“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

“American born Chinese”, Gene Luen Yang, Tunué, 2022, 240 pagine a colori, cartonato, € 19,00

Tre storie avanzano parallele e scollegate per tutto il graphic novel, fino al sorprendente intreccio finale. La prima vicenda è ispirata a Il Viaggio in Occidente, un classico della letteratura cinese che narra la vita di Sun Wukong, personaggio familiare a noi occidentali grazie al Goku di Dragon Ball. In American Born Chinese, il Re Scimmiotto è un sovrano rispettato dai suoi sudditi e padrone delle arti del Kung Fu, ma deriso e discriminato dalle altre divinità a causa della sua natura scimmiesca. Punito dal creatore di tutte le cose per essersi ribellato, sarà sigillato sotto una montagna per l’eternità. Riuscirà a liberarsi e portare a compimento il proprio destino, diventando un eroe?

Anche Jin Wang, bambino americano di origine cinese, si trova ad affrontare una situazione difficile quando si trasferisce con la famiglia dalla Chinatown di San Francisco a una comunità prevalentemente bianca. Vittime di discriminazione razziale sono anche i suoi amici Wei-Chen Sun e Suzy Nakamura, che Jin alla fine rinnegherà – insieme alle sue origini asiatiche – per poter realizzare il suo sogno di vivere finalmente come un vero americano. Ma qual è il prezzo da pagare se si rinuncia alla propria natura?

Danny, al contrario, è il ragazzo che Jin ha sempre sognato di essere: tratti tipicamente caucasici, ben integrato a scuola, gioca nella squadra di pallacanestro e corteggia una bella ragazza bianca. Il suo unico problema è suo cugino cinese, Chin-Kee, che incarna tutti i peggiori stereotipi orientalisti e ogni anno lo viene a trovare costringendolo a cambiare scuola per l’imbarazzo. Ma come mai la sua presenza lo mette così in crisi?

Tutte queste domande apparentemente scollegate ruotano intorno al tema della trasformazione e dell’accettazione di sé stessi, risolto brillantemente nell’ultimo capitolo con lo svelamento delle vere identità di Danny, Chin-Kee e Wei-Chen-Sun. L’insegnamento del fumetto si può riassumere nella massima di saggezza del Re Scimmiotto, tornato vittorioso dalla sua missione in Occidente: «Sai, Jin, mi sarei risparmiato cinquecento anni di prigionia sotto una montagna di rocce se solo avessi capito quanto era bello essere una scimmia».

Per quanto riguarda la tecnica narrativa, sono da menzionare i capitoli dedicati a Chin-Kee, in cui l’impostazione da sit-com – con tanto di applausi e risate del pubblico in sottofondo – sottolinea la visione miope e stereotipata della minoranza etnica asiatica da parte della cultura pop occidentale.

American Born Chinese ha vinto l’Eisner Award nel 2007 nella categoria Best Graphic Album – New, è stato il primo fumetto a essere nominato per un National Book Award e a vincere il Printz Award dell’American Library Association. Pubblicato nel 2006 negli Stati Uniti e portato in Italia per la prima volta da Guanda, è stato riproposto da Tunué in occasione dell’uscita della serie Tv nel 2023 per Disney/Pixar.

“Colori invisibili”, Sabrina Gabrielli, Tunué, 2022, 248 pagine a colori, cartonato, € 21

“Colori invisibili”, Sabrina Gabrielli, Tunué, 2022, 248 pagine a colori, cartonato, € 21

Dopo una lunga giornata in smart working, Leila decide di ordinare una pizza d’asporto, solo che il fattorino delle consegne le appare completamente arancione. Un fatto strano già di per sé, ma ancor di più sapendo che sono quasi due anni che Leila non vede più i colori. O meglio, li vede, ma il suo cervello, affetto da acromatopsia cerebrale in seguito a un trauma, non è più in grado di processarli, per cui le restituisce un mondo in scala di grigi. Sconvolta da questa apparizione, insieme all’inseparabile amica Saf, Leila va alla ricerca dei colori perduti. Tra speranze e delusioni, sogni sinestetici e concerti rock, visite dal neurologo e radicali cambi di pettinatura, Leila accetta di rinunciare al microchip che le permette di percepire le variazioni di tonalità calde e fredde, e abbracciare la sua nuova vita. In questo percorso infatti conosce Luca – il fattorino – e il suo gruppo amici, trova l’amore (e ritrova quello per sé stessa), e scopre che quei colori per lei invisibili da qualche parte se li porta dentro. Può continuare a essere un’artista, se è quello che desidera; a lei la scelta.

Dal punto di vista grafico, l’opera di Gabrielli ruota ovviamente attorno all’uso del colore, che di volta in volta dà vita a mondi diversi: colorato per Saf, Luca e gli altri amici; seppia per Leila col microchip; in scala di grigi prima e dopo l’impianto; sgargiante e spiraleggiante – un misto tra Van Gogh e Gaudì – durante i deliri sinestetici della ragazza. Questi mondi si intrecciano e convivono, come nella bella scena ambientata in una corsia di supermercato, che giustappone le diverse prospettive spaziali e cromatiche di Luca e Leila. Quello che questa storia ci ricorda, però, è che il colore è anche e soprattutto emozione, e dà gusto alla vita.

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

“Ted: un tipo strano”, Émilie Gleason, Canicola, 2020, 128 pagine a colori, brossura, 18€

Ted è un ragazzo di 26 anni che vive a Parigi e ama la sua routine: alzarsi, vestirsi, andare al lavoro in biblioteca, pranzare sempre con un triplo cheese bacon maionese extra con patatine e coca, tornare a casa, guardare la Tv, svestirsi e andare a letto. Un giorno, però, la linea 4 della metropolitana è chiusa per lavori e questo imprevisto lo porta a fare una serie di incontri che gli sconvolgono la vita: una corista settantatreenne di cui si innamora, una sex worker che gli fa conoscere l’orgasmo, l’ex bullo della scuola. Sopraffatto da tutte queste nuove esperienze, Ted si prende una settimana di ferie per andare a trovare la sua famiglia, ma il rapporto con mamma, papà, sorella e cane è sempre complicato e le sue stranezze a volte diventano insostenibili per chi gli sta vicino. In un susseguirsi incalzante di eventi sempre più assurdi, che mettono in luce l’assurda pretesa delle persone “normali” di inquadrare quelle neurodivergenti e pretendere che si adattino al loro modo di vivere e vedere la realtà, giungeremo all’annunciata tragedia finale. Si poteva evitare? Non sarebbe bastato, come dice Ted, smetterla di obbligarlo a curarsi per il suo presunto star male e chiedergli veramente come stava?

Vincitore del Prix Révélation al Festival di Angoulême (2019) e del Prix BD Zoom di Ginevra, Ted: un tipo strano è liberamente ispirato al fratello dell’autrice, affetto da un disturbo dello spettro autistico (un tempo definito Sindrome di Asperger). Questo graphic novel molto colorato, dallo stile ibrido tra naif e pop, mostra senza sconti la fatica e le difficoltà dei caregiver e soprattutto dà voce alla visione del mondo del protagonista, invitandoci a riflettere su quanto spazio la società conceda davvero all’ascolto e all’accoglienza – se non proprio alla comprensione – delle diversità.

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

“Cervello. Biografia a fumetti di un organo”, AA. VV., BeccoGiallo, 2025, 144 pag. a colori, brossura, €21,00

Quarta opera a fumetti patrocinata da Graphic Medicine Italia, Cervello pone al centro l’esperienza delle pazienti e dei pazienti, raccontando uno degli organi più complessi e affascinanti del corpo umano, cruciale per le funzioni cognitive, l’elaborazione sensoriale, il controllo motorio e la regolazione emotiva.

Riconosciuto fin dall’antichità come sede del pensiero e progressivamente divenuto oggetto di studi sempre più avanzati, il cervello occupa oggi una posizione centrale non soltanto nella ricerca biomedica, ma anche nell’immaginario culturale e sociale. Le patologie neurologiche rappresentano, inoltre, una delle principali cause di malattia e disabilità nel mondo, rendendo la conoscenza e la tutela della salute cerebrale una sfida sempre più rilevante.

Il volume nasce da un progetto interdisciplinare ideato da Veronica Moretti e Stefano Ratti, con il contributo di Francesca Bisulli, Sabina Cevoli, Pietro Cortelli, Enrico Franceschi, Elisa Giorgio e Luisa Sambati, e unisce medicina, sociologia e arte.
Attraverso il linguaggio potente e accessibile del fumetto, Cervello racconta non soltanto l’anatomia, le funzioni e le patologie di questo organo, ma soprattutto le storie autentiche delle persone che convivono con una malattia neurologica. Il libro prende forma a partire da interviste a pazienti affetti da diverse patologie, tra cui malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, emicrania, epilessia, tumori cerebrali e malattie genetiche.

Accanto alla prospettiva biomedica, ogni storia porta così in primo piano la rottura biografica determinata dalla malattia e il suo impatto sulla quotidianità, sulle relazioni, sulla famiglia e, più in generale, sul mondo sociale della persona coinvolta. Il cervello viene raccontato non soltanto come oggetto della medicina e delle neuroscienze, ma come parte essenziale dell’identità e dell’esperienza individuale.

Grazie alla supervisione di un comitato scientifico, le pagine illustrate accompagnano il lettore alla scoperta delle normali funzioni cerebrali, delle principali patologie neurologiche, dei percorsi diagnostici e terapeutici, intrecciando conoscenza scientifica e vissuto personale. Ne emerge un racconto corale capace di avvicinare il pubblico a temi complessi, talvolta poco conosciuti o ancora circondati da tabù, favorendo al tempo stesso empatia e comprensione reciproca tra pazienti, familiari, caregiver e professionisti della salute.

Cervello è una nuova tappa della collana Graphic Anatomy, progetto che mette in relazione l’anatomia umana con la forza narrativa del fumetto per esplorare insieme la complessità del corpo e quella delle esperienze personali legate alla malattia. Una sorta di dissezione anatomica e biografica nella quale la conoscenza dell’organo procede parallelamente alla conoscenza delle persone e delle loro storie.

“Questo libro dedicato al cervello racconta l’esperienza dei pazienti e dei loro familiari per avvicinare i lettori a temi complessi, spesso sconosciuti o circondati da tabù”.
Realizzato in collaborazione con Graphic Medicine Italia, Società Italiana di Neurologia, Associazione LeucoDistrofia Autosomica Dominante, MNESYS Partenariato per la ricerca Neuroscientifica e Neurofarmacologica, One Health Foundation e ADLD Center.

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

“Violante”, Elena Triolo, Il Castoro, 2026, 192 pagine a colori, brossura, €15,50

Gambe su, testa giù. È l’ansia il tema portante di questo romanzo grafico allo stesso tempo essenziale e densissimo che racconta il complesso coming of age della giovane protagonista attraverso il mix di azioni e reazioni che fanno dei tredici anni di ragazze e ragazzi un vero e proprio “rito di passaggio” scandito da esperienze fortissime e non sempre pienamente governabili.
Scriveva Daniel J. Siegel nel suo fondamentale La mente adolescente che questa fase della vita non è “soltanto” un periodo di ormoni impazziti in cui ogni figlio diventa una mina vagante sempre pronta a esplodere o un grattacapo da affrontare dando fondo a tutta la pazienza possibile: attraverso la neurobiologia interpersonale, Siegel dimostra che si tratta di una fase fondamentale di vitale evoluzione, coraggio e creatività, necessaria per la sopravvivenza della specie umana, un cantiere aperto verso la vita adulta.
Elena Triolo, classe 1998 e un bel curriculum come illustratrice e fumettista sembra prendere le mosse dalle acute analisi di Siegel per tradurle in un fumetto agile, piacevole e istruttivo, un vero e proprio viaggio nella meraviglia e nel disagio con cui molti giovanissimi affrontano la crescita. Il mostro di fine livello in Violante è l’ansia che fa della vita di una studentessa tra medie e liceo un vero ottovolante di salite e discese rapidissime tormentate dalla distanza tra le proprie aspirazioni e la realtà. Triolo affronta il tema delle crisi che mandano in crash la quotidianità della protagonista con delicatezza di pensiero e di segno, senza indulgere in inutili pietismi né indorare la pillola, ma sottolinenando che la strada della redenzione non può che passare attraverso una presa di coscienza delle proprie difficoltà e un opportuno momento di introspezione terapeutica. Una lettura utile per genitori e figli.

“Ladra”, Lucie Bryon, Bao Publishing, 2023, 208 pagine a colori, brossura, €23.

“Ladra”, Lucie Bryon, Bao Publishing, 2023, 208 pagine a colori, brossura, €23.

Dopo una festa, Ella si sveglia con un enorme vuoto di memoria. Com’è tornata a casa? Ma soprattutto: da dove vengono tutti gli oggetti costosi che la circondano? Come se non bastasse, è venuta a trovarla Madeleine, la sua crush segreta, per verificare che si sia ripresa dalla sbronza della sera prima. Chissà cosa succederebbe se scoprisse che è una ladra… Deve assolutamente escogitare un modo per restituire il maltolto senza farsi scoprire. Quando però il suo piano va a rotoli, una rivelazione totalmente inaspettata da parte di Madeleine mette la neonata coppia di fronte a una piccola sfida: restituire tutti gli oggetti sottratti nel tempo prima dell’esame di maturità, senza farsi scoprire da nessuno, nemmeno da Leslie, amica del cuore di Ella.

Il graphic novel di Bryon ci accompagna in questa avventura, tenera e coinvolgente, mentre i mesi passano veloci tra lo sbocciare di un amore, bugie e risentimenti tra amiche e le ripetizioni disperate nella speranza di recuperare i brutti voti. La fine dell’età dell’innocenza diventa allora l’occasione per scavare dentro di sé e superare i traumi del passato, scoprendo di avere accanto persone di cui ci possiamo fidare, che ci amano per quello che siamo davvero. Anche se non siamo figlie perfette, amiche impeccabili, donne di classe. Anche se siamo cleptomani.
Il tratto rotondo e i colori delicati che animano la pagine in bi o tricromia accompagnano questo vivace racconto di vita quotidiana, mentre la struttura della tavola, piuttosto libera e ariosa, si adatta perfettamente alle emozioni dei personaggi e delinea con precisione atmosfere e ambienti.

“Nodi”, Fiamma, Bao Publishing, 2025, 208 pp. in b/n, brossura, €22.

“Nodi”, Fiamma, Bao Publishing, 2025, 208 pp. in b/n, brossura, €22.

C’è un momento, nella vita, in cui i nodi vengono al pettine. Il nodo di Fiamma si chiama Brigitta, e ora siede alla sua tavola insieme alla sua bisbetica gatta Vanda, decisa ad aiutarla nella disperata ricerca del modo per liberarsi dell’ospite inattesa. In loro soccorso accorrono la zia e gli amici, e si comincia a indagare. Tutto sembra cominciato durante la pandemia, con i lockdown e il pesante strascico di conseguenze sulla salute mentale delle persone, Fiamma inclusa. Ma è proprio così? Non è forse tutto cominciato ventidue anni prima, in un triste giorno di marzo, quando nella vita della piccola Fiamma qualcosa per la prima volta si è spezzato – aggrovigliandosi – e tutti i suoi sogni sono stati spazzati via?
Quindi è deciso: è giunta l’ora di aprire l’archivio del rimosso e guardarci dentro. Accompagnata da Vanda e Brigitta, tra qualche resistenza e molti scivoloni, Fiamma intraprende un viaggio nel suo inconscio. Il risultato? Lo teniamo fra le mani: un graphic novel profondamente triste e al tempo stesso esilarante, che affronta un argomento dolorosissimo con un ritmo incalzante, una vivacità linguistica accentuata dall’uso della parlata “de romanord” e un coacervo di stili che si integrano alla perfezione, in un plurilinguismo grafico. La narrazione scorre veloce, poetica e ironica, perché come dice l’autrice: «Se non si ride – soprattutto di sé stessi – non è la mia rivoluzione».
Fiamma è architetta e ricercatrice, al suo esordio come autrice completa di graphic novel. Ha cominciato a disegnare fumetti durante la pandemia, riscrivendo in forma illustrata la sua tesi di dottorato sul dispositivo dei campi profughi (Io non sono qui, Vita Nostra Edizioni, 2023).

“Hinterhof: la mia vita da mistress”, Mikkel Sommer e Anna Rakhmanko, Fandango Libri, 2023, 144 pp. a colori, brossura, € 18.

“Hinterhof: la mia vita da mistress”, Mikkel Sommer e Anna Rakhmanko, Fandango Libri, 2023, 144 pp. a colori, brossura, € 18.

La giornata tipo di Dasa Hink non differisce molto dalle nostre: si sveglia, dedica un po’ di tempo alla meditazione, fa le coccole al gatto, beve un caffè, controlla le e-mail e poi si mette al lavoro. Dasa vive in Germania ed è una libera professionista. A differenza nostra però, Dasa fa un lavoro che tuttora viene spesso guardato con sospetto: è una sex-worker.
Hinterhof nasce come “ritratto-intervista”, e noi, proprio come i due autori, entriamo nella vita quotidiana di Dasa e le stiamo a fianco mentre prende la metro, cucina, si prepara per una sessione, e nel frattempo lei si apre raccontandoci la sua storia e confidandoci le sue riflessioni e i suoi pensieri più intimi. Scopriamo che, prima di trasferirsi a Berlino per abbracciare uno stile di vita che rispondesse ai suoi bisogni, era monogama e viveva un’esistenza tranquilla con il suo compagno in un piccolo paesino olandese. Ma Dasa desiderava di più, voleva divertirsi ed emanciparsi, provare a lavorare con le arti performative e con la musica, e quell’esistenza le stava stretta. Così ha preso coraggio e ha mollato tutto per costruirsi una vita più a sua misura, scoprendo che fare la dominatrice le piace, le permette di fare cose sempre nuove, dare sfogo alla propria energia e creatività ed entrare in contatto con moltissime persone diverse, ognuna con la sua storia da raccontare e con il suo bisogno di essere ascoltata con rispetto.
Hinterhof ci porta alla scoperta di queste storie e del mondo della sessualità BDSM, affrontando l’argomento con estrema naturalezza e in modo delicato, come i colori che animano le pagine del racconto di Dasa e dei suoi clienti. Non manca però di trattare anche temi molto concreti, come l’importanza di garantirsi un’indipendenza economica o la discriminazione, persino da parte di famiglia e amici. Ma parlarne è uno dei modi per far uscire questa professione allo scoperto, senza lasciarla relegata in quel cortile sul retro richiamato dal titolo.
Mikkel Sommer è un giovane illustratore danese; dopo aver pubblicato qualche breve fumetto per Nobrow, ha illustrato sia libri per l’infanzia sia alcuni graphic novel, tra cui De gale (Høst & Søn, 2012) e Burn out (Casterman, 2014), prima di iniziare a collaborare stabilmente con Anna.
Anna Rakhmanko è una giovane giornalista e fotografa freelance originaria della Siberia, oltre che autrice di alcuni graphic novel documentaristici illustrati da Mikkel, come Strannik (Rotopol, 2019) e Vasja, dein Opa (Rotopol, 2021).

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

Marisol è in agitazione: sua sorella Nico l’ha invitata ad andare in palestra e lei spera che possano finalmente passare un po’ di tempo insieme, cosa che accade raramente. Marisol infatti non ama frequentare posti pieni di corpi che le ricordano continuamente che il suo non è conforme. In altre parole: è grassa. E ne soffre, anche se lo nasconde. Ma la sua coinquilina e cara amica Livia sa bene che quando si chiude in bagno con la musica a tutto volume è per coprire il rumore dei conati che si procura cacciandosi le dita in gola. Nico invece è in forma smagliante, ossessionata com’è dalla dieta e dall’allenamento.
Come previsto, l’appuntamento si rivela un flop, e Marisol è molto delusa dal comportamento di Nico, senonché a un certo punto sua sorella cade dal tapis roulant e batte la testa… e la storia prende una piega inaspettata. Proiettata in un universo parallelo, in cui essere magri è una vergogna e i nuovi idoli sono cellulite, grassi saturi e junk food, sarà Nico a dover fare i conti con la discriminazione. Ma, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, nemmeno Marisol se la passa bene nel mondo alternativo, che le richiede comunque di non perdere nemmeno un etto ed essere sempre performante e perfetta secondo i canoni di questa società. Il ribaltamento di prospettiva porta alla luce una sofferenza comune ma non condivisa, che anzi separa e distrugge i legami. Il problema non è dunque solo il corpo grasso (o magro) ma tutto quanto risulta difforme rispetto agli standard. La vergogna del fallimento isola, solo l’amicizia, l’empatia e la sorellanza possono liberare i corpi e le persone che li abitano dai giudizi e dalle costrizioni, e restituirli alla dimensione degli affetti sinceri, della cura e degli abbracci che tuttə si meritano, indipendentemente dalla taglia.
Conforme fa riflettere – in modo leggero ma non banale – su quanto gli eccessi, sia da un lato che dall’altro, possano essere nocivi, e anche sulla responsabilità che la società gioca nell’alimentare comportamenti estremi. Perché, come ci ricorda Livia, «se anche la persona a mio parere più bella e conforme soffre delle mie stesse insicurezze… allora forse il problema è più grande».
laria Palleschi ha studiato Illustrazione e Animazione allo IED, ma dal 2018 si mette in gioco sperimentando anche il linguaggio del fumetto con il suo primo graphic novel Nina che disagio (Bao Publishing). In seguito collabora con Mondadori, illustrando la serie I Casi Impossibili di Zoe & Lu di Licia Troisi. Nel 2025 ha pubblicato Nereidi (Il Castoro), una storia sul coraggio di ribellarsi a una società femminicida.

“Piena di niente”, Alessia di Giovanni e Darkam, BeccoGiallo, 2015, 144 pagine a colori, brossura, € 15

“Piena di niente”, Alessia di Giovanni e Darkam, BeccoGiallo, 2015, 144 pagine a colori, brossura, € 15

«Questo graphic novel nasce da una disperata ricerca a stretto contatto con le persone, con la loro realtà, con le loro storie. Per cercare di conoscerle, prima di raccontarle». Sono racconti veri. Sono racconti crudi. Loveth, Giulia, Monica ed Elisa – per motivi diversi – vivono l’esperienza dell’aborto e si scontrano con le difficoltà burocratiche, l’omertà e i pregiudizi ancora presenti in Italia, che spesso constringono le donne a cercare aiuto all’estero (chi può permetterselo) o a ricorrere a pericolosissimi metodi clandestini. Sono racconti che dipingono una solitudine estrema, di ragazze giovanissime o donne mature che vengono abbandonate da chi le circonda e dovrebbe amarle e dalla società tutta: mariti, genitori, fidanzati, colleghi ma anche preti, operatori sanitari e attivisti pro-life interagiscono con loro quando va bene senza vederle, quando va male violentandole e giudicandole per le loro scelte, sia che desiderino tenere il frutto del loro grembo, sia che scelgano di non diventare madri, per questa volta almeno.
Loveth è una prostituta nigeriana, giunta in Italia clandestinamente dopo essere stata venduta da sua madre. Viene costretta a lavorare per ripagare il viaggio e mantenere i suoi fratelli, ma ora è incinta e desidera quel bambino con tutta sé stessa. I suoi sfruttatori, però, non sono d’accordo.
Giulia è un’infermiera del reparto di Ostetricia, frequenta un ambiente religioso bigotto e giudica le donne che abortiscono. Finché una gravidanza la fa vacillare: di figli ne ha già due, senza contare che suo marito è disoccupato da anni ed è lei a farsi carico di tutta la famiglia…
Monica è giovane e si innamora continuamente, ma da quando il padre ha abbandonato la famiglia ha imparato a non chiedere amore e affetto agli uomini. Si è convinta che diventare madre riempirà il suo vuoto per cui buca i preservativi per rimanere incinta, ma quando il ragazzo la rifiuta deve liberarsi delle conseguenze del suo gesto…
Elisa ha solo 17 anni e non è al suo primo aborto. La sua famiglia non lo sa, sembrano indifferenti alla sua vita e lei agisce di conseguenza. Solo che questa volta non si spiega la gravidanza: ricorda solo una serata col suo ragazzo e i suoi amici, tanto alcool e le loro attenzioni sempre più insistenti…
I racconti sono accompagnati da disegni ingarbugliati, espressionisti, violenti, a tratti onirici e deliranti, riempiti con colori scuri e grovigli di fili neri che gridano il dolore e la disperazione di queste donne senza voce, che anche quando trovano la forza di parlare non vengono ascoltate.
Darkam aka Eugenia Monti (disegni) ha studiato animazione a Urbino e fumetto a Bologna e Barcellona prima di stabilirsi definitivamente a Berlino, dove lavora come fumettista, tatuatrice e illustratrice freelance. Ha collaborato con varie riviste e fanzines, e tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Mozziconi (Edizioni del Vento, 2009), Il paese del silenzio (2010), I sarti del sonno (Blu Gallery, 2015) e Fil rouge (E2/Sterput), Dietro agli occhi (Progetto Stigma/Eris Edizioni, 2022).
Alessia di Giovanni (testi) è stata sceneggiatrice, scrittrice, regista e videomaker. Alla fine degli anni Novanta ha confondato lo Studio CreativeComics e per anni ha curato la rubrica satirica di genere Porca Eva! su Radio Popolare. Da sempre interessata alle tematiche sociali, ha diretto il documentario Lavoratrici, che indaga le molestie sul luogo di lavoro, e ha sceneggiato il graphic novel Io so’ Carmela (Becco Giallo, 2013), con disegni di Monica Barengo, candidato nel 2014 al Premio Micheluzzi come miglior fumetto italiano.