“P. La mia adolescenza trans”, Fumettibrutti, Feltrinelli, 2019, 208 pagine a colori, brossura, € 18,00
Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, racconta come ha vissuto la sua adolescenza in una città del Sud Italia nei primi anni Duemila. Il rapporto con la famiglia, le giornate trascorse sui banchi, nascondersi in bagno a fumare, le proteste studentesche, le serate in discoteca, i pomeriggi in compagnia delle amicizie di sempre – tra chiacchiere e shopping –, le prime storie con i ragazzi e la scoperta della sessualità,… tutto ciò non è molto diverso dal vissuto di molti e molte di noi. Se non fosse che Yole, che all’epoca si chiamava ancora P., soffre di disforia di genere. Il rapporto conflittuale con il proprio corpo e la propria identità è messo subito al centro della storia: “Non mi piaccio. Ma faccio di tutto per attirare l’attenzione. […] Alla gente non importa nulla della mia sensibilità o intelligenza. È il mio corpo a catturare il loro interesse. E io glielo offro in pasto. Lo esibisco”. P. è minorenne ma falsifica la sua età per aprire un profilo su una chat di incontri con il nick “La ragazza della porta accanto”, e la sessualità che conosce – ritratta con un’onestà brutale – è spesso abusante e vissuta senza serenità, un modo per riempire il tempo e il vuoto che sente dentro e che arriva quasi al punto di inghiottirlo. Con il supporto della famiglia e delle amicizie più care, P. decide allora di intraprendere un percorso di transizione, per non doversi sentire mai più “un giocattolo rotto”, una donna mancata. La seconda parte del romanzo grafico ci offre uno spaccato sull’iter giuridico e sanitario a cui vengono sottoposte le persone con disforia di genere che vogliano cambiare sesso; un percorso fortemente medicalizzato che, nelle parole di uno dei dottori, le costringe a dover ottenere “un invisibile consenso da parte di coloro che vivono nel sistema binario maschio-femmina”. Così, tra una seduta dalla psicologa e una visita dall’endocrinologo, Yole prende la maturità, si lascia crescere i capelli, si iscrive in accademia, le crescono le tette, chiude una relazione tossica e si innamora di un ragazzo. Il futuro, per questa giovane donna, è ancora tutto da scrivere. I colori scelti da Fumettibrutti per questo diario intimo – giallo acceso quasi acido per il presente e viola carico e deciso per il passato – accompagnati dalle chine, accentuano ancora di più l’intensità a tratti straziante del racconto. La mia adolescenza trans è il secondo capitolo della cosiddetta Trilogia esplicita”, preceduto da Romanzo esplicito e seguito da Anestesia; dal 2023 è anche disponibile un volume che raccoglie tutti gli episodi in formato tascabile.










