica sull’evoluzione del movimento internazionale della graphic medicine, nato dall’incontro tra arti narrative e pratiche mediche, e sullo sviluppo di questo approccio in Italia.
A seguire, la Prof.ssa Lucia Manzoli (Università di Bologna), ha presentato il progetto ProDono, una campagna di comunicazione grafica per sensibilizzare alla donazione del corpo alla scienza, realizzata attraverso una narrazione accessibile ed empatica, in collaborazione con illustratori e illustratrici.
Il tema della formazione sanitaria attraverso i fumetti è stato affrontato anche dalla Prof.ssa Veronica Moretti, sociologa e vicepresidente dell’associazione, che ha raccontato l’esperienza dell’insegnamento elettivo “Graphic Storytelling” presso l’Università di Bologna, in cui gli studenti e le studentesse di Medicina imparano a raccontare vissuti professionali e identitari attraverso il linguaggio del fumetto, sviluppando empatia, pensiero critico e capacità riflessiva.
Nel corso dell’evento sono stati presentati anche due progetti pionieristici di anatomia illustrata:

  • “Graphic Anatomy: Il cuore”, con la partecipazione del Prof. Luca Di Marco, che racconta l’anatomia del cuore con linguaggio visivo ed emozionale;
  • “Graphic Anatomy: Il pancreas”, con la presentazione del Prof. Alessandro Cucchetti, che utilizza la narrazione grafica per avvicinare studenti e cittadinanza alla complessità dell’anatomia umana.

Infine è stato presentato “Il primo paziente” dalla Prof.ssa Sara Colaone, docente di fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna e autrice di graphic novel pluripremiate, che ha evidenziato il potenziale trasformativo della narrazione illustrata nella comunicazione di un tema così complesso e delicato.

L’evento ha mostrato come la graphic medicine non sia solo una modalità narrativa, ma un approccio transdisciplinare capace di avvicinare linguaggi e saperi, potenziare la comunicazione medico-sanitaria, stimolare la riflessione critica e contribuire alla costruzione di una medicina più umana e partecipata. Alla base, la consapevolezza che raccontare la salute attraverso i fumetti significa restituire complessità e voce ai vissuti di cura, rompere stereotipi e costruire ponti tra professionisti della salute, pazienti e cittadinanza.

Per saperne di più

L’evento è stato trasmesso in diretta dalla WebTV della Camera dei Deputati ed è disponibile al seguente link:

WebTV Camera – Graphic Medicine

WOW Spazio fumetto: un museo da salvare

WOW Spazio fumetto: un museo da salvare

Più di 200 mostre, tra cui moltissime gratuite, e oltre 50 in altre città, e poi 1.000 e più presentazioni ed eventi, campus estivi e un’attività didattica di primissimo livello che porta ogni anno migliaia di studenti a laboratori e visite guidate. Questi i numeri di WOW Spazio fumetto, il museo della Nona arte di viale Campania 12, a Milano, a rischio chiusura dopo 14 anni per il disinteresse delle istituzioni meneghine. Per un quadro della situazione ma anche per capire come aiutare, basta cliccare qui.

“Impenetrabile” (Bao Publishing): intervista a Alix Garin

“Impenetrabile” (Bao Publishing): intervista a Alix Garin

Il tuo fumetto, Impenetrabile è molto intimo e piuttosto “anti-spettacolare”. Qual è, secondo te, il valore aggiunto del linguaggio che hai scelto per raccontare la tua storia?

Il fumetto è un’arte che consente un’immensa libertà. C’è una libertà di fondo, perché lavorando da soli (o al massimo in due), non bisogna scendere a troppi compromessi e si può esprimere la propria visione autoriale. E c’è una libertà di forma, data dalla possibilità di legare testi e immagini in mille modi diversi, giocando con lo spazio, il disegno, il ritmo, le inquadrature, la narrazione. Inoltre è un’arte popolare e fruibile da una grande varietà di lettrici e lettori, comprese persone che non amano leggere esclusivamente romanzi. Ecco perché reputo il fumetto il modo più bello per raccontare il mondo: è un linguaggio che può essere alto e accessibile allo stesso tempo.

Molto interessante il “Cambio di registro” narrativo nel finale: com’è nata l’idea di concludere la vicenda con una parte narrativa sul “dopo”? Avevi “previsto” gli eventi descritti o sono stati aggiunti in seguito?

Immagino che si riferisca alla pagina dei ringraziamenti. Ai miei occhi, quella pagina non fa parte della storia in sé, ma ci tenevo ad aggiungerla per contestualizzare il tutto e fare un passo indietro riguardo la storia, per precisare che non volevo scrivere un manuale e che non raccomando terapie specifiche per chi soffre di vaginismo. Mi sembrava una postilla importante, perché so bene fino a che punto chi soffre possa proiettarsi nei personaggi di una storia.

Quali autori hai preso a modello durante la realizzazione della tua opera?

Per documentarmi, mi sono immersa nelle autobiografie… mi sembrava il modo più giusto per affrontare questa sfida! Non solo fumetti, ma anche letteratura: penso all’intera opera di Annie Ernaux, con un occhio di riguardo per Gli anni, a Marguerite Duras, con L’amante, e all’opera di Sophie Calle. Per quanto riguarda i fumetti, meritano una menzione speciale Craig Thompson con il suo capolavoro Blankets e Coco, autrice di Dessiner encore, nel quale racconta come è sopravvissuta agli attentati di “Charlie Hebdo”. Tutti libri molto diversi per forma e tematiche, ma con una caratteristica che li accomuna: sono tutti estremamente onesti, raccontano tabù e argomenti di cui si è sempre parlato con vergogna e che però riguardano tutti noi. E, come lettrice, leggere testimonianze forti e dirette mi aveva fatto stare bene… a mia volta, perciò, ho sentito l’esigenza di condividere le esperienze che la società vorrebbe farci vivere come tabù e cercare di scardinare questa convinzione.

Alix Garin
© Manuel Lagos Cid / Lombard

Come hai scelto la “voce” del fumetto, cioè il tipo di stile e il colore di Impenetrabile?

Per quanto riguarda lo stile, non c’è stata alcuna scelta… ho usato il mio stile naturale! Quando si lavora a un progetto da trecento pagine, non si può barare o “modificare” lo stile. È un lavoro che richiede onestà. Al contrario, la colorazione offre svariate possibilità; per Impenetrabile volevo colori più saturi, con contrasti più forti rispetto a quelli usati in passato, per dare la giusta intensità alle atmosfere del libro e ai temi complessi trattati. E, soprattutto, avevo voglia di concentrarmi sulla messa in scena: volevo che il colore venisse usato a livello narrativo per veicolare le emozioni dei diversi momenti della storia. Mi sono divertita molto con i colori, in questa storia.

A proposito dei temi trattati nel romanzo grafico, conosci qualche altro titolo da consigliare a chiunque voglia approcciare questi argomenti?

Eclore di Aude Mermilliod: è un’autobiografia in cui l’autrice racconta come si è appropriata della propria sessualità nel corso di tutta la vita, provando esperienze di ogni tipo, nonostante tutte le pressioni imposte dalla società.

Tra i punti che saltano agli occhi nel fumetto c’è anche il riferimento all’uso di sostanze…

 Non volevo nascondere questo aspetto. Perché sono esperienze che, a volte, nella vita capitano con più frequenza di quanto si pensi… che sia una fase, un rito di passaggio, una via di fuga. Non voglio idealizzarla, ma ritengo che, al contrario, demonizzarla sia controproducente. Bisogna rappresentare la vita in tutte le sue sfumature, in tutta la sua complessità, se vogliamo che le persone abbiano tutti gli strumenti per affrontarla. Condividere è fondamentale. “Condividerò con voi tutto quello che mi è successo, e voi ne farete ciò che vorrete… ma almeno sapete che esiste.” Non voglio adattare le mie storie a schemi prestabiliti. Sarebbe barare con la vita vera.

 

Una tavola dal fumetto

Pensi mai all’ipotesi di tornare sugli argomenti trattati in Impenetrabile per dare un seguito alla storia?

Non sul tema della sessualità, no. Per ora non ho niente da aggiungere sull’argomento, in Impenetrabile c’è tutto. Sul tema dell’identità e della ricerca di sé sì, invece… non ho ancora finito di esplorare questa tematica, e continuo a farmi ancora domande.

Oltre agli eventi descritti nel fumetto, ci sono state situazioni in cui la diagnosi ha reso la tua vita quotidiana ancora più difficile? Molte donne soffrono di queste condizioni, ma nessuno ne parla mai e il risultato è che, molto spesso, si sentono ancora più sole e “rotte”.

In Impenetrabile ho raccontato tutto, non mi è capitato più niente… almeno, niente degno di nota. E so fino a che punto ci si può sentire soli mentre si vive un’esperienza del genere. È esattamente quello che mi ha spinto a voler condividere questa storia e a farlo senza tabù. Volevo mostrare che non bisogna provare nessuna vergogna, che non siamo soli e che possiamo sempre rialzarci.

Cosa diresti al protagonista, a una “te del passato” o a qualcuno che si trova in una situazione simile e non ha ancora ricevuto una spiegazione per i propri sintomi?

Le direi: “Andrà tutto bene. Hai ancora tutta la vita davanti a te, ci saranno sorprese, incontri inaspettati, nuove esperienze importanti. Non ti arrendere e non lasciarti abbattere, fai ciò che ti senti di fare alla tua velocità, senza cercare di adattarti alla vita ma adattando la vita alle tue esigenze. Non devi rendere conto a nessuno”.

Cosa pensi degli operatori sanitari? In che modo il loro supporto avrebbe potuto facilitare la diagnosi? Quali attività ritieni utili per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi che dovrebbero essere dati per scontati nel 2025?

Nutro profondo rispetto e gratitudine verso gli operatori sanitari. Svolgono un lavoro formidabile e straordinario, che richiede parecchio coraggio ed energia. Non serve puntare il dito contro i medici o pensare che non si prendono cura delle donne, perché, a conti fatti, è solo un riflesso della società moderna. Avrebbe senso, invece, dire che la società non si prende cura delle donne. Gli operatori sanitari sono esseri umani che, come tutti, sono il risultato della nostra società… così come tutti hanno i loro bias e convinzioni… e ognuna varia da persona a persona. Il punto, semmai, è che hanno un impatto enorme su ciascuna e ciascuno di noi, visto che la nostra salute e il nostro benessere sono nelle loro mani. Bisogna continuare a lottare affinché le istanze femministe siano al centro del dibattito e contribuiscano alla loro formazione. Solo a quel punto le cose inizieranno a cambiare, seppur lentamente. Mai arrendersi.

Intervista realizzata da Martina Follador con la collaborazione di Andrea Voglino
Un ringraziamento speciale a Francesco Savino per la traduzione dal francese

Graphic Medicine Italia in Parlamento il 16 aprile: save the date

Graphic Medicine Italia in Parlamento il 16 aprile: save the date

“Perché i fumetti fanno bene alla salute”: questo il titolo dell’incontro istituzionale che il prossimo mercoledì 16 aprile 2025 a partire dalle 11,00 si terrà presso la sala Stampa della Camera dei Deputati di Roma. Tra i presenti, il presidente Stefano Ratti, la vicepresidente Veronica Moretti e la sceneggiatrice e disegnatrice Sara Colaone.
I dettagli e il .pdf del programma sono disponibili a questo link.

Graphic Medicine Italia sul “Corriere della Sera”

Graphic Medicine Italia sul “Corriere della Sera”

Lo storico quotidiano di via Solferino, attraverso il pezzo del giornalista Edoardo Rosati, analizza il fenomeno Graphic Medicine mettendo in evidenza le infinite possibilità comunicative della Nona arte e il ruolo di apripista rappresentato dalla nostra Associazione. Il pezzo è consultabile on line a questo link.

Graphic-Based Medicine: il primo corso elettivo a Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna

Graphic-Based Medicine: il primo corso elettivo a Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna

L’11 marzo 2025 ha preso il via il corso elettivo “Graphic-Based Medicine: Formazione, Narrazione e Comunicazione medica a fumetti”, attivato all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna.
Curato da Veronica Moretti e Stefano Ratti, il corso si articola in tre moduli, e può essere scelto già dal primo anno.
Il corso si fonda su una sintesi di strategie didattiche differenti: dopo alcune ore frontali indirizzate a conferire le necessarie conoscenze teoriche ed operative implicate nella graphic-medicine, verrà privilegiato un apprendimento di tipo esperienziale attraverso la lettura di selezionate graphic novel e la creazione di uno short-comic.
Il corso ospiterà interventi di esperti internazionali nel campo della Graphic Medicine, che condivideranno le loro esperienze e ricerche sull’uso del linguaggio grafico nella medicina:

  • Monica Lalanda
  • Matteo Farinella
  • Michael J. Green
  • Eugenia Garcia Amor
  • Ian Williams
  • Juan Carlos Claro
  • Andrea Voglino
  • Ryan Montoya

L’inserimento ufficiale di un corso elettivo di Graphic Medicine nei corsi di Medicina e Chirurgia per la prima volta in Italia rappresenta un grande orgoglio per Graphic Medicine Italia. Ringraziamo tutte le persone di Graphic Medicine International Collective e Medicina Grafica Spagnola per il loro supporto e contributo. Speriamo che studenti e studentesse si appassionino al tema portando nuovi spunti e idee! 

Per tutti i dettagli, al link che segue il
comunicato per sito per elettivo

Una sezione riservata ai soci

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Un workshop in belgio: aperte le iscrizioni on line

Un workshop in belgio: aperte le iscrizioni on line

Il 27 marzo, all’Università di Gent, è in programma il seminario di Graphic Medicine che vede come co-organizzatrice e docente la “nostra” Alice Scavarda. La partecipazione è aperta anche si soci di Graphic Medicine Italia, che possono iscriversi al corso compilando il modulo on line a questo link. Scrivendo direttamente a info@graphicmedicineitalia.org sarà poi possibile accedere allo streaming dell’evento anche dopo quella data. Buona partecipazione!