Il recente Congresso di Medicina Gráfica Spagnola ha rappresentato un momento di grande energia, partecipazione e scambio internazionale, confermando la maturità e la forza crescente di questo ambito che unisce arte, narrazione visiva e salute. L’evento, organizzato con grande cura dal comitato presieduto da Rafael Marrón e Marina Peix, insieme ad Antonio Miguel Cano, Juan Carlos Claro, José Luis de la Fuente, Mónica Lalanda, Eugenia García Amor, Alejandro Martínez, Silvia Sánchez-Arévalo e Daniel Sender, ha riunito professionisti della sanità, illustratori/trici, autori/trici e ricercatori/trici provenienti da tutta la Spagna e da diversi paesi del mondo, tra cui Italia, Cile, Messico ed Ecuador, testimoniando una comunità viva e in espansione.
Fin dall’apertura si è respirata un’atmosfera intima e creativa. La mattinata inaugurale, dedicata all’accoglienza e all’allestimento delle mostre e dei poster, ha dato il tono di un congresso solo accademico, ma profondamente esperienziale e visivo.
L’introduzione di Rafa Marrón e Fernando Abadía con il progetto Mi Cuaderno ha aperto i lavori riflettendo sul disegno come strumento di ascolto e consapevolezza. Subito dopo, la charla inaugural di Bea Lema, autrice del pluripremiato El cuerpo de Cristo, ha emozionato il pubblico con una narrazione intensa sul valore del fumetto come linguaggio per esplorare la malattia, la spiritualità e la resilienza.

Il logo della manifestazione
Un congresso interdisciplinare e all’avanguardia
Il programma, denso e ben articolato, ha alternato tavole rotonde, comunicazioni orali, workshop pratici e incontri con autori, costruendo un dialogo costante tra medicina, arte e narrazione. C’è stato persino spazio per delle “battaglie a colpi di matita”, in cui diverse persone si sono sfidate con sfide visuali!
Tra i momenti più apprezzati, la tavola con Mónica Lalanda, Pablo Rodríguez Coca e Carlos Armiñanzas, moderata da José Luis de la Fuente, ha mostrato quanto la medicina grafica sia ormai parte integrante dei percorsi formativi e clinici in Spagna, dove fumetti e illustrazioni vengono impiegati come strumenti concreti di cura, educazione e comunicazione.
Le comunicazioni orali hanno presentato progetti di grande interesse, spaziando dall’uso dell’immagine per spiegare l’ansia e il dolore cronico a esperienze sulla prevenzione del delirium e sull’obesità infantile, fino a progetti legati all’Alzheimer e alla leucemia.
Molto rilevante anche la presenza di autori provenienti dal Centro e Sud America, che hanno mostrato il valore della medicina grafica come strumento di inclusione, empowerment e giustizia sanitaria.
Tra gli interventi più toccanti, il talk di Jorge Armiñanzas, “Valoración cómics desde el autismo”, ha rappresentato uno dei momenti simbolo del congresso: per la prima volta, una persona nello spettro autistico ha raccontato in prima persona il proprio rapporto con il fumetto come mezzo di espressione e connessione, offrendo un punto di vista diretto, potente e autentico.

Italia-Spagna: la rivincita della Graphic Medicine
Tallers e innovazione
Grande successo anche per i workshop tematici, che hanno permesso ai partecipanti di sperimentare il linguaggio della medicina grafica in modo pratico e creativo.
L’atmosfera conviviale e collettiva ha raggiunto il suo apice con la vivace “batalla de dibujantes”, una jam session grafica aperta a tutti i partecipanti, e con la mostra “Tiembla” di Ramón Ricart, una riflessione artistica sulla fragilità e la forza del corpo umano.
L’evoluzione della Medicina Gráfica in Spagna
Ciò che ha colpito maggiormente la delegazione di Graphic Medicine Italia è stato l’altissimo livello di sviluppo e applicazione della Medicina Gráfica in Spagna.
Le esperienze presentate hanno mostrato come il disegno e la narrazione visiva siano ormai pienamente integrati nei percorsi medico-sanitari, psicologici e formativi, non solo come strumenti comunicativi, ma come veri dispositivi terapeutici e pedagogici.
Accanto ai fumetti e alle illustrazioni, si sono visti videogiochi, cartoni animati e prodotti audiovisivi ispirati alla graphic medicine, utilizzati in programmi di promozione della salute, educazione sanitaria e supporto psicologico.
Queste esperienze dimostrano una straordinaria maturità creativa e tecnologica, che colloca la comunità spagnola tra le più avanzate al mondo nella pratica e nella ricerca in medicina grafica.

Alcuni lavori in mostra
Conclusioni e prospettive comuni
La cerimonia di chiusura, presieduta da Antonio Cano e Marina Peix, ha salutato i partecipanti con entusiasmo e riconoscenza, premiando i migliori progetti e ribadendo la volontà di continuare a costruire una rete di collaborazione internazionale.
Per Graphic Medicine Italia, la partecipazione è stata un’esperienza preziosa, fonte di ispirazione e di nuovi legami. L’accoglienza calorosa e l’apertura alla collaborazione hanno reso possibile l’avvio di una sinergia stabile tra l’associazione italiana e quella spagnola, con numerosi progetti condivisi in via di sviluppo, tra cui iniziative di ricerca, formazione e produzione artistica congiunta.
Il congresso ha dimostrato con forza che la medicina grafica è oggi un linguaggio globale, capace di unire scienza e umanità, tecnologia e narrazione.
Un linguaggio che ci invita, sempre, a guardare la cura con occhi nuovi — più empatici, più visivi, più umani.