“Trentatré raggi ionizzanti”, Claudio Marinaccio, Feltrinelli Comics, 112 pagine in b/n e a colori, brossura € 16

“Trentatré raggi ionizzanti”, Claudio Marinaccio, Feltrinelli Comics, 112 pagine in b/n e a colori, brossura € 16

“Una volta, dentro un bellissimo uovo di pasqua, avevo trovato una sorpresa di merda. Pensavo fosse la peggior sorpresa di pasqua di sempre. Mi sbagliavo… l’epirubicina stava facendo effetto. Avevo perso tutti i capelli, la barba e anche tutti i peli del corpo. Solo le sopracciglia resistevano, stoiche…”. È la sincerità la cifra di Claudio Marinaccio, autore unico di testi e disegni per “Trentatré raggi ionizzanti”. Ma è una sincerità filtrata attraverso fantasie ora lievi, ora spensierate, più spesso destabilizzanti: perché a scapito del titolo da “space opera” il volume scritto e disegnato da Marinaccio racconta la lotta tra l’autore torinese classe 1982 e un leiomiosarcoma, tumore dei tessuti molli raro, maligno e aggressivo. I “raggi ionizzanti”, ovviamente, sono quelli della radioterapia cui il narratore si sottopone per debellare il proprio male. Ma il libro mette in fila tutta l’esperienza della malattia, dai primi sintomi durante una partita di calcetto, agli esami, fino alle cure e al ritorno alla normalità. Il tutto, con un pizzico d’ironia ad alleggerire il carico.

“La differenza invisibile”, Mademoiselle Caroline, Julie Dachez, Edizioni LSWR, 197 pagine a colori € 24,90

“La differenza invisibile”, Mademoiselle Caroline, Julie Dachez, Edizioni LSWR, 197 pagine a colori € 24,90

Marguerite è una giovane donna che all’apparenza non ha nulla che non va. Convive con il compagno, lavora per una grande azienda, frequenta le amiche. Eppure, spesso si sente a disagio nelle situazioni sociali, non capisce i doppi sensi e dice sempre la cosa sbagliata. Stanca di essere giudicata, decide di intraprendere un viaggio alla ricerca di sé stessa, che la porterà a dare un nome alla propria differenza: Sindrome di Asperger. Questa scoperta rappresenta un vero e proprio punto di svolta nella vita della protagonista e nel testo, contrassegnato dal passaggio dal bianco e nero ai colori. Ed è proprio il colore l’elemento utilizzato dall’illustratrice Mademoiselle Caroline per rendere con efficacia gli stati interni di Marguerite, alias Julie Dachez. L’eccesso di sensibilità ai rumori e il senso di affaticamento che ne deriva sono rappresentati dal colore rosso, che in alcuni casi avvolge la protagonista come un manto che la distanzia dal mondo esterno. Così come nel film: “Blue” di Derek Jarman, attraverso una rappresentazione monocromatica Mademoiselle Caroline riesce a rendere l’invisibile visibile. Un romanzo grafico da leggere soprattutto per chi soffre i vincoli normativi e vuole riconciliarsi con la propria unicità. La differenza, come scrive Dachez nella prefazione, è parte non del problema, ma della soluzione.

“Le piccole vittorie”, Ivon Roy, Edizioni White Star, 150 pagine a colori, brossura, € 16,90

“Le piccole vittorie”, Ivon Roy, Edizioni White Star, 150 pagine a colori, brossura, € 16,90

La nascita di un figlio è un evento meraviglioso e al tempo stesso spiazzante. Una creatura, una parte di sé che vive al di fuori di sé, è rivestita di aspettative, desideri, paure. Cosa accade quando quella creatura si discosta radicalmente da come l’avevamo immaginata? Yvon Roy narra il suo percorso di accettazione del figlio autistico a fumetti, concentrandosi sulle piccole vittorie quotidiane, che contrassegnano il tentativo di avvicinare due mondi apparentemente distanti. Il simbolismo consentito dal mezzo grafico aiuta a immedesimarsi con un padre in lotta con famigliari e professionisti per entrare in contatto con il figlio, a modo suo. Le immagini riescono a rendere visivamente gli stati emotivi del protagonista, la disperazione iniziale, poi lo spaesamento e la frustrazione, infine la serenità ritrovata. Un racconto commovente, capace di rappresentare le sfide che, come genitori, si è costretti ad affrontare per compiere il compito più difficile: amare il proprio figlio/la propria figlia in modo incondizionato.

“Mom’s Cancer”, Brian Fies, Bottero Edizioni/Double Shot, 117 pagine a colori, brossurato, € 10

“Mom’s Cancer”, Brian Fies, Bottero Edizioni/Double Shot, 117 pagine a colori, brossurato, € 10

Fin dal titolo, “Mom’s Cancer” si rivela una potente combinazione di parole e immagini che unisce narrazione autobiografica, racconto umoristico e reportage giornalistico. Brian Fies decide coraggiosamente di raccontare la storia di come il cancro metastatico ai polmoni della madre sia stato affrontato dai membri della sua famiglia. Dapprima mette le sue tavole online, lavorando nell’anonimato, ma presto ottiene un tale successo di pubblico da essere premiato, l’anno successivo, con un Eisner Award come Miglior Fumetto Digitale. Fies decide così di passare alla forma cartacea e di uscire allo scoperto, per mostrare alle altre famiglie impegnate nella gestione quotidiana degli aspetti emotivi e pratici del cancro che non sono sole. E per aiutare i diversi professionisti con loro in contatto a immedesimarsi nei loro pazienti, a comprendere cosa significhi ricevere la diagnosi e far fronte agli effetti psicologici e sociali delle terapie. “Mom’s Cancer” tocca questi temi con uno stile ironico, a tratti metaforico, grazie al sapiente uso delle immagini. Un vero e proprio documentario di malattia, da leggere e guardare tutto d’un fiato.

“La mia ciclotimia ha la coda rossa”, Lou Loubie, ComicOut Edizioni, 128 pagine a colori, cartonato, € 18,90

“La mia ciclotimia ha la coda rossa”, Lou Loubie, ComicOut Edizioni, 128 pagine a colori, cartonato, € 18,90

L’autrice Lou Loubie decide di raccontarsi con questo coraggioso e spontaneo romanzo grafico descrivendo la sua esperienza personale con la ciclotimia, forma lieve di disturbo bipolare caratterizzata dall’alternarsi di periodi ipomaniacali e periodi di lieve depressione. In questa storia la volpe rappresenta la ciclotimia stessa che prova a prendere il controllo in maniera selvatica e apparentemente indomabile sull’andamento dell’umore della protagonista. L’incontro con un animale nel bosco può essere spaventoso e disorientante, ma come va se l’incontro avviene dentro noi stessi? Quali sono le regole di questa convivenza simbiotica? È possibile trovare un equilibrio che permetta di raggiungere una serenità personale? Le risposte a queste domande si trovano nella semplicità di un racconto autobiografico che si fa portavoce di una situazione molto comune e che spesso rimane ai margini della narrazione proprio in virtù dei suoi caratteri sfumati e non nettamente definiti. Questo romanzo grafico avvicina il lettore al mondo di chi convive con la ciclotimia con un intento divulgativo semplice e ottimista. La nuova edizione presenta inoltre pagine inedite con consigli inerenti al mondo del disturbo ciclotimico.

“Imparare a cadere”, Mikael Ross, Bao Publishing, 128 pagine a colori, cartonato € 19,00

“Imparare a cadere”, Mikael Ross, Bao Publishing, 128 pagine a colori, cartonato € 19,00

“Imparare a cadere” è un romanzo grafico sulla disabilità mentale, commissionato dalla comunità evangelica Neuerkerode per celebrare i centocinquant’anni di attività nell’ambito dell’assistenza all’integrazione per persone con disabilità mentali. L’autore Mikael Ross riesce, con questa storia a colori, ad andare oltre all’intento primario del progetto realizzando un’opera genuina ed emozionante che riesce a colpire grazie alla sua autenticità e alla sua delicatezza. Il protagonista del racconto, Noel, è costretto a lasciare Berlino e la sua quotidianità per iniziare un’avventura verso una nuova vita all’insegna della scoperta di una nuova normalità. Le persone, i luoghi, le situazioni e i sentimenti comuni diventano presto speciali grazie alla potenza comunicativa di una narrazione fresca e accattivante. Questa storia, accessibile a tutti, riesce in modo brillante e con ironia ad incantare come una favola su uno dei temi più centrali della disabilità e cioè l’integrazione, fuori dalla famiglia, di persone con diverse tipologie di disabilità mentale. Imparare a cadere, si sa, non è facile, ma è l’unico modo di crescere e affrontare le sfide tanto normali quanto faticose di tutti i giorni.

Graphic Medicine Italia alla GraphMed Conference di Chicago 2022

Graphic Medicine Italia alla GraphMed Conference di Chicago 2022

14/16 luglio 2022, Chicago, Illinois: dopo il riscontro delle precedenti edizioni, la prima delle quali nel 2011, torna l’appuntamento internazionale con il Pianeta Graphic Medicine. Per allargare la platea dell’evento a un pubblico più ampio possibile, si tratterà di una conferenza ibrida, con possibilità di partecipazione e presentazione di persona e virtuale. Non poteva mancare all’evento una delegazione della Associazione Italiana Graphic Medicine. Gli aggiornamenti presto sul sito. Tutte le info su questa pagina in lingua inglese.

Graphic Medicine e donazione del corpo (trailer)

Graphic Medicine e donazione del corpo (trailer)

Descrizione Video

Nel dicembre 2020 e 2021 sono stati realizzati due seminari on line sul tema della Graphic Medicine con gli studenti del corso di Anatomy of Cardiovascular and Respiratory Systems della Scuola internazionale di Medicine and Surgery dell’Università di Bologna. Il seminario organizzato da Stefano Ratti, medico e responsabile del corso, assieme con Veronica Moretti e Alice Scavarda, sociologhe della salute, ha visto la partecipazione di Michael J. Green e Shelley Wall esperti sul tema della formazione in campo medico mediante l’utilizzo dei fumetti.
Gli studenti di medicina hanno quindi potuto sperimentare in maniera pratica e interattiva l’utilizzo di graphic medicine relativamente al loro percorso formativo professionale e alla donazione del corpo, tema fondante durante il corso di Anatomia. Gli spunti e le riflessioni nati da questa prima esperienza ufficiale di Graphic medicine in un’aula universitaria italiana hanno portato alla stesura di un lavoro scientifico e alla creazione, da parte degli studenti, di cinque progetti grafici inerenti la donazione del corpo in Italia. La risposta degli studenti è stata quindi di grande interesse, curiosità e partecipazione e ha aperto la strada a nuove esperienze di sperimentazione didattica creativa e collaborativa in campo medico. Il risultato di queste due prime esperienze verrà esposto alla conferenza internazionale di Graphic Medicine a Chicago nel luglio 2022.

“Da sola”, Percy Bertolini, Diabolo Edizioni, 192 pagine a colori, cartonato, € 21,85

“Da sola”, Percy Bertolini, Diabolo Edizioni, 192 pagine a colori, cartonato, € 21,85

Sembra presa dalle pagine dell’illuminante “Asylums” di Erving Goffman la trama dell’ultima opera di Percy Bertolini, autore classe 1988 di Ancona perennemente in bilico tra street art, pittura e fumetto. Al centro della scena, un personaggio indefinibile, senza nome, senza un genere definito e ricoperto di peluria rosa. Accalappiato dalle autorità della città all’inizio della storia, il “mostro” viene trascinato in una struttura ospedaliera per essere misurato, pesato, analizzato e in qualche maniera annientato. Il personaggio però si ribella e scappa, perdendosi per le via della città e dando inizio a una danza catartica, terapeutica e totalmente liberatoria… tra “super-eroi con super-problemi”, citazioni dai diari di Nižinskij e uno storytelling totalmente libero, un volume che è allo stesso tempo un viaggio raffinato nella psiche di un artista e una durissima presa di posizione contro tutte le istituzioni totali a includere quella che viene comunemente definita “normalità”.

“Giù le zampe”, Gato Fernandez, ComicOut Edizioni, 112 pagine a colori, brossura, € 16,90

“Giù le zampe”, Gato Fernandez, ComicOut Edizioni, 112 pagine a colori, brossura, € 16,90

Quando il fumetto diventa terapia, arriva a trascendere i limiti del “genere”. Per esempio, a proposito di Graphic Journalism, quanti autori sarebbero capaci di vivere in prima persona traumi come la segregazione o l’abuso sessuale? È quasi insostenibile la lettura di “Il colpo dello scarafaggio” – questo, il titolo originale del fumetto scritto e disegnato dall’autrice argentina Gato Fernandez. Il ritratto di famiglia in un inferno che, come da inveterata tradizione del realismo magico, traduce vissuti troppo orribili da riprodurre direttamente su carta in metafore visive ora scioccanti, ora drammatiche, ora velate d’ironia. Come nell’indimenticabile “Eternauta” di Oesterheld e Solano Lopez, nel libro l’orrore s’incarna in un gigantesco insetto: come a dire che la violenza, la prevaricazione, l’abuso sono compiutamente rappresentabili solo attraverso il linguaggio degli archetipi. Ma come confessa l’autrice nella postfazione che conclude il volume, “il bisogno di parlare ad alta voce è ancora più forte di tutti i mostri, quelli che mi alitano sempre sul collo».