“Vulcano” #3, una call to action a tutta Graphic Medicine

“Vulcano” #3, una call to action a tutta Graphic Medicine

Terza uscita in lavorazione per Vulcano, rivista scientifica stampata su carta riciclata certificata, rilegata a mano e distribuita in bookcrossing e come newsletter. Il terzo numero nasce in partnership con Graphic Medicine Italia, perché il fumetto può rendere visibile quello che spesso resta chiuso nelle stanze, negli ambulatori, nei referti, nelle paure private, dando forma a ciò che è apparentemente inesprimibile.

Ecco dunque una call to action aperta a fumettiste, fumettisti, scrittrici, scrittori, illustratrici, illustratori, autrici e autori che lavorano sulla soglia tra immagine e parola, anche a più mani: una persona che scrive e una che disegna, un medico e un illustratore, una paziente e una sceneggiatrice, un infermiere e un musicista, una farmacista e un attore, un ricercatore e qualcuno che sa trasformare i dati in fantasmi, corpi, città, animali, macchine, visioni.

Arte e scienza possono contaminarsi, litigare, innamorarsi male, costruire insieme qualcosa che prima non esisteva. Partendo dall’immaginazione come tecnologia povera e potentissima. Si può raccontare la malattia, la guarigione, il corpo, la disabilità, la salute mentale, la cura, la vecchiaia, la nascita, la ricerca, la paura, la tecnologia, il lutto, il desiderio di restare vivi.

Si possono immaginare immaginare futuri minuscoli o enormi. Un laboratorio sotto una città allagata. Un vecchio monaco che parla con un’intelligenza artificiale addestrata sui sogni degli alberi. Un drone guidato da un medico che entra in una zona di guerra inaccessibile e salva un bambino ferito. Un ospedale costruito come una biblioteca. Un farmaco che cura solo se qualcuno racconta la verità. Una cicatrice che diventa mappa. Un cuore trapiantato che conserva i ricordi del suo precedente proprietario…

Il tema è libero, ma deve dialogare con almeno una di queste parole: scienza, corpo, cura, immaginazione, futuro, salute, tecnologia, vulnerabilità, visione.

Le proposte vanno inviate entro e non oltre il 30 Settembre 2026 tramite wetransfer a mosca.luigi.81@gmail.com, scrivendo come oggetto della mail: Open Call Vulcano n.3_titolo della proposta.

Partecipate numerosi!

Operazione 5 x 1000

Operazione 5 x 1000

È di nuovo quel momento dell’anno in cui è possibile investire in una charity a propria scelta. Ora è possibile devolvere il proprio 5 x 1000 alla nostra Associazione: donare il 5 × 1000 all’associazione culturale Graphic Medicine Italia garantisce di sostenere attività artistiche e creative inerenti il tema della salute.
L’obiettivo? Un approccio collaborativo e interdisciplinare al fine di supportare associazioni di pazienti, progetti di ricerca in ambito healthcare, divulgazione e sensibilizzazione su temi medici importanti e spesso dimenticati.
Le donazioni sono ciò che ci permette di continuare a promuovere la Graphic Medicine in Italia, sostenere progetti di formazione, ricerca e divulgazione, e far crescere la nostra comunità.

Per donare il tuo 5 × 1000:
C.F. 91447180372
IBAN IT62 C030 6909 6061 0000 0188 422

Vuoi saperne di più? scrivici a info@graphicmedicineitalia.org

Un giorno al Book Pride Milano

Un giorno al Book Pride Milano

22 marzo 2026, Sala Tokyo di BookPride Milano: in scena il panel tra Tito Faraci, sceneggiatore, Alice Scavarda, sociologa della salute e Stefano Ratti, medico anatomista sulla Graphic Medicine.
L’incontro, moderato da Andrea Voglino, sceneggiatore e autore, ha fornito una fotografia del fumetto dal punto di vista artistico, sociale e medico, ribadendo la sua centralità e funzionalità nel raccontare vissuti condivisi. La forza del fumetto emerge nella sua precisione rappresentativa ed evocativa, che permette di interpretare ed evidenziare, ma anche di nascondere.
Dal punto di vista sociale, disegnare la malattia permette di dare voce alle storie di pazienti e di patologie altrimenti non considerate. Attraverso il fumetto, ad esempio, è possibile mettere in luce le dimensioni della malattia mentale e della disabilità in modo più efficace rispetto al solo utilizzo delle parole, il tutto grazie all’utilizzo delle metafore e degli espedienti visivi e narrativi. Inoltre, comunicare la malattia permette di raccogliere e disseminare i dati di ricerca, spiegando concetti complessi senza banalizzazioni o riduttive semplificazioni. Questa possibilità offerta dal fumetto si rivela molto interessante dal punto di vista didattico, non solo per i grandi, ma anche per i più piccoli.
Per i medici, la formazione è basata fin da subito sulle immagini.
La Graphic Medicine è utile per la comunicazione, sia tra medico e paziente, sia all’interno dell’équipe sanitaria. Poter studiare la Graphic Medicine nel corso di Medicina, permette agli studenti di interrogarsi su come essere medico e su come creare un rapporto di fiducia con il paziente.

Un momento del panel. Da sinistra: Tito Faraci, Alice Scavarda, Andrea Voglino, Stefano Ratti


Negli ultimi anni, l’esigenza sempre più marcata di raccontare la malattia da molteplici punti di vista, valorizzando non solo l’aspetto medico ma anche quello artistico e umanistico, sta riscontrando un crescente interesse verso il filone della Graphic Medicine, anche dal punto di vista editoriale. Si leggono sempre più spesso fumetti interamente dedicati alla patologia e alla storia del paziente, non soltanto vignette sparse all’interno di una storia generica.
Il fumetto è una cassa di risonanza per farsi sentire, per raccontare esperienze e si fa atto comunicativo, ma anche politico. Le persone sentono il fumetto molto vicino a loro e, grazie alla capacità espressiva del disegno e della narrazione grafica, si appropriano di questo strumento per dare voce ai propri vissuti e alle proprie idee, tabù compresi. Inoltre, il fumetto ha caratteristiche corali, poiché spesso è realizzato dalla collaborazione tra più professionisti.
Ciò che interessa alla Graphic Medicine è la valorizzazione di storie “normali”, non di supereroi ma di pazienti e persone comuni.
Il fumetto sta salvando la modalità di raccontare le storie ed è una forma d’arte che ispira sempre di più le altre, come già avviene con i videogiochi.
Quali sono gli scenari futuri? L’Italia è uno dei centri nevralgici del fumetto, insieme alla tradizione franco-belga e statunitense. Il nostro Paese presenta una grossa quantità di lettrici e di lettori, con un’importante capacità produttiva.
Il fumetto sta cambiando le sue dinamiche, in un momento di flessione del fumetto tradizionale in favore del graphic novel, che si presta bene a valorizzare le tematiche raccontate dalla Graphic Medicine. Molto probabilmente, nei prossimi anni ci sarà un’espansione di questo ambito.
Il fumetto è vivo, come vivo è lo spettatore che può attivamente ricevere e sperimentare questo strumento, in una prospettiva costruttiva verso il futuro.

Reportage a cura di Martina Follador 

Graphic Medicine Italia a Book Pride Milano 2026

Graphic Medicine Italia a Book Pride Milano 2026

Graphic Medicine Italia è partner ufficiale di Book Pride Milano, fiera nazionale dell’editoria indipendente, in programma nel capoluogo lombardo da venerdì 20 a domenica 22 marzo negli spazi di Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, a pochi passi dalla fermata Famagosta sulla M2 – linea verde.
A suggellare la partnership tra Graphic Medicine Italia e Book Pride provvede il panel dedicato alla Graphic Medicine in programma per domenica 22 marzo alle 16,00: il presidente dell’Associazione Stefano Ratti e i membri fondatori Andrea Voglino e Alice Scavarda saranno sul palco insieme allo sceneggiatore Tito Faraci per commentare insieme le ultime tendenze della Graphic Medicine.
Per tutti i nostri soci e simpatizzanti c’è la possibilità di uno sconto di €2,00 sull’ingresso alla manifestazione limitato all’acquisto del biglietto on line: è possibile usufruirne accedendo a questo link e digitando il codice BP26GRAPHICMEDICINE.
Arrivederci al 22 marzo: vi aspettiamo numerosi!

Graphic Medicine Italia a Monza

Graphic Medicine Italia a Monza

Il 13 dicembre, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza, si è tenuto “il Corso di formazione in Graphic Medicine”, un viaggio tra arte, medicina e narrazione. Grazie alla collaborazione con Gianguido Villani, diversi professionisti sanitari, studenti e curiosi si sono ritrovati nella Sala Convegni “Cesare Sabbadini” per conoscere la Graphic Medicine.
Il seminario tenuto da Veronica Moretti e Stefano Ratti dell’università di Bologna ha aperto la giornata di formazione, illustrando le attività e i traguardi dell’associazione Graphic Medicine Italia e le nuove scoperte riguardanti la Graphic Medicine, da un punto di vista sociologico, medico e artistico. In un secondo momento, Martina Follador ha condotto un laboratorio pratico sul fumetto, definendo alcuni concetti tecnici e guidando i presenti nella realizzazione di uno storyboard.Al termine delle presentazioni, è stato possibile partecipare ad una mostra, curata da Martina Follador e Gianguido Villani e allestita all’interno delle aule dell’Ordine. Sono state esposte tavole tratte da opere di Graphic Medicine, coinvolgendo tematiche che spaziavano dalla disabilità alla donazione del corpo, dalla PMA alle patologie oncologiche e renali.
Infine, per l’occasione, l’AIC Lombardia APS ha organizzato un banchetto informativo, con la possibilità di visionare il fumetto sulla celiachia “Manuale di sopravvivenza per celiaci”.
Siamo felici della calorosa partecipazione e di questo nuovo traguardo, nella speranza di collaborare nuovamente in un prossimo futuro con l’Ordine dei Medici di Monza.
Sotto, la locandina realizzata da Martina Follador.

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Fine anno, tempo di bilanci.
Quello di Graphic Medicine Italia anche quest’anno può dirsi nettamente positivo: l’associazione è cresciuta, con tanti nuovi soci, e guarda al prossimo anno con grande ottimismo. Ci aspettano nuove letture, un sito sempre più ricco e aggiornato e nuove iniziative destinate a culminare nel 2027 nella prima Conferenza Internazionale di Graphic Medicine mai svolta in italia. Ma per mettere a terra tutto questo, occorre il sostegno di tutti i soci vecchi e nuovi…
Perché sia tanto importante entrare a far parte del nostro gruppo di ricercatori, storyteller e cultori del linguaggio delle “nuvolette” lo spieghiamo in dettaglio qui. Ma anche senza associarsi è possibile sostenere l’Associazione Graphic Medicine Italia con una donazione: anche con una cifra minima, si può dare un sostegno fondamentale per tutti i volontari che si impegnano ogni giorno per fare divulgazione sugli incroci virtuosi tra strisce e salute. Ottimi spunti per un “pensiero di Natale” alternativo all’insegna della cultura, della voglia di fare e della consapevolezza.

“Collocarlo” è © Walter Leoni 2025

Graphic Medicine Italia e Medicina Gráfica España: summit a Saragozza

Graphic Medicine Italia e Medicina Gráfica España: summit a Saragozza

Il recente Congresso di Medicina Gráfica Spagnola ha rappresentato un momento di grande energia, partecipazione e scambio internazionale, confermando la maturità e la forza crescente di questo ambito che unisce arte, narrazione visiva e salute. L’evento, organizzato con grande cura dal comitato presieduto da Rafael Marrón e Marina Peix, insieme ad Antonio Miguel Cano, Juan Carlos Claro, José Luis de la Fuente, Mónica Lalanda, Eugenia García Amor, Alejandro Martínez, Silvia Sánchez-Arévalo e Daniel Sender, ha riunito professionisti della sanità, illustratori/trici, autori/trici e ricercatori/trici provenienti da tutta la Spagna e da diversi paesi del mondo, tra cui Italia, Cile, Messico ed Ecuador, testimoniando una comunità viva e in espansione.
Fin dall’apertura si è respirata un’atmosfera intima e creativa. La mattinata inaugurale, dedicata all’accoglienza e all’allestimento delle mostre e dei poster, ha dato il tono di un congresso solo accademico, ma profondamente esperienziale e visivo.
L’introduzione di Rafa Marrón e Fernando Abadía con il progetto Mi Cuaderno ha aperto i lavori riflettendo sul disegno come strumento di ascolto e consapevolezza. Subito dopo, la charla inaugural di Bea Lema, autrice del pluripremiato El cuerpo de Cristo, ha emozionato il pubblico con una narrazione intensa sul valore del fumetto come linguaggio per esplorare la malattia, la spiritualità e la resilienza.

Il logo della manifestazione


Un congresso interdisciplinare e all’avanguardia
Il programma, denso e ben articolato, ha alternato tavole rotonde, comunicazioni orali, workshop pratici e incontri con autori, costruendo un dialogo costante tra medicina, arte e narrazione. C’è stato persino spazio per delle “battaglie a colpi di matita”, in cui diverse persone si sono sfidate con sfide visuali!
Tra i momenti più apprezzati, la tavola con Mónica Lalanda, Pablo Rodríguez Coca e Carlos Armiñanzas, moderata da José Luis de la Fuente, ha mostrato quanto la medicina grafica sia ormai parte integrante dei percorsi formativi e clinici in Spagna, dove fumetti e illustrazioni vengono impiegati come strumenti concreti di cura, educazione e comunicazione.
Le comunicazioni orali hanno presentato progetti di grande interesse, spaziando dall’uso dell’immagine per spiegare l’ansia e il dolore cronico a esperienze sulla prevenzione del delirium e sull’obesità infantile, fino a progetti legati all’Alzheimer e alla leucemia.
Molto rilevante anche la presenza di autori provenienti dal Centro e Sud America, che hanno mostrato il valore della medicina grafica come strumento di inclusione, empowerment e giustizia sanitaria.
Tra gli interventi più toccanti, il talk di Jorge Armiñanzas, “Valoración cómics desde el autismo”, ha rappresentato uno dei momenti simbolo del congresso: per la prima volta, una persona nello spettro autistico ha raccontato in prima persona il proprio rapporto con il fumetto come mezzo di espressione e connessione, offrendo un punto di vista diretto, potente e autentico.

Italia-Spagna: la rivincita della Graphic Medicine

Tallers e innovazione
Grande successo anche per i workshop tematici, che hanno permesso ai partecipanti di sperimentare il linguaggio della medicina grafica in modo pratico e creativo.
L’atmosfera conviviale e collettiva ha raggiunto il suo apice con la vivace “batalla de dibujantes”, una jam session grafica aperta a tutti i partecipanti, e con la mostra “Tiembla” di Ramón Ricart, una riflessione artistica sulla fragilità e la forza del corpo umano.

L’evoluzione della Medicina Gráfica in Spagna
Ciò che ha colpito maggiormente la delegazione di Graphic Medicine Italia è stato l’altissimo livello di sviluppo e applicazione della Medicina Gráfica in Spagna.
Le esperienze presentate hanno mostrato come il disegno e la narrazione visiva siano ormai pienamente integrati nei percorsi medico-sanitari, psicologici e formativi, non solo come strumenti comunicativi, ma come veri dispositivi terapeutici e pedagogici.
Accanto ai fumetti e alle illustrazioni, si sono visti videogiochi, cartoni animati e prodotti audiovisivi ispirati alla graphic medicine, utilizzati in programmi di promozione della salute, educazione sanitaria e supporto psicologico.
Queste esperienze dimostrano una straordinaria maturità creativa e tecnologica, che colloca la comunità spagnola tra le più avanzate al mondo nella pratica e nella ricerca in medicina grafica.

Alcuni lavori in mostra

Conclusioni e prospettive comuni
La cerimonia di chiusura, presieduta da Antonio Cano e Marina Peix, ha salutato i partecipanti con entusiasmo e riconoscenza, premiando i migliori progetti e ribadendo la volontà di continuare a costruire una rete di collaborazione internazionale.
Per Graphic Medicine Italia, la partecipazione è stata un’esperienza preziosa, fonte di ispirazione e di nuovi legami. L’accoglienza calorosa e l’apertura alla collaborazione hanno reso possibile l’avvio di una sinergia stabile tra l’associazione italiana e quella spagnola, con numerosi progetti condivisi in via di sviluppo, tra cui iniziative di ricerca, formazione e produzione artistica congiunta.
Il congresso ha dimostrato con forza che la medicina grafica è oggi un linguaggio globale, capace di unire scienza e umanità, tecnologia e narrazione.
Un linguaggio che ci invita, sempre, a guardare la cura con occhi nuovi — più empatici, più visivi, più umani.

 

Corpi rifrangenti, abilismo e fumetto: reportage dal DFF di Torino

Corpi rifrangenti, abilismo e fumetto: reportage dal DFF di Torino

Dal 10 al 12 ottobre 2025, A Torino, si è tenuta la terza edizione del Disability Film Festival, organizzata dall’Associazione Volonwrite, con il patrocinio del Comune e dell’Università degli Studi di Torino. Il festival promuove una narrazione sulla disabilità incentrata sui diritti e su un approccio sociale alle non conformità fisiche e mentali, intese come modi di essere non patologici, ma distanti dalla presunta “normalità”. Quella stessa “normalità” che è alla base dell’abilismo, perché postula l’esistenza di corpi e menti standard, abili e normotipici, considerati pienamente umani. Corpi e menti disabili e neurodivergenti sono rifrangenti proprio perché riflettono come un prisma presupposti sulla normalità spesso dati per scontati, sfidandoli e disattendendo le aspettative sociali. Quando sono attraversati dal nostro sguardo, però, quei corpi e quelle menti non conformi ne deviano l’andamento, come il concetto di rifrazione – mutuato dalla fisica – suggerisce. Proiezioni, talk, concerti e laboratori hanno accompagnato le partecipanti e i partecipanti a decostruire idee stereotipate sulla disabilità e a sostituirle con rappresentazioni basate sul punto di vista e sulle esperienze di chi ne è abitato. Il festival nasce come un’iniziativa dal basso che unisce, nell’ideazione e nell’organizzazione delle attività, le prospettive di attivisti, ricercatori, operatori e membri delle associazioni che si occupano di disabilità sul territorio torinese, con un approccio partecipativo attento a scardinare narrazioni medicalizzanti e rapporti di potere.

Un momento della manifestazione

La novità di questa edizione del Festival è stata la sezione sul fumetto, curata dalla “nostra” Alice Scavarda e da Federico Stella, graphic designer e responsabile multimedia di Associazione Volonwrite. Il fumetto è un medium intrinsecamente legato al cinema, con il quale condivide parte della grammatica visiva – si pensi, ad esempio, alle inquadrature – e con cui spesso intrattiene rapporti privilegiati, come nel caso dei fumetti sui supereroi americani, che sono diventati produzioni cinematografiche di successo creando un genere a sé. Inoltre, il fumetto, come il cinema, ha la capacità di raccontare storie dal punto di vista dei protagonisti e di sfatare così pregiudizi e falsi miti, coinvolgendo il lettore (o lo spettatore) anche dal punto di vista emotivo.
Al fumetto è stato dedicato l’evento inaugurale del festival, venerdì 10 ottobre, la mostra ??????????̀ ? ???????: ??????? ?? ??? ??????????̀ ??? ?? ???????? curata da Alice Scavarda in collaborazione con Manfredi Toraldo della Scuola Internazionale di Comics di Genova. La mostra, finalizzata a mostrare le potenzialità del fumetto nel disvelare e mettere in discussione l’abilismo, è stata patrocinata da Graphic Medicine Italia. I curatori Alice Scavarda e Manfredi Toraldo hanno raccolto una selezione di opere di giovani fumettiste e fumettisti che hanno partecipato alla competizione: “Pazzi per il fumetto…” organizzata da Villa Iris II e dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino. I quattro lavori selezionati si differenziano non solo per lo stile grafico adottato, ma anche per i contenuti trattati, pur condividendo l’obiettivo di narrare corpi e menti non conformi all’interno di una prospettiva sociale e non prettamente medica, in linea con l’approccio interdisciplinare che caratterizza la Graphic Medicine. I temi affrontati sono la malattia cronica, la disabilità motoria, l’Alzheimer e la salute mentale, raccontati da chi ne è abitato, dalle persone che li circondano (amici, famigliari, figli, nipoti) e dagli operatori che incontrano nei contesti sanitari e socioassistenziali. Queste condizioni non sono né rappresentate come tragedie personali né come limiti da superare, ma come forme di differenza umana che spesso si scontrano con un contesto che pone numerose barriere alla piena partecipazione sociale.

Il panel sugli incroci tra fumetto e disabilità

Sabato 11 ottobre si è tenuto il talk: Abilismo e fumetto: opportunità e sfide, durante il quale Alice Scavarda e Federico Stella hanno dialogato con Manfredi Toraldo, Roberto Gagnor, sceneggiatore Disney e autore della collana di volumi a fumetti: “SMAgliante ADA” e Marina Cuollo, conduttrice, editorialista e autrice di “La disabilità spiegata ai bambini e alle bambine” edito da BeccoGiallo. Durante il talk si è discusso di quanto il fumetto consenta non solo di fare divulgazione scientifico-culturale sulla disabilità in modo inclusivo e accessibile, ma di quanto favorisca la creazione di collaborazioni tra diversi soggetti che si occupano di questo tema a vario titolo: non solo persone disabili e famigliari, ma anche associazioni e centri clinici. Il fumetto, inoltre, permette di raggiungere pubblici diversificati e di comunicare con i bambini e le bambine, creando una narrazione capace di rivolgersi anche agli adulti.
Al talk è seguito un workshop sullo stesso tema, tenuto da Manfredi Toraldo e Andrea Riccadonna, disegnatore e docente della Scuola Internazionale di Comics di Torino. Più di quaranta persone, armate di matite colorate e curiosità, hanno partecipato al laboratorio con l’obiettivo di riflettere sul tema dell’abilismo costruendo a gruppi lo storyboard di una storia a fumetti. Il workshop, a cui hanno partecipato più di quaranta persone, compresi studenti e studentesse, operatori e operatrici e genitori, ha aiutato a rendere visibili le barriere che le persone disabili e/o neurodivergenti incontrano nella loro vita quotidiana per poter svolgere attività apparentemente semplici, come attraversare la strada in presenza di una pozzanghera.
La sezione sul fumetto ha riscosso un ottimo successo di pubblico e sarà sicuramente riproposta all’interno dell’edizione futura del festival. A riprova che il fumetto è uno strumento capace di sensibilizzare su temi sociali e di diventare una potente cassa di risonanza per persone marginalizzate.

Spazio allo storytelling in un affollato workshop

“Fumetti senza frontiere” mercoledì 5 novembre a BASE Milano

“Fumetti senza frontiere” mercoledì 5 novembre a BASE Milano

È in programma mercoledì 5 novembre alle 19.00 presso lo spazio BASE Milano di via Bergognone, 34 la presentazione di Fumetti Senza Frontiere, il progetto dedicato al lavoro degli operatori dell’associazione Medici senza Frontiere realizzato dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Milano.
Alla presentazione saranno presenti il docente di Fumetto che ha coordinato il progetto, Pietro Scarnera, la direttrice della Scuola Giulia e gli studenti autori delle opere, oltre ad alcuni volontari MSF e al fumettista Renato Queirolo.
Sarà possibile acquistare in loco una copia del fumetto e l’intero ricavato, oltre a parte del guadagno del bar, verrà devoluto in beneficenza a MSF.

“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

Tra gli appuntamenti del weekend nell’ambito del Disability Film Festival di Torino, in programma tra il 10 e il 12 ottobre, c’è il laboratorio “Rifrangere l’abilismo a colpi di matita”: si impara a creare una storia a fumetti con Andrea Riccadonna (fumettista), Alice Scavarda (sociologa dell’Università di Torino), Federico Stella (graphic designer e videomaker presso l’Associazione Volonwrite) e Manfredi “MANf” Toraldo (vicedirettore presso Scuola Internazionale di Comics-Torino): l’appuntamento è per sabato 11/10 dalle 11,30 presso lo spazio “Off Topic” di Via Giorgio Pallavicino, 35. Per partecipare, basta prenotarsi a questo link.

 

 

Leggi qui l’intervista su La SMAgliante Ada allo sceneggiatore Danilo Deninotti