“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

Tre storie avanzano parallele e scollegate per tutto il graphic novel, fino al sorprendente intreccio finale. La prima vicenda è ispirata a Il Viaggio in Occidente, un classico della letteratura cinese che narra la vita di Sun Wukong, personaggio familiare a noi occidentali grazie al Goku di Dragon Ball. In American Born Chinese, il Re Scimmiotto è un sovrano rispettato dai suoi sudditi e padrone delle arti del Kung Fu, ma deriso e discriminato dalle altre divinità a causa della sua natura scimmiesca. Punito dal creatore di tutte le cose per essersi ribellato, sarà sigillato sotto una montagna per l’eternità. Riuscirà a liberarsi e portare a compimento il proprio destino, diventando un eroe?

Anche Jin Wang, bambino americano di origine cinese, si trova ad affrontare una situazione difficile quando si trasferisce con la famiglia dalla Chinatown di San Francisco a una comunità prevalentemente bianca. Vittime di discriminazione razziale sono anche i suoi amici Wei-Chen Sun e Suzy Nakamura, che Jin alla fine rinnegherà – insieme alle sue origini asiatiche – per poter realizzare il suo sogno di vivere finalmente come un vero americano. Ma qual è il prezzo da pagare se si rinuncia alla propria natura?

Danny, al contrario, è il ragazzo che Jin ha sempre sognato di essere: tratti tipicamente caucasici, ben integrato a scuola, gioca nella squadra di pallacanestro e corteggia una bella ragazza bianca. Il suo unico problema è suo cugino cinese, Chin-Kee, che incarna tutti i peggiori stereotipi orientalisti e ogni anno lo viene a trovare costringendolo a cambiare scuola per l’imbarazzo. Ma come mai la sua presenza lo mette così in crisi?

Tutte queste domande apparentemente scollegate ruotano intorno al tema della trasformazione e dell’accettazione di sé stessi, risolto brillantemente nell’ultimo capitolo con lo svelamento delle vere identità di Danny, Chin-Kee e Wei-Chen-Sun. L’insegnamento del fumetto si può riassumere nella massima di saggezza del Re Scimmiotto, tornato vittorioso dalla sua missione in Occidente: «Sai, Jin, mi sarei risparmiato cinquecento anni di prigionia sotto una montagna di rocce se solo avessi capito quanto era bello essere una scimmia».

Per quanto riguarda la tecnica narrativa, sono da menzionare i capitoli dedicati a Chin-Kee, in cui l’impostazione da sit-com – con tanto di applausi e risate del pubblico in sottofondo – sottolinea la visione miope e stereotipata della minoranza etnica asiatica da parte della cultura pop occidentale.

American Born Chinese ha vinto l’Eisner Award nel 2007 nella categoria Best Graphic Album – New, è stato il primo fumetto a essere nominato per un National Book Award e a vincere il Printz Award dell’American Library Association. Pubblicato nel 2006 negli Stati Uniti e portato in Italia per la prima volta da Guanda, è stato riproposto da Tunué in occasione dell’uscita della serie Tv nel 2023 per Disney/Pixar.

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

Ted è un ragazzo di 26 anni che vive a Parigi e ama la sua routine: alzarsi, vestirsi, andare al lavoro in biblioteca, pranzare sempre con un triplo cheese bacon maionese extra con patatine e coca, tornare a casa, guardare la Tv, svestirsi e andare a letto. Un giorno, però, la linea 4 della metropolitana è chiusa per lavori e questo imprevisto lo porta a fare una serie di incontri che gli sconvolgono la vita: una corista settantatreenne di cui si innamora, una sex worker che gli fa conoscere l’orgasmo, l’ex bullo della scuola. Sopraffatto da tutte queste nuove esperienze, Ted si prende una settimana di ferie per andare a trovare la sua famiglia, ma il rapporto con mamma, papà, sorella e cane è sempre complicato e le sue stranezze a volte diventano insostenibili per chi gli sta vicino. In un susseguirsi incalzante di eventi sempre più assurdi, che mettono in luce l’assurda pretesa delle persone “normali” di inquadrare quelle neurodivergenti e pretendere che si adattino al loro modo di vivere e vedere la realtà, giungeremo all’annunciata tragedia finale. Si poteva evitare? Non sarebbe bastato, come dice Ted, smetterla di obbligarlo a curarsi per il suo presunto star male e chiedergli veramente come stava?

Vincitore del Prix Révélation al Festival di Angoulême (2019) e del Prix BD Zoom di Ginevra, Ted: un tipo strano è liberamente ispirato al fratello dell’autrice, affetto da un disturbo dello spettro autistico (un tempo definito Sindrome di Asperger). Questo graphic novel molto colorato, dallo stile ibrido tra naif e pop, mostra senza sconti la fatica e le difficoltà dei caregiver e soprattutto dà voce alla visione del mondo del protagonista, invitandoci a riflettere su quanto spazio la società conceda davvero all’ascolto e all’accoglienza – se non proprio alla comprensione – delle diversità.

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

Quarta opera a fumetti patrocinata da Graphic Medicine Italia, Cervello pone al centro l’esperienza delle pazienti e dei pazienti, raccontando uno degli organi più complessi e affascinanti del corpo umano, cruciale per le funzioni cognitive, l’elaborazione sensoriale, il controllo motorio e la regolazione emotiva.

Riconosciuto fin dall’antichità come sede del pensiero e progressivamente divenuto oggetto di studi sempre più avanzati, il cervello occupa oggi una posizione centrale non soltanto nella ricerca biomedica, ma anche nell’immaginario culturale e sociale. Le patologie neurologiche rappresentano, inoltre, una delle principali cause di malattia e disabilità nel mondo, rendendo la conoscenza e la tutela della salute cerebrale una sfida sempre più rilevante.

Il volume nasce da un progetto interdisciplinare ideato da Veronica Moretti e Stefano Ratti, con il contributo di Francesca Bisulli, Sabina Cevoli, Pietro Cortelli, Enrico Franceschi, Elisa Giorgio e Luisa Sambati, e unisce medicina, sociologia e arte.
Attraverso il linguaggio potente e accessibile del fumetto, Cervello racconta non soltanto l’anatomia, le funzioni e le patologie di questo organo, ma soprattutto le storie autentiche delle persone che convivono con una malattia neurologica. Il libro prende forma a partire da interviste a pazienti affetti da diverse patologie, tra cui malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, emicrania, epilessia, tumori cerebrali e malattie genetiche.

Accanto alla prospettiva biomedica, ogni storia porta così in primo piano la rottura biografica determinata dalla malattia e il suo impatto sulla quotidianità, sulle relazioni, sulla famiglia e, più in generale, sul mondo sociale della persona coinvolta. Il cervello viene raccontato non soltanto come oggetto della medicina e delle neuroscienze, ma come parte essenziale dell’identità e dell’esperienza individuale.

Grazie alla supervisione di un comitato scientifico, le pagine illustrate accompagnano il lettore alla scoperta delle normali funzioni cerebrali, delle principali patologie neurologiche, dei percorsi diagnostici e terapeutici, intrecciando conoscenza scientifica e vissuto personale. Ne emerge un racconto corale capace di avvicinare il pubblico a temi complessi, talvolta poco conosciuti o ancora circondati da tabù, favorendo al tempo stesso empatia e comprensione reciproca tra pazienti, familiari, caregiver e professionisti della salute.

Cervello è una nuova tappa della collana Graphic Anatomy, progetto che mette in relazione l’anatomia umana con la forza narrativa del fumetto per esplorare insieme la complessità del corpo e quella delle esperienze personali legate alla malattia. Una sorta di dissezione anatomica e biografica nella quale la conoscenza dell’organo procede parallelamente alla conoscenza delle persone e delle loro storie.

“Questo libro dedicato al cervello racconta l’esperienza dei pazienti e dei loro familiari per avvicinare i lettori a temi complessi, spesso sconosciuti o circondati da tabù”.
Realizzato in collaborazione con Graphic Medicine Italia, Società Italiana di Neurologia, Associazione LeucoDistrofia Autosomica Dominante, MNESYS Partenariato per la ricerca Neuroscientifica e Neurofarmacologica, One Health Foundation e ADLD Center.

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

Gambe su, testa giù. È l’ansia il tema portante di questo romanzo grafico allo stesso tempo essenziale e densissimo che racconta il complesso coming of age della giovane protagonista attraverso il mix di azioni e reazioni che fanno dei tredici anni di ragazze e ragazzi un vero e proprio “rito di passaggio” scandito da esperienze fortissime e non sempre pienamente governabili.
Scriveva Daniel J. Siegel nel suo fondamentale La mente adolescente che questa fase della vita non è “soltanto” un periodo di ormoni impazziti in cui ogni figlio diventa una mina vagante sempre pronta a esplodere o un grattacapo da affrontare dando fondo a tutta la pazienza possibile: attraverso la neurobiologia interpersonale, Siegel dimostra che si tratta di una fase fondamentale di vitale evoluzione, coraggio e creatività, necessaria per la sopravvivenza della specie umana, un cantiere aperto verso la vita adulta.
Elena Triolo, classe 1998 e un bel curriculum come illustratrice e fumettista sembra prendere le mosse dalle acute analisi di Siegel per tradurle in un fumetto agile, piacevole e istruttivo, un vero e proprio viaggio nella meraviglia e nel disagio con cui molti giovanissimi affrontano la crescita. Il mostro di fine livello in Violante è l’ansia che fa della vita di una studentessa tra medie e liceo un vero ottovolante di salite e discese rapidissime tormentate dalla distanza tra le proprie aspirazioni e la realtà. Triolo affronta il tema delle crisi che mandano in crash la quotidianità della protagonista con delicatezza di pensiero e di segno, senza indulgere in inutili pietismi né indorare la pillola, ma sottolinenando che la strada della redenzione non può che passare attraverso una presa di coscienza delle proprie difficoltà e un opportuno momento di introspezione terapeutica. Una lettura utile per genitori e figli.

“Del buio non ho paura”, Silvia Vecchini, Antonio ‘Sualzo’ Vincenti, Il Castoro, 2026, 184 pagine a colori, brossura, € 15,50.

“Del buio non ho paura”, Silvia Vecchini, Antonio ‘Sualzo’ Vincenti, Il Castoro, 2026, 184 pagine a colori, brossura, € 15,50.

Siamo a teatro, dove si sta svolgendo uno spettacolo di danze indiane. In prima fila, un uomo e una donna con tre bambini assistono incantati. All’apparenza, una famiglia come tante, ma in realtà molto particolare: Monica infatti, tempo prima, ha deciso insieme al marito di aprire le porte della loro grande casa nel bosco ai bambini più sfortunati, per offrire amore e un rifugio temporaneo a chi ne aveva bisogno. Francesco è uno dei volontari che lavorano nella casa famiglia. E Leonard, il più grande dei tre bambini – ormai adolescente – è quello che in gergo si definisce un orfano speciale. Ce lo spiega lui stesso cosa significa, con una frase lapidaria: “Papà in carcere, mamma al cimitero”. Ma Leonard è speciale anche per un altro motivo: è l’unica persona che riesce a vedere una ragazza evanescente, molto simile a una fata. Anche lei ha una storia violenta da raccontare, e man mano che Leonard si avvicinerà alla verità, fino a scoprire quello che le è successo, man mano aprirà gli occhi sul suo stesso passato e si troverà ad affrontare l’oscurità che ne fa parte. Tutto questo anche grazie alla vicinanza e il supporto della sua nuova famiglia, degli amici e di Stella, una compagna di classe molto dolce e paziente. Con lei si troverà a fare una ricerca sulle fiabe, storie antiche che da sempre aiutano l’essere umano a parlare dei lati più bui della vita, racconti in cui piccoli eroi affrontano dure prove, proprio come ha dovuto fare lui da bambino. Ma Leonard del buio non ha paura, e forse è finalmente pronto ad andare avanti.
Un racconto i cui capitoli portano i nomi di oggetti magici. Un fumetto le cui pagine sono abitate dalle buie e minacciose fronde degli alberi e dalla luce calda e gioiosa della danza e degli affetti. Una fiaba a lieto fine, in questo caso. Una poesia, infine, come quella che compongono Leonard e Stella.
Silvia Vecchini è poetessa e scrittrice di fumetti e libri per bambini e ragazzi, tradotti anche all’estero. Tiene incontri di lettura e laboratori di scrittura in scuole, librerie e biblioteche. Il suo compagno e collega, Antonio “Sualzo” Vincenti, è autore e illustratore con all’attivo numerose opere. I due hanno ricevuto importanti riconoscimenti per i loro lavori, sia singolarmente che in coppia. Tra gli ultimi ricordiamo Fiato sospeso (Tunué, 2011), La zona rossa (Il Castoro, 2017) e Le parole possono tutto (Il Castoro, 2021).
A questo link un’intervista ai due autori su Del buio non ho paura.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

Marisol è in agitazione: sua sorella Nico l’ha invitata ad andare in palestra e lei spera che possano finalmente passare un po’ di tempo insieme, cosa che accade raramente. Marisol infatti non ama frequentare posti pieni di corpi che le ricordano continuamente che il suo non è conforme. In altre parole: è grassa. E ne soffre, anche se lo nasconde. Ma la sua coinquilina e cara amica Livia sa bene che quando si chiude in bagno con la musica a tutto volume è per coprire il rumore dei conati che si procura cacciandosi le dita in gola. Nico invece è in forma smagliante, ossessionata com’è dalla dieta e dall’allenamento.
Come previsto, l’appuntamento si rivela un flop, e Marisol è molto delusa dal comportamento di Nico, senonché a un certo punto sua sorella cade dal tapis roulant e batte la testa… e la storia prende una piega inaspettata. Proiettata in un universo parallelo, in cui essere magri è una vergogna e i nuovi idoli sono cellulite, grassi saturi e junk food, sarà Nico a dover fare i conti con la discriminazione. Ma, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, nemmeno Marisol se la passa bene nel mondo alternativo, che le richiede comunque di non perdere nemmeno un etto ed essere sempre performante e perfetta secondo i canoni di questa società. Il ribaltamento di prospettiva porta alla luce una sofferenza comune ma non condivisa, che anzi separa e distrugge i legami. Il problema non è dunque solo il corpo grasso (o magro) ma tutto quanto risulta difforme rispetto agli standard. La vergogna del fallimento isola, solo l’amicizia, l’empatia e la sorellanza possono liberare i corpi e le persone che li abitano dai giudizi e dalle costrizioni, e restituirli alla dimensione degli affetti sinceri, della cura e degli abbracci che tuttə si meritano, indipendentemente dalla taglia.
Conforme fa riflettere – in modo leggero ma non banale – su quanto gli eccessi, sia da un lato che dall’altro, possano essere nocivi, e anche sulla responsabilità che la società gioca nell’alimentare comportamenti estremi. Perché, come ci ricorda Livia, «se anche la persona a mio parere più bella e conforme soffre delle mie stesse insicurezze… allora forse il problema è più grande».
laria Palleschi ha studiato Illustrazione e Animazione allo IED, ma dal 2018 si mette in gioco sperimentando anche il linguaggio del fumetto con il suo primo graphic novel Nina che disagio (Bao Publishing). In seguito collabora con Mondadori, illustrando la serie I Casi Impossibili di Zoe & Lu di Licia Troisi. Nel 2025 ha pubblicato Nereidi (Il Castoro), una storia sul coraggio di ribellarsi a una società femminicida.

“Mentre ero via”, Rina Jost, Diabolo edizioni, 105 pp. a colori, brossura, € 12

“Mentre ero via”, Rina Jost, Diabolo edizioni, 105 pp. a colori, brossura, € 12

La protagonista di questo romanzo grafico affronta un viaggio rocambolesco alla ricerca della sorella, Sybil, risucchiata dal suo materasso in un mondo popolato da creature fantastiche. Sybil, trasformata in una pietra, compare a tratti durante il percorso, come rinchiusa dentro sé stessa, incapace di comunicare con la sorella. La protagonista la rincorre a più riprese, senza mai riuscire a raggiungerla. Grazie all’incontro con diverse figure surreali, la protagonista capisce di non poter salvare Sybil, perché quest’ultima deve trovare la via d’uscita per tornare a casa da sola. La vera sfida per la protagonista sarà quindi cercare e attraversare il portale da sola, avendo fiducia che Sybil farà altrettanto. Rina Jost racconta in modo poetico, toccante e realistico la sua esperienza di sorella di una persona che soffre di depressione. L’autrice mostra che anche i famigliari delle persone con problemi di salute mentale possono avere bisogno di aiuto e devono prendersi cura di sé, prima di dedicarsi al loro parente in difficoltà.

“Piena di niente”, Alessia di Giovanni e Darkam, BeccoGiallo, 2015, 144 pagine a colori, brossura, € 15

“Piena di niente”, Alessia di Giovanni e Darkam, BeccoGiallo, 2015, 144 pagine a colori, brossura, € 15

«Questo graphic novel nasce da una disperata ricerca a stretto contatto con le persone, con la loro realtà, con le loro storie. Per cercare di conoscerle, prima di raccontarle». Sono racconti veri. Sono racconti crudi. Loveth, Giulia, Monica ed Elisa – per motivi diversi – vivono l’esperienza dell’aborto e si scontrano con le difficoltà burocratiche, l’omertà e i pregiudizi ancora presenti in Italia, che spesso constringono le donne a cercare aiuto all’estero (chi può permetterselo) o a ricorrere a pericolosissimi metodi clandestini. Sono racconti che dipingono una solitudine estrema, di ragazze giovanissime o donne mature che vengono abbandonate da chi le circonda e dovrebbe amarle e dalla società tutta: mariti, genitori, fidanzati, colleghi ma anche preti, operatori sanitari e attivisti pro-life interagiscono con loro quando va bene senza vederle, quando va male violentandole e giudicandole per le loro scelte, sia che desiderino tenere il frutto del loro grembo, sia che scelgano di non diventare madri, per questa volta almeno.
Loveth è una prostituta nigeriana, giunta in Italia clandestinamente dopo essere stata venduta da sua madre. Viene costretta a lavorare per ripagare il viaggio e mantenere i suoi fratelli, ma ora è incinta e desidera quel bambino con tutta sé stessa. I suoi sfruttatori, però, non sono d’accordo.
Giulia è un’infermiera del reparto di Ostetricia, frequenta un ambiente religioso bigotto e giudica le donne che abortiscono. Finché una gravidanza la fa vacillare: di figli ne ha già due, senza contare che suo marito è disoccupato da anni ed è lei a farsi carico di tutta la famiglia…
Monica è giovane e si innamora continuamente, ma da quando il padre ha abbandonato la famiglia ha imparato a non chiedere amore e affetto agli uomini. Si è convinta che diventare madre riempirà il suo vuoto per cui buca i preservativi per rimanere incinta, ma quando il ragazzo la rifiuta deve liberarsi delle conseguenze del suo gesto…
Elisa ha solo 17 anni e non è al suo primo aborto. La sua famiglia non lo sa, sembrano indifferenti alla sua vita e lei agisce di conseguenza. Solo che questa volta non si spiega la gravidanza: ricorda solo una serata col suo ragazzo e i suoi amici, tanto alcool e le loro attenzioni sempre più insistenti…
I racconti sono accompagnati da disegni ingarbugliati, espressionisti, violenti, a tratti onirici e deliranti, riempiti con colori scuri e grovigli di fili neri che gridano il dolore e la disperazione di queste donne senza voce, che anche quando trovano la forza di parlare non vengono ascoltate.
Darkam aka Eugenia Monti (disegni) ha studiato animazione a Urbino e fumetto a Bologna e Barcellona prima di stabilirsi definitivamente a Berlino, dove lavora come fumettista, tatuatrice e illustratrice freelance. Ha collaborato con varie riviste e fanzines, e tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Mozziconi (Edizioni del Vento, 2009), Il paese del silenzio (2010), I sarti del sonno (Blu Gallery, 2015) e Fil rouge (E2/Sterput), Dietro agli occhi (Progetto Stigma/Eris Edizioni, 2022).
Alessia di Giovanni (testi) è stata sceneggiatrice, scrittrice, regista e videomaker. Alla fine degli anni Novanta ha confondato lo Studio CreativeComics e per anni ha curato la rubrica satirica di genere Porca Eva! su Radio Popolare. Da sempre interessata alle tematiche sociali, ha diretto il documentario Lavoratrici, che indaga le molestie sul luogo di lavoro, e ha sceneggiato il graphic novel Io so’ Carmela (Becco Giallo, 2013), con disegni di Monica Barengo, candidato nel 2014 al Premio Micheluzzi come miglior fumetto italiano.

“Non mi dimenticare”, Alix Garin, trad. di Francesco Savino, Bao Publishing, 2024, 224 pagine a colori, cartonato, €24

“Non mi dimenticare”, Alix Garin, trad. di Francesco Savino, Bao Publishing, 2024, 224 pagine a colori, cartonato, €24

Due donne, una macchina, una fuga rocambolesca e disperata verso la libertà. No, non stiamo parlando di Thelma e Louise, ma della giovane Clémence e della sua adorata nonna, che soffre di morbo di Alzheimer. Dopo l’ennesimo episodio di vagabondaggio, in casa di riposo hanno proposto la contenzione chimica e la figlia, messa alle strette, ha accettato. Ma la paziente non vuole, si oppone e si dispera, così la nipote – memore di tutto quello che la nonna ha fatto per lei quando era piccola – decide di rapirla. Movente dichiarato alla polizia durante l’interrogatorio: «Volevo farla stare bene». Destinazione: la vecchia casa dell’infanzia, per andare a trovare i genitori che lei crede ancora vivi, e rivedere il mare.
Il viaggio è esilarante e le due fuggiasche vivono incredibili avventure: lasciato dietro di sé il cellulare per non correre il rischio di essere rintracciate, percorrono la lunga strada che separa il Belgio dalla costa settentrionale della Francia partecipando a risse, dandosi al gioco d’azzardo, fuggendo da un motel senza pagare dopo essere state derubate, tagliando le gomme dell’auto di un energumeno che le minaccia,… Ma Clémence si rende ben presto conto di cosa voglia dire prendersi cura di una persona anziana che ha bisogno di assistenza come una bambina, che confonde passato e presente, e a volte si smarrisce a tal punto nelle nebbie della memoria da non essere più in grado di riconoscerla, mentre in altri momenti si rende dolorosamente conto che la lucidità la sta abbandonando, e che non ci sarà nessuno ad attenderla alla casa sulla scogliera perché i suoi genitori sono morti tanti anni prima.
Quello di Clémence e della sua nonnina è un viaggio disperato, all’inseguimento di qualcosa che non può più tornare, di un lieto fine impossibile. Eppure l’amore che le lega ci insegna che la strada che resta si può percorrere assieme, con rispetto e compassione.
È un viaggio non solo nel tempo e nello spazio ma anche nell’animo, e – tra un cambio di pannolino, un pic-nic sull’erba e una sosta in autogrill – la giovane protagonista sarà portata a mettere in discussione sia il legame conflittuale con sua madre sia il rapporto irrisolto con la propria identità sessuale, arrivando a mettere a fuoco con più consapevolezza i suoi progetti futuri: tornerà a Bruxelles, affronterà le conseguenze del suo gesto e poi studierà teatro, come ha sempre desiderato.
Il tratto morbido e leggero di Alix Garin e l’uso sapiente dei colori pastello accompagnano magnificamente la narrazione e il continuo intrecciarsi e mescolarsi di passato e presente, addolcendo il dolore della perdita e regalandoci una storia indimenticabile. Come un messaggio di addio affidato a una cartolina e a un semplice fiore di campo: «Non ti scordar di me».
Alix Garin, classe 1997, si aggiudica il premio “Young Talent” al Festival di Saint Malo nel 2017 e, nel 2025, vince il Fauve Prix du Public France Télévisions al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême con Impenetrabile, uscito in Italia per Bao Publishing.

“Non so chi sei”, Cristina Portolano, Rizzoli Lizard, 2017, 199 pagine in tricromia, cartonato, € 19.

“Non so chi sei”, Cristina Portolano, Rizzoli Lizard, 2017, 199 pagine in tricromia, cartonato, € 19.

Uno swipe a destra, una breve chat, un appuntamento in un locale, la conclusione della serata a letto e poi ognuno per la sua strada, oppure qualche altro incontro, ma nessun impegno. Questo è lo svolgimento tipo di una relazione iniziata su Tinder. Sesso più o meno soddisfacente e nessuno strascico emotivo. Ma è davvero solo tutto qui? Cristina ci porta alla scoperta del mondo delle dating app con leggerezza e ironia ma con un fondo di serietà, raccontando la sua esperienza di giovane donna momentaneamente single che desidera una vita sessuale attiva. Finita una relazione importante, la fumettista si rende conto di avere bisogno di distrarsi dalla tristezza, condividendo momenti piacevoli con gli uomini con il vantaggio di non dover tollerare l’intimità e farsi carico dell’altra persona. Ma come esprimere i propri desideri e le proprie necessità a uno sconosciuto? Come fare a non rimanerci male se uno sparisce senza lasciare traccia?
Dal punto di vista grafico, Non so chi sei si contraddistingue per la rappresentazione di scene di sesso realistiche che coinvolgono corpi reali; il focus del fumetto infatti non è mai l’erotismo fine a sé stesso bensì mettere in scena un variegato di umanità, restituendo l’immensa complessità delle interazioni umane. Cristina indaga senza ipocrisia i sentimenti e le motivazioni che stanno dietro l’uso delle app di incontri, l’imbarazzo e la curiosità, il pregiudizio e la voglia di mettersi in gioco, a trenta come a settant’anni. Viene raccontato il vero e proprio funzionamento di Tinder – con anche delle infografiche –, e amici e parenti si fanno portavoce di varie opinioni sul fenomeno, e di diverse esperienze. E alla fine si scopre che i meccanismi sono uguali, con o senza app: una relazione cercata esclusivamente per riempire la solitudine sarà sempre disfunzionale, e il “supermercato della carne” rischia di far trascurare i veri affetti. Tuttavia, “se dovessi fare un bilancio, potrei dire che tutti gli uomini che ho conosciuto online mi hanno lasciato qualcosa, In una maniera un po’ strana, ma li ho amati quasi tutti”.
Cristina Portolano è nata a Napoli e si è formata al Liceo Artistico e alla Scuola Italiana di Comix. Dal 2005 vive a Bologna, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, con un Erasmus all’École nationale Supérieure des Arts Décoratif di Parigi. Dal 2019 collabora con Internazionale Kids, insegna illustrazione e anatomia artistica allo IAAD ed è sempre molto attiva nella divulgazione del linguaggio del fumetto, di persona e sui social. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Quasi signorina (Topipittori, 2016), Io sono Mare (Canicola, 2018); Mea vulva nell’antologia Post-pink (Feltrinelli Comics, 2019), Francis Bacon: la violenza di una rosa (Centauria, 2019) e la recente collaborazione a Genitore, artista, altro… (autoprodotto, 2024). Ha vinto diversi premi ed esposto in Italia e all’estero in mostre personali e collettive.