Graphic Medicine Italia a Monza

Graphic Medicine Italia a Monza

Il 13 dicembre, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza, si è tenuto “il Corso di formazione in Graphic Medicine”, un viaggio tra arte, medicina e narrazione. Grazie alla collaborazione con Gianguido Villani, diversi professionisti sanitari, studenti e curiosi si sono ritrovati nella Sala Convegni “Cesare Sabbadini” per conoscere la Graphic Medicine.
Il seminario tenuto da Veronica Moretti e Stefano Ratti dell’università di Bologna ha aperto la giornata di formazione, illustrando le attività e i traguardi dell’associazione Graphic Medicine Italia e le nuove scoperte riguardanti la Graphic Medicine, da un punto di vista sociologico, medico e artistico. In un secondo momento, Martina Follador ha condotto un laboratorio pratico sul fumetto, definendo alcuni concetti tecnici e guidando i presenti nella realizzazione di uno storyboard.Al termine delle presentazioni, è stato possibile partecipare ad una mostra, curata da Martina Follador e Gianguido Villani e allestita all’interno delle aule dell’Ordine. Sono state esposte tavole tratte da opere di Graphic Medicine, coinvolgendo tematiche che spaziavano dalla disabilità alla donazione del corpo, dalla PMA alle patologie oncologiche e renali.
Infine, per l’occasione, l’AIC Lombardia APS ha organizzato un banchetto informativo, con la possibilità di visionare il fumetto sulla celiachia “Manuale di sopravvivenza per celiaci”.
Siamo felici della calorosa partecipazione e di questo nuovo traguardo, nella speranza di collaborare nuovamente in un prossimo futuro con l’Ordine dei Medici di Monza.
Sotto, la locandina realizzata da Martina Follador.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

Marisol è in agitazione: sua sorella Nico l’ha invitata ad andare in palestra e lei spera che possano finalmente passare un po’ di tempo insieme, cosa che accade raramente. Marisol infatti non ama frequentare posti pieni di corpi che le ricordano continuamente che il suo non è conforme. In altre parole: è grassa. E ne soffre, anche se lo nasconde. Ma la sua coinquilina e cara amica Livia sa bene che quando si chiude in bagno con la musica a tutto volume è per coprire il rumore dei conati che si procura cacciandosi le dita in gola. Nico invece è in forma smagliante, ossessionata com’è dalla dieta e dall’allenamento.
Come previsto, l’appuntamento si rivela un flop, e Marisol è molto delusa dal comportamento di Nico, senonché a un certo punto sua sorella cade dal tapis roulant e batte la testa… e la storia prende una piega inaspettata. Proiettata in un universo parallelo, in cui essere magri è una vergogna e i nuovi idoli sono cellulite, grassi saturi e junk food, sarà Nico a dover fare i conti con la discriminazione. Ma, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, nemmeno Marisol se la passa bene nel mondo alternativo, che le richiede comunque di non perdere nemmeno un etto ed essere sempre performante e perfetta secondo i canoni di questa società. Il ribaltamento di prospettiva porta alla luce una sofferenza comune ma non condivisa, che anzi separa e distrugge i legami. Il problema non è dunque solo il corpo grasso (o magro) ma tutto quanto risulta difforme rispetto agli standard. La vergogna del fallimento isola, solo l’amicizia, l’empatia e la sorellanza possono liberare i corpi e le persone che li abitano dai giudizi e dalle costrizioni, e restituirli alla dimensione degli affetti sinceri, della cura e degli abbracci che tuttə si meritano, indipendentemente dalla taglia.
Conforme fa riflettere – in modo leggero ma non banale – su quanto gli eccessi, sia da un lato che dall’altro, possano essere nocivi, e anche sulla responsabilità che la società gioca nell’alimentare comportamenti estremi. Perché, come ci ricorda Livia, «se anche la persona a mio parere più bella e conforme soffre delle mie stesse insicurezze… allora forse il problema è più grande».
laria Palleschi ha studiato Illustrazione e Animazione allo IED, ma dal 2018 si mette in gioco sperimentando anche il linguaggio del fumetto con il suo primo graphic novel Nina che disagio (Bao Publishing). In seguito collabora con Mondadori, illustrando la serie I Casi Impossibili di Zoe & Lu di Licia Troisi. Nel 2025 ha pubblicato Nereidi (Il Castoro), una storia sul coraggio di ribellarsi a una società femminicida.

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Fine anno, tempo di bilanci.
Quello di Graphic Medicine Italia anche quest’anno può dirsi nettamente positivo: l’associazione è cresciuta, con tanti nuovi soci, e guarda al prossimo anno con grande ottimismo. Ci aspettano nuove letture, un sito sempre più ricco e aggiornato e nuove iniziative destinate a culminare nel 2027 nella prima Conferenza Internazionale di Graphic Medicine mai svolta in italia. Ma per mettere a terra tutto questo, occorre il sostegno di tutti i soci vecchi e nuovi…
Perché sia tanto importante entrare a far parte del nostro gruppo di ricercatori, storyteller e cultori del linguaggio delle “nuvolette” lo spieghiamo in dettaglio qui. Ma anche senza associarsi è possibile sostenere l’Associazione Graphic Medicine Italia con una donazione: anche con una cifra minima, si può dare un sostegno fondamentale per tutti i volontari che si impegnano ogni giorno per fare divulgazione sugli incroci virtuosi tra strisce e salute. Ottimi spunti per un “pensiero di Natale” alternativo all’insegna della cultura, della voglia di fare e della consapevolezza.

“Collocarlo” è © Walter Leoni 2025

Graphic Medicine Italia e Medicina Gráfica España: summit a Saragozza

Graphic Medicine Italia e Medicina Gráfica España: summit a Saragozza

Il recente Congresso di Medicina Gráfica Spagnola ha rappresentato un momento di grande energia, partecipazione e scambio internazionale, confermando la maturità e la forza crescente di questo ambito che unisce arte, narrazione visiva e salute. L’evento, organizzato con grande cura dal comitato presieduto da Rafael Marrón e Marina Peix, insieme ad Antonio Miguel Cano, Juan Carlos Claro, José Luis de la Fuente, Mónica Lalanda, Eugenia García Amor, Alejandro Martínez, Silvia Sánchez-Arévalo e Daniel Sender, ha riunito professionisti della sanità, illustratori/trici, autori/trici e ricercatori/trici provenienti da tutta la Spagna e da diversi paesi del mondo, tra cui Italia, Cile, Messico ed Ecuador, testimoniando una comunità viva e in espansione.
Fin dall’apertura si è respirata un’atmosfera intima e creativa. La mattinata inaugurale, dedicata all’accoglienza e all’allestimento delle mostre e dei poster, ha dato il tono di un congresso solo accademico, ma profondamente esperienziale e visivo.
L’introduzione di Rafa Marrón e Fernando Abadía con il progetto Mi Cuaderno ha aperto i lavori riflettendo sul disegno come strumento di ascolto e consapevolezza. Subito dopo, la charla inaugural di Bea Lema, autrice del pluripremiato El cuerpo de Cristo, ha emozionato il pubblico con una narrazione intensa sul valore del fumetto come linguaggio per esplorare la malattia, la spiritualità e la resilienza.

Il logo della manifestazione


Un congresso interdisciplinare e all’avanguardia
Il programma, denso e ben articolato, ha alternato tavole rotonde, comunicazioni orali, workshop pratici e incontri con autori, costruendo un dialogo costante tra medicina, arte e narrazione. C’è stato persino spazio per delle “battaglie a colpi di matita”, in cui diverse persone si sono sfidate con sfide visuali!
Tra i momenti più apprezzati, la tavola con Mónica Lalanda, Pablo Rodríguez Coca e Carlos Armiñanzas, moderata da José Luis de la Fuente, ha mostrato quanto la medicina grafica sia ormai parte integrante dei percorsi formativi e clinici in Spagna, dove fumetti e illustrazioni vengono impiegati come strumenti concreti di cura, educazione e comunicazione.
Le comunicazioni orali hanno presentato progetti di grande interesse, spaziando dall’uso dell’immagine per spiegare l’ansia e il dolore cronico a esperienze sulla prevenzione del delirium e sull’obesità infantile, fino a progetti legati all’Alzheimer e alla leucemia.
Molto rilevante anche la presenza di autori provenienti dal Centro e Sud America, che hanno mostrato il valore della medicina grafica come strumento di inclusione, empowerment e giustizia sanitaria.
Tra gli interventi più toccanti, il talk di Jorge Armiñanzas, “Valoración cómics desde el autismo”, ha rappresentato uno dei momenti simbolo del congresso: per la prima volta, una persona nello spettro autistico ha raccontato in prima persona il proprio rapporto con il fumetto come mezzo di espressione e connessione, offrendo un punto di vista diretto, potente e autentico.

Italia-Spagna: la rivincita della Graphic Medicine

Tallers e innovazione
Grande successo anche per i workshop tematici, che hanno permesso ai partecipanti di sperimentare il linguaggio della medicina grafica in modo pratico e creativo.
L’atmosfera conviviale e collettiva ha raggiunto il suo apice con la vivace “batalla de dibujantes”, una jam session grafica aperta a tutti i partecipanti, e con la mostra “Tiembla” di Ramón Ricart, una riflessione artistica sulla fragilità e la forza del corpo umano.

L’evoluzione della Medicina Gráfica in Spagna
Ciò che ha colpito maggiormente la delegazione di Graphic Medicine Italia è stato l’altissimo livello di sviluppo e applicazione della Medicina Gráfica in Spagna.
Le esperienze presentate hanno mostrato come il disegno e la narrazione visiva siano ormai pienamente integrati nei percorsi medico-sanitari, psicologici e formativi, non solo come strumenti comunicativi, ma come veri dispositivi terapeutici e pedagogici.
Accanto ai fumetti e alle illustrazioni, si sono visti videogiochi, cartoni animati e prodotti audiovisivi ispirati alla graphic medicine, utilizzati in programmi di promozione della salute, educazione sanitaria e supporto psicologico.
Queste esperienze dimostrano una straordinaria maturità creativa e tecnologica, che colloca la comunità spagnola tra le più avanzate al mondo nella pratica e nella ricerca in medicina grafica.

Alcuni lavori in mostra

Conclusioni e prospettive comuni
La cerimonia di chiusura, presieduta da Antonio Cano e Marina Peix, ha salutato i partecipanti con entusiasmo e riconoscenza, premiando i migliori progetti e ribadendo la volontà di continuare a costruire una rete di collaborazione internazionale.
Per Graphic Medicine Italia, la partecipazione è stata un’esperienza preziosa, fonte di ispirazione e di nuovi legami. L’accoglienza calorosa e l’apertura alla collaborazione hanno reso possibile l’avvio di una sinergia stabile tra l’associazione italiana e quella spagnola, con numerosi progetti condivisi in via di sviluppo, tra cui iniziative di ricerca, formazione e produzione artistica congiunta.
Il congresso ha dimostrato con forza che la medicina grafica è oggi un linguaggio globale, capace di unire scienza e umanità, tecnologia e narrazione.
Un linguaggio che ci invita, sempre, a guardare la cura con occhi nuovi — più empatici, più visivi, più umani.

 

Corpi rifrangenti, abilismo e fumetto: reportage dal DFF di Torino

Corpi rifrangenti, abilismo e fumetto: reportage dal DFF di Torino

Dal 10 al 12 ottobre 2025, A Torino, si è tenuta la terza edizione del Disability Film Festival, organizzata dall’Associazione Volonwrite, con il patrocinio del Comune e dell’Università degli Studi di Torino. Il festival promuove una narrazione sulla disabilità incentrata sui diritti e su un approccio sociale alle non conformità fisiche e mentali, intese come modi di essere non patologici, ma distanti dalla presunta “normalità”. Quella stessa “normalità” che è alla base dell’abilismo, perché postula l’esistenza di corpi e menti standard, abili e normotipici, considerati pienamente umani. Corpi e menti disabili e neurodivergenti sono rifrangenti proprio perché riflettono come un prisma presupposti sulla normalità spesso dati per scontati, sfidandoli e disattendendo le aspettative sociali. Quando sono attraversati dal nostro sguardo, però, quei corpi e quelle menti non conformi ne deviano l’andamento, come il concetto di rifrazione – mutuato dalla fisica – suggerisce. Proiezioni, talk, concerti e laboratori hanno accompagnato le partecipanti e i partecipanti a decostruire idee stereotipate sulla disabilità e a sostituirle con rappresentazioni basate sul punto di vista e sulle esperienze di chi ne è abitato. Il festival nasce come un’iniziativa dal basso che unisce, nell’ideazione e nell’organizzazione delle attività, le prospettive di attivisti, ricercatori, operatori e membri delle associazioni che si occupano di disabilità sul territorio torinese, con un approccio partecipativo attento a scardinare narrazioni medicalizzanti e rapporti di potere.

Un momento della manifestazione

La novità di questa edizione del Festival è stata la sezione sul fumetto, curata dalla “nostra” Alice Scavarda e da Federico Stella, graphic designer e responsabile multimedia di Associazione Volonwrite. Il fumetto è un medium intrinsecamente legato al cinema, con il quale condivide parte della grammatica visiva – si pensi, ad esempio, alle inquadrature – e con cui spesso intrattiene rapporti privilegiati, come nel caso dei fumetti sui supereroi americani, che sono diventati produzioni cinematografiche di successo creando un genere a sé. Inoltre, il fumetto, come il cinema, ha la capacità di raccontare storie dal punto di vista dei protagonisti e di sfatare così pregiudizi e falsi miti, coinvolgendo il lettore (o lo spettatore) anche dal punto di vista emotivo.
Al fumetto è stato dedicato l’evento inaugurale del festival, venerdì 10 ottobre, la mostra ??????????̀ ? ???????: ??????? ?? ??? ??????????̀ ??? ?? ???????? curata da Alice Scavarda in collaborazione con Manfredi Toraldo della Scuola Internazionale di Comics di Genova. La mostra, finalizzata a mostrare le potenzialità del fumetto nel disvelare e mettere in discussione l’abilismo, è stata patrocinata da Graphic Medicine Italia. I curatori Alice Scavarda e Manfredi Toraldo hanno raccolto una selezione di opere di giovani fumettiste e fumettisti che hanno partecipato alla competizione: “Pazzi per il fumetto…” organizzata da Villa Iris II e dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino. I quattro lavori selezionati si differenziano non solo per lo stile grafico adottato, ma anche per i contenuti trattati, pur condividendo l’obiettivo di narrare corpi e menti non conformi all’interno di una prospettiva sociale e non prettamente medica, in linea con l’approccio interdisciplinare che caratterizza la Graphic Medicine. I temi affrontati sono la malattia cronica, la disabilità motoria, l’Alzheimer e la salute mentale, raccontati da chi ne è abitato, dalle persone che li circondano (amici, famigliari, figli, nipoti) e dagli operatori che incontrano nei contesti sanitari e socioassistenziali. Queste condizioni non sono né rappresentate come tragedie personali né come limiti da superare, ma come forme di differenza umana che spesso si scontrano con un contesto che pone numerose barriere alla piena partecipazione sociale.

Il panel sugli incroci tra fumetto e disabilità

Sabato 11 ottobre si è tenuto il talk: Abilismo e fumetto: opportunità e sfide, durante il quale Alice Scavarda e Federico Stella hanno dialogato con Manfredi Toraldo, Roberto Gagnor, sceneggiatore Disney e autore della collana di volumi a fumetti: “SMAgliante ADA” e Marina Cuollo, conduttrice, editorialista e autrice di “La disabilità spiegata ai bambini e alle bambine” edito da BeccoGiallo. Durante il talk si è discusso di quanto il fumetto consenta non solo di fare divulgazione scientifico-culturale sulla disabilità in modo inclusivo e accessibile, ma di quanto favorisca la creazione di collaborazioni tra diversi soggetti che si occupano di questo tema a vario titolo: non solo persone disabili e famigliari, ma anche associazioni e centri clinici. Il fumetto, inoltre, permette di raggiungere pubblici diversificati e di comunicare con i bambini e le bambine, creando una narrazione capace di rivolgersi anche agli adulti.
Al talk è seguito un workshop sullo stesso tema, tenuto da Manfredi Toraldo e Andrea Riccadonna, disegnatore e docente della Scuola Internazionale di Comics di Torino. Più di quaranta persone, armate di matite colorate e curiosità, hanno partecipato al laboratorio con l’obiettivo di riflettere sul tema dell’abilismo costruendo a gruppi lo storyboard di una storia a fumetti. Il workshop, a cui hanno partecipato più di quaranta persone, compresi studenti e studentesse, operatori e operatrici e genitori, ha aiutato a rendere visibili le barriere che le persone disabili e/o neurodivergenti incontrano nella loro vita quotidiana per poter svolgere attività apparentemente semplici, come attraversare la strada in presenza di una pozzanghera.
La sezione sul fumetto ha riscosso un ottimo successo di pubblico e sarà sicuramente riproposta all’interno dell’edizione futura del festival. A riprova che il fumetto è uno strumento capace di sensibilizzare su temi sociali e di diventare una potente cassa di risonanza per persone marginalizzate.

Spazio allo storytelling in un affollato workshop

“Fumetti senza frontiere” mercoledì 5 novembre a BASE Milano

“Fumetti senza frontiere” mercoledì 5 novembre a BASE Milano

È in programma mercoledì 5 novembre alle 19.00 presso lo spazio BASE Milano di via Bergognone, 34 la presentazione di Fumetti Senza Frontiere, il progetto dedicato al lavoro degli operatori dell’associazione Medici senza Frontiere realizzato dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Milano.
Alla presentazione saranno presenti il docente di Fumetto che ha coordinato il progetto, Pietro Scarnera, la direttrice della Scuola Giulia e gli studenti autori delle opere, oltre ad alcuni volontari MSF e al fumettista Renato Queirolo.
Sarà possibile acquistare in loco una copia del fumetto e l’intero ricavato, oltre a parte del guadagno del bar, verrà devoluto in beneficenza a MSF.

“Si torna sempre dove si è stati male” (Gallucci Balloon): intervista a Isotta Santinelli

“Si torna sempre dove si è stati male” (Gallucci Balloon): intervista a Isotta Santinelli

Un fumetto divertente ma allo stesso tempo non privo di gravitas, Si torna sempre dove si è stati male: il racconto in prima persona della tormentata ricerca di un equilibrio nel rapporto con amore, eros e sesso. Una carriera in ascesa nel mondo del fumetto indipendente. Parla Isotta Santinelli, sceneggiatrice e disegnatrice modenese e Presidente dell’associazione SlowComix esplosa ai tempi della Pandemia grazie alla sua parodia delle streghette Winx e oggi alle prese con traguardi sempre più ambiziosi.

28.000 follower su IG raggiunti con la tua parodia delle Winx… come è successo? E dato che alla fine hai fatto il giro cominciando a collaborare con Rainbow, in cosa consiste la tua collaborazione?

Sicuramente è stato cruciale il timing: quando ho iniziato a pubblicare le mie vignette, Rainbow ha iniziato a spingere le Winx sui social in occasione del 20° anniversario e in previsione del lancio del reboot, quindi ho avuto fortuna. L’altro fattore fondamentale penso sia il mio evidente affetto per quei personaggi, che porta chiunque da piccolo o piccola li abbia amati quanto me a ricordare quanto fosse bello giocare a inventarsi le proprie avventure del Winx Club. Con Rainbow ho disegnato un pack di sticker per Meta di cui sono molto contenta.

Da “Fritz il gatto” (1968), a “Omaha the Cat Dancer” (1985), c’è un lungo filo conduttore che mette insieme sesso e “furry animals”. Raccontaci come è nata l’idea di ricorrere a questo “topos” narrativo per raccontarti.

Volevo che il sesso risultasse solo una parte, sebbene importante, del tema principale che è la relazione con l’altro, ed è sempre difficilissimo per le autrici donne parlare di sesso senza che il discorso intero sia recepito come qualcosa di pornografico. Ho adottato gli animali antropomorfi, ma più ancora di quelli uno stile grafico sintetico e cartoon, per rischiare il meno possibile che ciò avvenisse, dando quanti meno appigli visivi riuscissi affinché il lettore non potesse ricondurre le esperienze sessuali che ho raccontato alla pornografia. C’è comunque gente che ce la fa, ovviamente.

Tra le influenze di “Si torna sempre…” mi pare di intravvedere in filigrana anche molte influenze contemporanee… penso a Davide La Rosa, Zero o FumettiBrutti… ci ho preso o dimentico qualcuno?

Prima di scrivere qualsiasi cosa mi rileggo sempre almeno un fumetto del Dr. Pira. Le altre ispirazioni fondamentali per il mio lavoro vengono dall’ambiente dell’autoproduzione: penso a Fumetti Sbagliati e alle Povere Puttane (Martina Sarritzu, Eliana Albertini, Giulia Cellino). Graficamente penso che Lewis Trondheim sia il mio punto di riferimento principale.

Tempo fa questo libro sarebbe caduto dritto dritto nella categoria “Self Therapy”… com’è nata l’idea di mettere su carta la tua “educazione sentimentale”? 

Credo che sia prezioso restituire le proprie esperienze al prossimo, senza nascondere di aver fatto schifo a propria volta. Si può smettere di fare schifo, poi si sta meglio.

Difficile scegliere il “target” cui dedicare il tuo volume, ma se potessi farlo a quale pubblico ti piacerebbe farlo arrivare in particolare?

Vorrei lo leggessero le giovani ragazze e ragazzi che potrebbero dover attraversare tutte le peripezie romantiche che ho passato io.

Se questo libro “racconta una generazione”, mi par di capire che si tratta di una generazione che in fatto di relazioni sentimentali tende più a specchiarsi nelle relazioni che a considerarle una strada verso una crescita comune…

Non sbagli! Penso siamo molto influenzati dalla narrazione dell’amore che è stata portata avanti fino all’altro ieri (lo è anche oggi, ma se ne sta parlando), in cui l’amore ti risolve. Vanno scardinati dei preconcetti profondamente radicati. cosa che in parte succede naturalmente invecchiando, ma se si affrontasse meglio il discorso si eviterebbe di stare tutti quanti così male così a lungo.

Come è nata l’idea di fare di questa storia un mix di generi, e con quale criterio hai scelto Fantascienza, western e body horror?

Non mi piaceva l’idea di proporre qualcosa di autobiografico e basta, volevo aggiungere una dimensione giocosa, non mi piace prendermi troppo sul serio (tendo a farlo). I generi narrativi li ho scelti in base alla persona con cui la protagonista interagiva in quel capitolo, a come mi ero sentita durante quella relazione.

Mamma uguale “padroncina” (e unico personaggio umano): qualche “strizza” particolarmente versato potrebbe scriverci un saggio su una roba tanto freudiana. Prove me wrong, direbbe qualcuno…

Mah, sì, è esattamente come sembra… Mia mamma è una “strizza”, tra l’altro.

Sempre a proposito di Body Horror, come ti è venuta l’idea degli amuleti maledetti?

Era cruciale trattare il tema del trauma dell’altro ma non potevo mettermi a snocciolare i fatti degli altri così, a freddo. Ho preso in prestito il concetto dall’Anello del potere, praticamente.

Libro ricchissimo, molto denso, all’insegna dell’«horror vacui» più totale. Cover minimal che più minimal non si può…

Ah sì? Pensa, ho mantenuto la cover minimal proprio per coerenza con l’interno del volume, che all’inizio immaginavo sarebbe stato un po’ spoglio, come le mie vignette su instagram. E invece… vabbé, ho sbagliato.

Beh, e come va ADESSO la tua vita sentimentale?

ADESSO va molto meglio! Li sento tutti, i soldi che ho speso in terapia.

Dicci invece della tua attività con SlowComix.

Continuiamo a fare i nostri fumetti buffi, a giocare, a sperimentare, a divertirci tanto. A Lucca escono due novità a cui abbiamo lavorato tutta l’estate e non potrei essere più orgogliosa. Se ho questo rapporto sano col fare fumetti è merito di SlowComix, voglio moltissimo bene al progetto e ai miei compagni. W i fumetti fatti divertendosi.

Intervista raccolta da Andrea Voglino – settembre 2025

“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

“Corpi rifrangenti”: il Workshop di sabato 12 ottobre a Torino

Tra gli appuntamenti del weekend nell’ambito del Disability Film Festival di Torino, in programma tra il 10 e il 12 ottobre, c’è il laboratorio “Rifrangere l’abilismo a colpi di matita”: si impara a creare una storia a fumetti con Andrea Riccadonna (fumettista), Alice Scavarda (sociologa dell’Università di Torino), Federico Stella (graphic designer e videomaker presso l’Associazione Volonwrite) e Manfredi “MANf” Toraldo (vicedirettore presso Scuola Internazionale di Comics-Torino): l’appuntamento è per sabato 11/10 dalle 11,30 presso lo spazio “Off Topic” di Via Giorgio Pallavicino, 35. Per partecipare, basta prenotarsi a questo link.

 

 

Leggi qui l’intervista su La SMAgliante Ada allo sceneggiatore Danilo Deninotti

“La SMAgliante Ada” al Disability Film Festival di Torino

“La SMAgliante Ada” al Disability Film Festival di Torino

Lo ha annunciato lo sceneggiatore Roberto Gagnor sul suo profilo FaceBook: sabato 11 ottobre, presso la sezione Off Topic del Disability Film Festival, si parlerà di La SMAgliante Ada, serie “for kids” creata da un team di validissimi artisti di fumetti per portare il tema della SMA al pubblico dei più piccoli. A rappresentare Graphic Medicine Italia all’appuntamento, la nostra Alice Scavarda.

Leggi qui l’intervista su La SMAgliante Ada allo sceneggiatore Danilo Deninotti

Un giorno in Parlamento

Un giorno in Parlamento

Roma, 16 aprile 2025 – Si è tenuto oggi, nella suggestiva cornice della Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il convegno “Graphic Medicine: perché i fumetti fanno bene alla salute”, promosso dalla Vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani in collaborazione con l’associazione Graphic Medicine Italia. L’iniziativa ha riunito esperti e studiose/i provenienti dal mondo della medicina, della sociologia, delle arti visive e della comunicazione, con l’obiettivo di mostrare come il fumetto possa rappresentare uno strumento potente per raccontare la malattia, umanizzare la cura e supportare la formazione sanitaria.
Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali di Anna Ascani, che ha sottolineato il valore della graphic medicine come strumento innovativo di comunicazione e come ponte tra sapere scientifico ed esperienza vissuta. A seguire, gli interventi dell’Onorevole Fabio Porta e dlel’Onorevole Virginio Merola, che hanno sottolineato il valore dell’esperienza per dare centralità al diritto alla salute e alla necessità di garantire l’accesso alle cure e a un’informazione chiara. L’evento è stato moderato dal Dott. Gianni Lattanzio.

Roma, 16 aprile 2025, Camera dei Deputati

Ha introdotto i lavori il Prof. Stefano Ratti (Università di Bologna), docente di Anatomia Umana e presidente di Graphic Medicine Italia, che ha offerto una panoramica sull’evoluzione del movimento internazionale della graphic medicine, nato dall’incontro tra arti narrative e pratiche mediche, e sullo sviluppo di questo approccio in Italia.
A seguire, la Prof.ssa Lucia Manzoli (Università di Bologna), ha presentato il progetto ProDono, una campagna di comunicazione grafica per sensibilizzare alla donazione del corpo alla scienza, realizzata attraverso una narrazione accessibile ed empatica, in collaborazione con illustratori e illustratrici.
Il tema della formazione sanitaria attraverso i fumetti è stato affrontato anche dalla Prof.ssa Veronica Moretti, sociologa e vicepresidente dell’associazione, che ha raccontato l’esperienza dell’insegnamento elettivo “Graphic Storytelling” presso l’Università di Bologna, in cui gli studenti e le studentesse di Medicina imparano a raccontare vissuti professionali e identitari attraverso il linguaggio del fumetto, sviluppando empatia, pensiero critico e capacità riflessiva.
Nel corso dell’evento sono stati presentati anche due progetti pionieristici di anatomia illustrata:

  • “Graphic Anatomy: Il cuore”, con la partecipazione del Prof. Luca Di Marco, che racconta l’anatomia del cuore con linguaggio visivo ed emozionale;
  • “Graphic Anatomy: Il pancreas”, con la presentazione del Prof. Alessandro Cucchetti, che utilizza la narrazione grafica per avvicinare studenti e cittadinanza alla complessità dell’anatomia umana.

Infine è stato presentato “Il primo paziente” dalla Prof.ssa Sara Colaone, docente di fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna e autrice di graphic novel pluripremiate, che ha evidenziato il potenziale trasformativo della narrazione illustrata nella comunicazione di un tema così complesso e delicato.

L’evento ha mostrato come la graphic medicine non sia solo una modalità narrativa, ma un approccio transdisciplinare capace di avvicinare linguaggi e saperi, potenziare la comunicazione medico-sanitaria, stimolare la riflessione critica e contribuire alla costruzione di una medicina più umana e partecipata. Alla base, la consapevolezza che raccontare la salute attraverso i fumetti significa restituire complessità e voce ai vissuti di cura, rompere stereotipi e costruire ponti tra professionisti della salute, pazienti e cittadinanza.

Per saperne di più

L’evento è stato trasmesso in diretta dalla WebTV della Camera dei Deputati ed è disponibile al seguente link:

WebTV Camera – Graphic Medicine