Graphic Medicine Italia a Book Pride Milano 2026

Graphic Medicine Italia a Book Pride Milano 2026

Graphic Medicine Italia è partner ufficiale di Book Pride Milano, fiera nazionale dell’editoria indipendente, in programma nel capoluogo lombardo da venerdì 20 a domenica 22 marzo negli spazi di Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, a pochi passi dalla fermata Famagosta sulla M2 – linea verde.
A suggellare la partnership tra Graphic Medicine Italia e Book Pride provvede il panel dedicato alla Graphic Medicine in programma per domenica 22 marzo alle 16,00: il presidente dell’Associazione Stefano Ratti e i membri fondatori Andrea Voglino e Alice Scavarda saranno sul palco insieme allo sceneggiatore Tito Faraci per commentare insieme le ultime tendenze della Graphic Medicine.
Per tutti i nostri soci e simpatizzanti c’è la possibilità di uno sconto di €2,00 sull’ingresso alla manifestazione limitato all’acquisto del biglietto on line: è possibile usufruirne accedendo a questo link e digitando il codice BP26GRAPHICMEDICINE.
Arrivederci al 22 marzo: vi aspettiamo numerosi!

Graphic Medicine Italia a Monza

Graphic Medicine Italia a Monza

Il 13 dicembre, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza, si è tenuto “il Corso di formazione in Graphic Medicine”, un viaggio tra arte, medicina e narrazione. Grazie alla collaborazione con Gianguido Villani, diversi professionisti sanitari, studenti e curiosi si sono ritrovati nella Sala Convegni “Cesare Sabbadini” per conoscere la Graphic Medicine.
Il seminario tenuto da Veronica Moretti e Stefano Ratti dell’università di Bologna ha aperto la giornata di formazione, illustrando le attività e i traguardi dell’associazione Graphic Medicine Italia e le nuove scoperte riguardanti la Graphic Medicine, da un punto di vista sociologico, medico e artistico. In un secondo momento, Martina Follador ha condotto un laboratorio pratico sul fumetto, definendo alcuni concetti tecnici e guidando i presenti nella realizzazione di uno storyboard.Al termine delle presentazioni, è stato possibile partecipare ad una mostra, curata da Martina Follador e Gianguido Villani e allestita all’interno delle aule dell’Ordine. Sono state esposte tavole tratte da opere di Graphic Medicine, coinvolgendo tematiche che spaziavano dalla disabilità alla donazione del corpo, dalla PMA alle patologie oncologiche e renali.
Infine, per l’occasione, l’AIC Lombardia APS ha organizzato un banchetto informativo, con la possibilità di visionare il fumetto sulla celiachia “Manuale di sopravvivenza per celiaci”.
Siamo felici della calorosa partecipazione e di questo nuovo traguardo, nella speranza di collaborare nuovamente in un prossimo futuro con l’Ordine dei Medici di Monza.
Sotto, la locandina realizzata da Martina Follador.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

“Conforme”, Ilaria Palleschi, Bao Publishing, 2023, 152 pp. a colori, cartonato, € 23.

Marisol è in agitazione: sua sorella Nico l’ha invitata ad andare in palestra e lei spera che possano finalmente passare un po’ di tempo insieme, cosa che accade raramente. Marisol infatti non ama frequentare posti pieni di corpi che le ricordano continuamente che il suo non è conforme. In altre parole: è grassa. E ne soffre, anche se lo nasconde. Ma la sua coinquilina e cara amica Livia sa bene che quando si chiude in bagno con la musica a tutto volume è per coprire il rumore dei conati che si procura cacciandosi le dita in gola. Nico invece è in forma smagliante, ossessionata com’è dalla dieta e dall’allenamento.
Come previsto, l’appuntamento si rivela un flop, e Marisol è molto delusa dal comportamento di Nico, senonché a un certo punto sua sorella cade dal tapis roulant e batte la testa… e la storia prende una piega inaspettata. Proiettata in un universo parallelo, in cui essere magri è una vergogna e i nuovi idoli sono cellulite, grassi saturi e junk food, sarà Nico a dover fare i conti con la discriminazione. Ma, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, nemmeno Marisol se la passa bene nel mondo alternativo, che le richiede comunque di non perdere nemmeno un etto ed essere sempre performante e perfetta secondo i canoni di questa società. Il ribaltamento di prospettiva porta alla luce una sofferenza comune ma non condivisa, che anzi separa e distrugge i legami. Il problema non è dunque solo il corpo grasso (o magro) ma tutto quanto risulta difforme rispetto agli standard. La vergogna del fallimento isola, solo l’amicizia, l’empatia e la sorellanza possono liberare i corpi e le persone che li abitano dai giudizi e dalle costrizioni, e restituirli alla dimensione degli affetti sinceri, della cura e degli abbracci che tuttə si meritano, indipendentemente dalla taglia.
Conforme fa riflettere – in modo leggero ma non banale – su quanto gli eccessi, sia da un lato che dall’altro, possano essere nocivi, e anche sulla responsabilità che la società gioca nell’alimentare comportamenti estremi. Perché, come ci ricorda Livia, «se anche la persona a mio parere più bella e conforme soffre delle mie stesse insicurezze… allora forse il problema è più grande».
laria Palleschi ha studiato Illustrazione e Animazione allo IED, ma dal 2018 si mette in gioco sperimentando anche il linguaggio del fumetto con il suo primo graphic novel Nina che disagio (Bao Publishing). In seguito collabora con Mondadori, illustrando la serie I Casi Impossibili di Zoe & Lu di Licia Troisi. Nel 2025 ha pubblicato Nereidi (Il Castoro), una storia sul coraggio di ribellarsi a una società femminicida.

“Il diario a fumetti del mio tumore”, Kanjano, 2024 – in corso, a colori e b/n, webcomic

“Il diario a fumetti del mio tumore”, Kanjano, 2024 – in corso, a colori e b/n, webcomic

Giuliano Cangiano, in arte Kanjano, è illustratore e direttore artistico dello studio grafico Shamun, oltre a essere colorista e letterista per Panini e Salani. Ha diretto la rivista Mamma! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satirae ha collaborato al progetto editorialeLe avventure della SMAgliante Ada. Tra i suoi graphic novel ricordiamo Ilva, Comizi d’Acciaio, con il giornalista Carlo Gubitosa, e l’antologiaSostiene Sankara: racconti disegnati di felicità rivoluzionarie (entrambi per i tipi di BeccoGiallo).
«In questo momento della mia vita, senza averlo programmato, sto disegnando e scrivendo il diario, aperiodico, del mio tumore»
. Così esordisce Kanjano presentando in Rete il suo nuovo lavoro, giunto ormai al nono episodio, che racconta la sua esperienza di malato oncologico a.k.a. “pelato a tempo determinato”. I diversi episodi finora pubblicati ripercorrono la cronistoria della malattia, dalle terapie e relativi effetti collaterali, passando per la diagnosi (seminoma), gli infiniti esami e accertamenti, le attese, altre terapie, altre attese, cosa dire alle persone care, come fare a sopravvivere (fisicamente, emotivamente e anche economicamente), i rapporti con il personale sanitario, la vita che in qualche modo va avanti. Partendo dall’assunto che “nella malattia sta la complessità dell’esistere”, nessun aspetto viene tralasciato e nessun registro viene escluso dalla narrazione: un’onnipresente vena comica, che a tratti diventa sfacciata e fa ridere fino alle lacrime, altre volte è di amara ironia – ma del tumore bisogna anche ridere, e soprattutto parlarne, parlarne, parlarne – si unisce alla profonda drammaticità dei momenti di disperazione e dolore, che diventano parte della vita quotidiana. Un diario estremamente intimo e per questo estremamente prezioso per coloro che ancora vivono (e non “combattono”) la malattia, e per tutte e tutti noi in generale.
Tutti gli episodi sono disponibili a questo link.

“Mentre ero via”, Rina Jost, Diabolo edizioni, 105 pp. a colori, brossura, € 12

“Mentre ero via”, Rina Jost, Diabolo edizioni, 105 pp. a colori, brossura, € 12

La protagonista di questo romanzo grafico affronta un viaggio rocambolesco alla ricerca della sorella, Sybil, risucchiata dal suo materasso in un mondo popolato da creature fantastiche. Sybil, trasformata in una pietra, compare a tratti durante il percorso, come rinchiusa dentro sé stessa, incapace di comunicare con la sorella. La protagonista la rincorre a più riprese, senza mai riuscire a raggiungerla. Grazie all’incontro con diverse figure surreali, la protagonista capisce di non poter salvare Sybil, perché quest’ultima deve trovare la via d’uscita per tornare a casa da sola. La vera sfida per la protagonista sarà quindi cercare e attraversare il portale da sola, avendo fiducia che Sybil farà altrettanto. Rina Jost racconta in modo poetico, toccante e realistico la sua esperienza di sorella di una persona che soffre di depressione. L’autrice mostra che anche i famigliari delle persone con problemi di salute mentale possono avere bisogno di aiuto e devono prendersi cura di sé, prima di dedicarsi al loro parente in difficoltà.

“Matteo contro lo spettro autistico”, Giuseppe Sansone, Edizioni Voilier, 68 pp. a colori, brossura, € 19

“Matteo contro lo spettro autistico”, Giuseppe Sansone, Edizioni Voilier, 68 pp. a colori, brossura, € 19

Questa breve graphic novel, scritta e disegnata da Giuseppe Sansone, affronta il tema della convivenza con l’autismo dal punto di vista di un bambino autistico, Matteo. L’opera, come il titolo suggerisce, gioca ironicamente sull’espressione spettro autistico, concetto medico ampiamente in uso per definire l’autismo. Se il termine inizialmente si riferiva allo spettro dei colori, ha poi assunto tratti stigmatizzanti, alludendo a molteplici disturbi caratterizzati da alcune difficoltà comuni. L’autismo è personificato come un essere mostruoso che dapprima spaventa e opprime Matteo, limitandolo nelle sue attività quotidiane. Tuttavia, man mano che il bambino reagisce e lotta contro lo spettro, acquisendo specifiche competenze, il mostro si rimpicciolisce fino a scomparire. L’opera sfata il pregiudizio dell’autismo come condizione congenita e immutabile, mostrando che i bambini autistici possono sviluppare molteplici capacità all’interno di un proprio arco di sviluppo, come tutti gli altri bambini. Tuttavia, manca una considerazione dei modi di percepire e interpretare la realtà delle persone autistiche, che difficilmente possono essere modificati, raramente sono compresi e accettati. Una persona autistica nasce, cresce e muore autistica. Non è tanto la persona autistica a dover cambiare ed evolversi, quindi, quanto la società a imparare a creare contesti favorevoli e adeguati a diversi tipi di menti.

“Goodbye, Eri”, Tatsuki Fujimoto, Star Comics, volume unico, 208 pp., b/n, € 5,90

“Goodbye, Eri”, Tatsuki Fujimoto, Star Comics, volume unico, 208 pp., b/n, € 5,90

Con Goodbye, Eri, Tatsuki Fujimoto — già noto per Chainsaw Man, Look Back e Fire Punch — propone un’opera autoconclusiva che trascende i confini del manga tradizionale, avvicinandosi al linguaggio cinematografico e a una riflessione profonda sulla memoria, sull’elaborazione del lutto e sulla natura stessa della narrazione.
La storia segue Yuta Ito, un ragazzo che, su richiesta della madre malata, la riprende negli ultimi giorni della sua vita con lo smartphone ricevuto per il compleanno. Dopo la sua morte, Yuta monta un film con quel materiale, il cui finale bizzarro lo espone al ridicolo e lo conduce al limite della disperazione. L’incontro con Eri, compagna di scuola appassionata di cinema, gli ridona uno scopo: insieme decidono di realizzare un nuovo film, esplorando con spirito creativo e irriverente l’arte del raccontare.
Fujimoto costruisce la narrazione adottando una prospettiva quasi documentaristica: gran parte della storia è filtrata attraverso l’obiettivo della videocamera di Yuta, con pagine strutturate in griglie che richiamano la pellicola cinematografica, un espediente che conferisce ritmo e immersione nel punto di vista del protagonista.
Il filo narrativo, apparentemente lineare, si arricchisce di ambiguità e stratificazioni metaforiche: realtà e finzione si intrecciano come nel film che Yuta monta, e il confine tra ciò che è realmente accaduto e ciò che è frutto della memoria diventa labile. Questo gioco tra livelli narrativi non è solo uno stratagemma stilistico, ma un mezzo per esplorare come l’arte possa confrontarsi con il dolore, la perdita e la trasformazione del sé.
La relazione tra Yuta ed Eri, pur breve, assume un peso emotivo significativo, intrecciando desiderio di connessione, idealizzazione e bisogno di lasciare un segno. L’elemento fantastico, rappresentato dall’apparente immortalità di Eri, complica e arricchisce il messaggio, portando il lettore a riflettere sul valore della memoria e sulla funzione stessa del racconto. Sul piano visivo, Fujimoto utilizza tecniche che rimandano al cinema — sfocature, ripetizioni di inquadrature, variazioni di fuoco — che riflettono l’ossessione del protagonista per il mezzo filmico e offrono al lettore un’esperienza immersiva, in cui il gesto di «guardare» diventa parte integrante del significato dell’opera.
Pur senza spettacolarizzare il dolore, Goodbye, Eri si colloca nel filone della graphic medicine, raccontando il lutto e la sofferenza con autenticità e profondità. L’opera sfida il lettore a considerare l’arte come forma di consolazione e confronto con l’impermanenza, offrendo un’esperienza emotiva complessa in cui i confini tra realtà, cinema e immaginazione si dissolvono, come accade nella memoria di chi legge.
Sullo sfondo, la narrazione di Goodbye, Eri appare meno frenetica rispetto a Fire Punch e Chainsaw Man, opere di Fujimoto che richiamano per ritmo e intensità lo stile di Quentin Tarantino; tuttavia, tutte condividono una sensibilità verso la scomposizione temporale e la molteplicità di punti di vista, creando mosaici emotivi stratificati e ricchi di contrasti.

“Homunculus – L’occhio dell’anima”, Hideo Yamamoto, Panini Comics – Planet Manga, 2020, 250 pp. B/N, 15 vol., brossura, € 7,50

“Homunculus – L’occhio dell’anima”, Hideo Yamamoto, Panini Comics – Planet Manga, 2020, 250 pp. B/N, 15 vol., brossura, € 7,50

Con Homunculus – L’occhio dell’anima Hideo Yamamoto realizza un manga che si colloca in una zona liminale tra thriller psicologico, indagine filosofica e studio della mente umana. L’opera in 15 volumi è stata riproposta da Panini Comics – Planet Manga in bianco e nero, conservando intatta la sua forza perturbante e la capacità di interrogare il lettore sui meccanismi della percezione e sull’instabilità dell’identità.
Il protagonista, Susumu Nakoshi, è un uomo socialmente marginalizzato, segnato da una profonda frattura dell’Io. Vive in auto, rifiuta legami stabili e appare sospeso in una condizione di anedonia, isolamento e progressiva autoesclusione. La sua esistenza viene scossa dall’incontro con Manabu Ito, studente di medicina ossessionato dalla trapanazione e dalle sue presunte implicazioni sull’ampliamento delle capacità percettive. L’esperimento, al confine tra scienza, pseudoscienza e suggestione, agisce da detonatore narrativo e apre Nakoshi a una nuova modalità di visione.
Da quel momento il protagonista sviluppa una forma di iperpercezione visiva che si manifesta attraverso allucinazioni complesse: gli homunculus, entità deformi che rendono visibili i conflitti psichici, i traumi e le distorsioni dell’immagine di sé delle persone incontrate. Queste apparizioni possono essere lette alla luce di disturbi dell’esperienza corporea e del Sé, riconducibili a concetti clinici quali dismorfobia, depersonalizzazione e derealizzazione.
Yamamoto costruisce una narrazione in cui il confine tra realtà esterna e realtà interna diventa progressivamente instabile, richiamando quadri psicotici e para-psicotici. Il lettore viene costantemente collocato in uno stato di bilico percettivo, tipico di esperienze allucinatorie congrue al contenuto emotivo, in cui il vissuto soggettivo prevale sull’oggettività sensoriale.
Sul piano neurofisiologico, l’“occhio dell’anima” funziona come metafora dell’alterazione dei processi di integrazione sensoriale e della modulazione corticale della visione. La trapanazione, pur priva di fondamento scientifico, diventa così uno strumento narrativo per esplorare in chiave pulp e pop temi propri della psicoanalisi e della psichiatria. Infatti, gli homunculus incarnano il rimosso, la scissione dell’Io e il conflitto tra Sé autentico e maschera sociale. Ogni incontro assume la forma di una seduta analitica implicita, in cui l’osservazione dell’altro coincide con un progressivo smascheramento del protagonista. Tale processo di consapevolezza, tuttavia, non conduce mai a una catarsi, ma si rivela profondamente destabilizzante.
Il tratto realistico e crudo di Yamamoto, esaltato dal bianco e nero e dal formato compatto, accentua la sensazione di claustrofobia e instabilità percettiva. Corpi deformati, proporzioni alterate e sguardi fissi restituiscono visivamente ciò che in ambito clinico viene definito disturbo dell’esperienza corporea, trascinando il lettore nel punto di vista di Nakoshi.
Homunculus – L’occhio dell’anima si conferma così un’opera di grande complessità, capace di intrecciare neurofisiologia, psicoanalisi e riflessione psichiatrica in una narrazione che rifiuta soluzioni semplici e non spettacolarizza la follia, ma la restituisce come esperienza soggettiva, collocando chi legge sul fragile confine tra realtà e percezione.

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Graphic Medicine, un regalo di valore che dura tutto l’anno

Fine anno, tempo di bilanci.
Quello di Graphic Medicine Italia anche quest’anno può dirsi nettamente positivo: l’associazione è cresciuta, con tanti nuovi soci, e guarda al prossimo anno con grande ottimismo. Ci aspettano nuove letture, un sito sempre più ricco e aggiornato e nuove iniziative destinate a culminare nel 2027 nella prima Conferenza Internazionale di Graphic Medicine mai svolta in italia. Ma per mettere a terra tutto questo, occorre il sostegno di tutti i soci vecchi e nuovi…
Perché sia tanto importante entrare a far parte del nostro gruppo di ricercatori, storyteller e cultori del linguaggio delle “nuvolette” lo spieghiamo in dettaglio qui. Ma anche senza associarsi è possibile sostenere l’Associazione Graphic Medicine Italia con una donazione: anche con una cifra minima, si può dare un sostegno fondamentale per tutti i volontari che si impegnano ogni giorno per fare divulgazione sugli incroci virtuosi tra strisce e salute. Ottimi spunti per un “pensiero di Natale” alternativo all’insegna della cultura, della voglia di fare e della consapevolezza.

“Collocarlo” è © Walter Leoni 2025

“Caparezza – Orbit Orbit”, AA. VV., Sergio Bonelli Editore, 2025, 256 pp. a colori, cartonato, € 28

“Caparezza – Orbit Orbit”, AA. VV., Sergio Bonelli Editore, 2025, 256 pp. a colori, cartonato, € 28

Con il suo nono album Orbit Orbit, Caparezza si immerge anche nella nona arte, dando vita a un fumetto pubblicato da Sergio Bonelli Editore che fonde fantascienza, autobiografia e riflessione esistenziale in un racconto intenso e visionario. Il progetto nasce dal vissuto personale dell’artista, segnato dall’acufene e dall’ipoacusia, e si traduce in un percorso di trasformazione e guarigione che attraversa musica e immagini.
Soggetto e sceneggiatura sono di Caparezza, mentre i disegni sono realizzati da un collettivo di nove illustratori: Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Riccardo Torti, Yi Yang, Marco Nizzoli, La Came e Stefano Tamiazzo. La copertina è firmata da Matteo De Longis, con il prezioso contributo ai colori di Daria Cerchi, Filippo Beretta, Antonio Campo, Daniele Caramanico, Chiara Fabbri Colabich, Yi Yang e Maddalena Ghidoni.
La varietà di stili e sensibilità visive non è solo una scelta estetica, ma un mezzo per esplorare e comunicare con intensità le emozioni e le riflessioni profonde che attraversano l’opera. In questo senso, Orbit Orbit si inserisce nel contesto della Graphic Medicine, in cui il fumetto diventa strumento di narrazione e cura, capace di raccontare il vissuto della malattia e della cura in tutte le sue sfumature. Sebbene non si definisca esplicitamente come tale, questa opera rappresenta un esempio autentico di come l’arte possa accompagnare un percorso personale, trasformandosi in gesto di condivisione e liberazione. Alcuni brani dell’album trovano in modo particolare una profonda risonanza con questa cultura: A Comic Book Saved My Life diventa una metafora della salvezza attraverso la narrazione, mentre Darktar, personaggio centrale del fumetto, incarna la parte più vittimistica dell’essere umano, segnando un confronto con le proprie ombre personali. Anche Pathosfera si impegna a recuperare empatia in un mondo che sembra aver perso la capacità di sentire, rafforzando così il legame tra musica, fumetto e riflessione interiore.
L’album che accompagna il fumetto completa l’esperienza con un sound compatto e avvolgente, unendo elettronica, space music e rap in un invito a un ascolto attento e riflessivo.
Orbit Orbit si conferma così un progetto ambizioso e multidisciplinare, capace di unire musica e nona arte per raccontare una storia di fragilità, resistenza e rinascita, dimostrando il potere dell’arte come mezzo di cura e trasformazione. Il volume è disponibile in due versioni: oltre al cartonato, c’è anche un brossurato più essenziale al prezzo di € 14.