“Mom’s Cancer”, Brian Fies, Bottero Edizioni/Double Shot, 117 pagine a colori, brossurato, € 10

“Mom’s Cancer”, Brian Fies, Bottero Edizioni/Double Shot, 117 pagine a colori, brossurato, € 10

Fin dal titolo, “Mom’s Cancer” si rivela una potente combinazione di parole e immagini che unisce narrazione autobiografica, racconto umoristico e reportage giornalistico. Brian Fies decide coraggiosamente di raccontare la storia di come il cancro metastatico ai polmoni della madre sia stato affrontato dai membri della sua famiglia. Dapprima mette le sue tavole online, lavorando nell’anonimato, ma presto ottiene un tale successo di pubblico da essere premiato, l’anno successivo, con un Eisner Award come Miglior Fumetto Digitale. Fies decide così di passare alla forma cartacea e di uscire allo scoperto, per mostrare alle altre famiglie impegnate nella gestione quotidiana degli aspetti emotivi e pratici del cancro che non sono sole. E per aiutare i diversi professionisti con loro in contatto a immedesimarsi nei loro pazienti, a comprendere cosa significhi ricevere la diagnosi e far fronte agli effetti psicologici e sociali delle terapie. “Mom’s Cancer” tocca questi temi con uno stile ironico, a tratti metaforico, grazie al sapiente uso delle immagini. Un vero e proprio documentario di malattia, da leggere e guardare tutto d’un fiato.

“La mia ciclotimia ha la coda rossa”, Lou Loubie, ComicOut Edizioni, 128 pagine a colori, cartonato, € 18,90

“La mia ciclotimia ha la coda rossa”, Lou Loubie, ComicOut Edizioni, 128 pagine a colori, cartonato, € 18,90

L’autrice Lou Loubie decide di raccontarsi con questo coraggioso e spontaneo romanzo grafico descrivendo la sua esperienza personale con la ciclotimia, forma lieve di disturbo bipolare caratterizzata dall’alternarsi di periodi ipomaniacali e periodi di lieve depressione. In questa storia la volpe rappresenta la ciclotimia stessa che prova a prendere il controllo in maniera selvatica e apparentemente indomabile sull’andamento dell’umore della protagonista. L’incontro con un animale nel bosco può essere spaventoso e disorientante, ma come va se l’incontro avviene dentro noi stessi? Quali sono le regole di questa convivenza simbiotica? È possibile trovare un equilibrio che permetta di raggiungere una serenità personale? Le risposte a queste domande si trovano nella semplicità di un racconto autobiografico che si fa portavoce di una situazione molto comune e che spesso rimane ai margini della narrazione proprio in virtù dei suoi caratteri sfumati e non nettamente definiti. Questo romanzo grafico avvicina il lettore al mondo di chi convive con la ciclotimia con un intento divulgativo semplice e ottimista. La nuova edizione presenta inoltre pagine inedite con consigli inerenti al mondo del disturbo ciclotimico.

“Imparare a cadere”, Mikael Ross, Bao Publishing, 128 pagine a colori, cartonato € 19,00

“Imparare a cadere”, Mikael Ross, Bao Publishing, 128 pagine a colori, cartonato € 19,00

“Imparare a cadere” è un romanzo grafico sulla disabilità mentale, commissionato dalla comunità evangelica Neuerkerode per celebrare i centocinquant’anni di attività nell’ambito dell’assistenza all’integrazione per persone con disabilità mentali. L’autore Mikael Ross riesce, con questa storia a colori, ad andare oltre all’intento primario del progetto realizzando un’opera genuina ed emozionante che riesce a colpire grazie alla sua autenticità e alla sua delicatezza. Il protagonista del racconto, Noel, è costretto a lasciare Berlino e la sua quotidianità per iniziare un’avventura verso una nuova vita all’insegna della scoperta di una nuova normalità. Le persone, i luoghi, le situazioni e i sentimenti comuni diventano presto speciali grazie alla potenza comunicativa di una narrazione fresca e accattivante. Questa storia, accessibile a tutti, riesce in modo brillante e con ironia ad incantare come una favola su uno dei temi più centrali della disabilità e cioè l’integrazione, fuori dalla famiglia, di persone con diverse tipologie di disabilità mentale. Imparare a cadere, si sa, non è facile, ma è l’unico modo di crescere e affrontare le sfide tanto normali quanto faticose di tutti i giorni.

“Da sola”, Percy Bertolini, Diabolo Edizioni, 192 pagine a colori, cartonato, € 21,85

“Da sola”, Percy Bertolini, Diabolo Edizioni, 192 pagine a colori, cartonato, € 21,85

Sembra presa dalle pagine dell’illuminante “Asylums” di Erving Goffman la trama dell’ultima opera di Percy Bertolini, autore classe 1988 di Ancona perennemente in bilico tra street art, pittura e fumetto. Al centro della scena, un personaggio indefinibile, senza nome, senza un genere definito e ricoperto di peluria rosa. Accalappiato dalle autorità della città all’inizio della storia, il “mostro” viene trascinato in una struttura ospedaliera per essere misurato, pesato, analizzato e in qualche maniera annientato. Il personaggio però si ribella e scappa, perdendosi per le via della città e dando inizio a una danza catartica, terapeutica e totalmente liberatoria… tra “super-eroi con super-problemi”, citazioni dai diari di Nižinskij e uno storytelling totalmente libero, un volume che è allo stesso tempo un viaggio raffinato nella psiche di un artista e una durissima presa di posizione contro tutte le istituzioni totali a includere quella che viene comunemente definita “normalità”.

“Giù le zampe”, Gato Fernandez, ComicOut Edizioni, 112 pagine a colori, brossura, € 16,90

“Giù le zampe”, Gato Fernandez, ComicOut Edizioni, 112 pagine a colori, brossura, € 16,90

Quando il fumetto diventa terapia, arriva a trascendere i limiti del “genere”. Per esempio, a proposito di Graphic Journalism, quanti autori sarebbero capaci di vivere in prima persona traumi come la segregazione o l’abuso sessuale? È quasi insostenibile la lettura di “Il colpo dello scarafaggio” – questo, il titolo originale del fumetto scritto e disegnato dall’autrice argentina Gato Fernandez. Il ritratto di famiglia in un inferno che, come da inveterata tradizione del realismo magico, traduce vissuti troppo orribili da riprodurre direttamente su carta in metafore visive ora scioccanti, ora drammatiche, ora velate d’ironia. Come nell’indimenticabile “Eternauta” di Oesterheld e Solano Lopez, nel libro l’orrore s’incarna in un gigantesco insetto: come a dire che la violenza, la prevaricazione, l’abuso sono compiutamente rappresentabili solo attraverso il linguaggio degli archetipi. Ma come confessa l’autrice nella postfazione che conclude il volume, “il bisogno di parlare ad alta voce è ancora più forte di tutti i mostri, quelli che mi alitano sempre sul collo».